Nel 2022 sia gli inquilini che vivono in affitto che i proprietari di case poste in affitto a terzi possono accedere ad alcune importanti agevolazioni fiscali, o detrazioni in sede di dichiarazione dei redditi. Per molti cittadini vivere in affitto è una consuetudine, per cui sussiste un contratto di locazione con il proprietario di casa per una certa durata di tempo, e il contratto coinvolge spesso le prime abitazioni.

Le agevolazioni e le detrazioni fiscali che si possono richiedere vivendo in affitto sono particolarmente vantaggiose nel caso di giovani al di sotto di 31 anni, poiché secondo le ultime disposizioni del governo, per il 2022 esiste un vero e proprio bonus fiscale per gli inquilini al di sotto di questa età. Come spiega Idealista.it il bonus viene corrisposto agli interessati sotto forma di detrazione fiscale:

"Lo sconto fiscale può coprire fino al 20% dell'ammontare del canone, fino a un importo massimo di 2.000 euro, viene esteso da tre a quattro anni."

Per i giovani che intendono vivere in affitto, in una abitazione da destinare a prima casa, è utile conoscere il funzionamento di questa specifica agevolazione del fisco, che è stata introdotta insieme all'agevolazione sull'acquisto di una casa con mutuo, per le fasce giovani della popolazione, al fine di incentivarne l'indipendenza.

I sostegni fiscali però non riguardano solamente gli inquilini, ma anche i proprietari di case in affitto: in questo caso il risparmio è diretto alle tasse, ovvero alle imposte che ogni anno i proprietari di immobili pagano allo stato.

Rientrando in alcuni requisiti infatti, tramite cedolare secca è possibile attingere ad una unica aliquota al 21% o al 10% sul reddito derivato dalla locazione. Vediamo in questo articolo quali sono tutte le agevolazioni fiscali disponibili per il 2022 in merito agli affitti, e quando è possibile per proprietari e inquilini risparmiare sulle tasse.

Affitto e tasse: come funzionano

In Italia è previsto che i cittadini paghino una serie di tasse per le proprietà immobiliari in possesso, ad esclusione della prima casa e di alcuni casi specifici di esonero. Quando si parla di affitti e di tasse, si fa anche riferimento a tutte le imposte che vengono applicate a seguito della stipula di un contratto di locazione.

Secondo la normativa italiana, per ogni casa posta in affitto deve essere redatto e comunicato al fisco un contratto di affitto specifico, che regolamenta il rapporto tra proprietari e inquilini, e da cui vengono anche stabiliti i canoni mensili, ovvero gli importi che gli inquilini verseranno ogni mese ai proprietari. Da qui vengono anche stabilite le imposte da pagare sul contratto specifico.

Oltre all'IMU, ovvero l'Imposta Municipale Unica, i proprietari di case poste in affitto devono pagare una certa percentuale di tasse sui redditi derivati dagli affitti stessi, ovvero dagli importi pagati dagli inquilini. Come riporta Qualcherisposta.it esistono specifiche scadenze per provvedere al pagamento delle imposte sugli affitti, per i proprietari di casa, e specifiche aliquote per la tassazione:

"30 giugno per il primo acconto, cioè per il 40% del 95% del totale; 30 novembre per il secondo acconto, ovvero per il 60% del 95% del totale; 30 giugno dell'anno successivo per il saldo del 5% del totale."

Se si parla di imposizione fiscale ordinaria sugli affitti, il reddito confluisce nell'IRPEF, ovvero l'Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche. Mentre, quando si parla di imposizione agevolata, ovvero di cedolare secca, la tassa da pagare per il guadagno sull'affitto è una imposta sostitutiva dell'IRPEF, con aliquote molto più vantaggiose, del 21% o del 10% in base ad alcuni requisiti. 

La prima agevolazione fiscale di cui si può parlare in riferimento ai contratti di affitto è quella rivolta quindi ai proprietari, per cui si parla di cedolare secca.

Agevolazioni fiscali sull'affitto: la cedolare secca

La cedolare secca è di fatto una tassa agevolata che permette ai proprietari di casa di pagare con un'aliquota ridotta le tasse allo stato, in base a quanto ricavato dal canone di locazione, o dai canoni di locazione se si tratta di più immobili posti in affitto.

La cedolare secca è una imposta sostitutiva che permette di applicare una aliquota molto vantaggiosa sulle imposte, ovvero risparmiare sulle tasse. La percentuale di riferimento è del 21% quando si parla di contratti di locazione a canone libero, e del 10% quando i contratti di locazione sono a canone concordato.

I contratti di locazione a canone libero prevedono che l'importo del canone di locazione venga deciso liberamente dalle parti coinvolte, mentre si parla di canone concordato quando il prezzo viene stabilito da un accordo preventivo con associazioni di categoria, sindacati che tutelano inquilini e enti sul territorio specifico.

La cedolare secca quindi si applica con la maggiore agevolazione fiscale, ovvero al 10%, quando si tratta di canoni di locazione a canone concordato, che può essere deciso per particolari zone e Comuni in cui sono presenti determinati tipi di problemi, come: carenza di immobili destinati all'uso abitativo, zone colpite da eventi e calamità naturali, contratti di locazione destinati a studenti universitari fuori sede, contratti di affitto brevi.

