La cessione del credito è strettamente legata al Superbonus, anche se in realtà è applicabile anche ad altri bonus edilizi, per una serie di motivi ed anche perché è proprio il Superbonus a coinvolgere gli importi di spesa più elevati. Il Governo cambia ancora le carte in tavola, cosa succede con l'ultimo decreto? Ecco le ultime da Agenzia delle Entrate.

Il Governo decide ed Agenzia delle Entrate mette in pratica, possiamo dire che è questo il meccanismo che da settimane vede cambiare quasi tutto sul fronte dei bonus edilizi: dalla cessione del credito alle scadenze, dalla Legge di Bilancio 2022 ai problemi di evasione.

La tematica è complessa ed ovviamente raddrizzare il tiro sugli aspetti che risultano inefficienti o inefficaci (o entrambi) è d'obbligo, ma cambiare le carte in tavola ogni due settimane è davvero problematico e crea più problemi che benefici...

Problemi che ormai Mario Draghi, secondo quanto detto nell'ultima conferenza a Bruxelles, sembra non digerire più, arrivando ad ammettere che con il Superbonus e gli altri bonus edilizi i problemi siano effettivamente più dei benefici. Sì, perché in questo scenario va anche considerato che i bonus edilizi sono un costo sostanzioso per le casse dello Stato e se non funzionano, non possono che essere messi da parte.

La direzione sembra questa, almeno in base a quanto visto con la Legge di Bilancio 2022, ma ci vorrà più tempo del previsto perché è impossibile togliere ai cittadini un'opportunità di questo genere dopo averla "promessa". Insomma, equilibri politici ed economici che continuano a cambiare destino e scadenze del Superbonus, tanto che verrà prorogata la scadenza del SAL per le villette unifamiliari.

Vediamo tutte le novità in questo articolo, con particolare attenzione sulla cessione del credito e sugli effetti che questa novità avrà sui cittadini e sulle imprese che hanno già iniziato l'iter per il Superbonus.

Cessione del credito: come funziona per il Superbonus?

Godere della cessione del credito in relazione ai lavori oggetto di Superbonus è una grande opportunità per le famiglie italiane per fare tutta la ristrutturazione dell'abitazione praticamente a costo zero. Non solo, è anche un modo per ottenere immediatamente la cifra spesa senza dover aspettare anni.

Alla luce di queste caratteristiche, è superfluo sottolineare le motivazioni per cui questa possibilità è così utilizzata dai cittadini, in quanto è evidente la sua convenienza dal punto di vista economico e della tempistica di ottenimento della cifra spesa per effettuare i lavori. Ancora più rapido da questo punto di vista è lo sconto in fattura, ma non tutti lo applicano e soprattutto non coinvolge enti bancari.

Proprio questo aspetto è chiave nella novità che andiamo ad esporre nel prossimo paragrafo, ma nel complesso possiamo dire che sia cessione del credito sia sconto in fattura richiedono una serie di documentazioni senza le quali non si può godere dei vantaggi a cui danno diritto.

Questo è sempre un aspetto da tenere in considerazione, il lungo iter burocratico che ha creato non pochi problemi alle imprese ed alle famiglie italiane, costrette a fare i conti con una burocrazia che sembra essere pensata per tutto meno che per semplificare l'accesso a qualsiasi misura a beneficio delle famiglie.

Cessione del credito: Agenzia delle Entrate toglie il limite!

Un limite in relazione alla cessione del credito era quello del numero di passaggi che il credito poteva fare tra enti bancari: inizialmente il limite non c'era, poi è stato messo a tre (con qualche variazione in corso d'opera), poi aumentato a quattro ed ora pare che sia tempo di togliere nuovamente questo vincolo.

Il credito può quindi essere ceduto un numero indefinito di volte... ma perché?

La domanda è lecita, ma non è questa la sede in cui dilungarsi tra aspetti tecnici. Basti sapere che il blocco alla cessione del credito ha creato tanti problemi, ha effettivamente immobilizzato i lavori già in corso ed ha costretto tante famiglie a rinunciare ai lavori che invece erano pronti ad iniziare.

Si capisce che questo è proprio uno di quegli ambiti in cui ogni scelta ha conseguenze importanti per imprese e famiglie, ma come detto in precedenza è un problema anche il continuo cambiamento di queste regole.

La confusione che si crea ha sicuramente un effetto deterrente, che porta tanti a rinunciare direttamente a godere del Superbonus pur avendone la possibilità e l'esigenza. Insomma, in questo modo non si crea l'effetto contrario a quello desiderato attraverso questo bonus ed in generale i bonus edilizi?

Cessione del credito: cosa succede ora? Le banche si riattivano

Come spiegato nel precedente paragrafo, il rischio principale di bloccare la cessione del credito ad un tot di volte è quello di immobilizzare i lavori già iniziati, le cessioni già impostate e creare così un effetto domino per cui le banche smettono di autorizzare cessioni e così via.

Si tratta di un fenomeno che era prevedibile, ma che è stato pensato per evitare frodi o comunque per limitare il più possibile i danni. L'Agenzia delle Entrate ha più volte sottolineato il rischio ed anche l'effettivo danno economico subito a causa di frodi legate ai bonus edilizi, ma una vera e propria soluzione non è stata trovata.

Cosa fare allora? Al momento niente, perché ora si sono allargate le maglie della cessione del credito e dunque le banche torneranno ad essere attive e verrà smaltito l'arretrato dovuto al periodo di "immobilismo". Resta però da capire l'intenzione di lungo periodo su questo fronte, perché il Superbonus sarà attivo ancora per almeno tre anni per alcune tipologie di edifici e non si può pensare di affrontare novità con questa frequenza per così tanto tempo.

Cessione del credito: quale futuro? Draghi fa un passo indietro

Mario Draghi, premier dell'attuale Governo, ha espresso un certo scetticismo non nei confronti della cessione del credito, ma piuttosto del Superbonus nel suo complesso. Ciò significa che l'argomento continua ad essere divisivo tra le forze di maggioranza e dobbiamo, purtroppo, aspettarci cambiamenti ancora nel prossimo futuro.

Non c'è stabilità sul tema, questo è evidente, ma è anche vero che i continui cambiamenti fanno immaginare che quanto dichiarato dal premier sia vero: i problemi superano i benefici. Un economista come Draghi, è evidente, non è dell'idea di mantenere una misura costosa come il Superbonus se il trade-off è addirittura negativo.

Dunque, all'orizzonte c'è sicuramente una situazione confusa tanto quella attuale, ma la direzione sembra essere opposta rispetto a quella vista fino a qualche mese fa. Dalla Legge di Bilancio in poi si è visto un cambio di rotta: bonus edilizi sì (sono stati rinnovati tutti), ma con un gentile invito ad abituarsi a farne a meno molto presto.

Cessione del credito e non solo: c'è la proroga?

Per quanto possa sembrare paradossale nello scenario appena esposto, sta per arrivare la proroga di una scadenza molto importante fissata al 30 giugno 2022. Parliamo dell'obbligo di raggiungere il 30% dei lavori entro tale data per tutti gli edifici unifamiliari che beneficiano del bonus.

Per