Recentemente l'agevolazione fiscale che riguarda la cedolare secca è stata leggermente modificata, a partire dalla riforma fiscale con la Legge di Bilancio 2021.

L'aliquota vantaggiosa al 21% può essere quindi applicata solamente per un massimo di 4 appartamenti per ogni periodo di imposta, per cui superata questa soglia si rientra nell'ambito dell'attività imprenditoriale, per cui è necessario aprire una Partita IVA e accedere ad un altro regime di tassazione.

La cedolare secca nell'ultimo periodo è stata al centro di numerosi dibattiti, in merito all'ultima riforma fiscale, per cui è stata ipotizzata una modifica alle attuali agevolazioni. La cedolare secca per il 2022 è stata rinnovata come negli anni passati, ma non è detto che la normativa rimarrà invariata nel futuro.

Agevolazioni fiscali per gli inquilini

Oltre alle agevolazioni viste sopra, rivolte ai proprietari di immobili posti in affitto, è anche possibile attingere ad alcune importanti agevolazioni fiscali da parte degli inquilini. I cittadini che vivono in affitto, in una abitazione considerata come prima casa, possono infatti accedere ad alcune detrazioni di imposta in fase di dichiarazione dei redditi.

Per comunicare i redditi percepiti, è possibile utilizzare il Modello 730, che recentemente si propone come documento precompilato dall'Agenzia delle Entrate, per favorire uno snellimento delle procedure. Le agevolazioni fiscali previste per i coinquilini possono essere accessibili grazie alla presentazione del reddito complessivo, e delle spese sostenute dal nucleo famigliare.

La detrazione fiscale in questo caso riguarda le spese per l'affitto sulla prima abitazione, e viene erogata tramite IRPEF, con rimborso del 19% delle spese, al pari di come accade per altre spese come quelle mediche. In fase di dichiarazione dei redditi è quindi possibile dichiarare qual è l'affitto che viene pagato al proprietario di casa, e chiedere le opportune agevolazioni fiscali.

Per ogni tipologia di contratto di affitto specifica esistono agevolazioni mirate, per cui è consigliato farsi affiancare da un esperto, come ad esempio un commercialista, nella compilazione delle informazioni da trasmettere all'Agenzia delle Entrate.

Va ricordato che, mentre le agevolazioni fiscali tradizionali possono essere richieste da chiunque abbia intestato un contratto di locazione, esistono particolari forme di agevolazioni aggiuntive per chi ha un'età inferiore a 31 anni, secondo le nuove disposizioni per il 2022 dello stato, in materia di aiuti per i giovani.

Per poter richiedere l'accesso a questi sostegni fiscali, è sempre necessario conservare con cura tutta la documentazione che attesta l'effettiva sussistenza del contratto e i pagamenti mensili che il nucleo famigliare sta sostenendo, e ha sostenuto nell'anno di imposta specifico.

Agevolazioni fiscali sull'affitto under 31

Vanno tenute in considerazione infine le agevolazioni fiscali e i sostegni dedicati ai giovani che vivono in una casa in affitto. Negli ultimi anni lo stato è intervenuto introducendo diverse misure a sostegno dei giovanissimi, per promuoverne l'indipendenza dai nuclei famigliari di origine, e per garantire un sostegno nella formazione di nuove famiglie.

La casa considerata come prima abitazione assume in quest'ottica una rilevanza particolare, per cui lo stato ha deciso di introdurre una doppia agevolazione: da un lato quella indirizzata ai giovani under 36 che decidono di acquistare un immobile tramite mutuo, con l'obiettivo di stabilirne la residenza, e dall'altro un nuovo aiuto anche per i giovani, under 31, che hanno stabilito la prima dimora in una casa in affitto.

A questo proposito, il sostegno non consiste solamente in una agevolazione di tipo fiscale, ma di un vero e proprio sconto sull'affitto, ovvero sul pagamento del canone mensile. Per tutti i giovani under 31 infatti è disponibile uno sconto del 20% sul canone di locazione mensile fino alla cifra massima di 2.000 euro. Questo sostegno non si limita al 2022, ma può essere utilizzato anche per tre o quattro anni successivi alla stipula del contratto.

Per questo sconto è stato istituito un apposito fondo per i giovani, purché stabiliscano la propria residenza all'interno dell'immobile su cui pagano un canone di locazione in base ad un contratto. Per poter chiedere questo sconto inoltre, l'immobile di riferimento non deve essere lo stesso dei genitori, e non deve appartenere a categorie catastali considerate di lusso.

Tuttavia il sostegno così vantaggioso non può essere destinato a tutti i giovani, ma solamente a chi rientra entro certi parametri di reddito complessivo, ovvero a livello di nucleo famigliare, calcolati su base annuale. La soglia massima di reddito annuo per poter chiedere il sostegno è di 15.493,71 euro. Non è infine possibile chiedere questa agevolazione fiscale per immobili destinati al turismo.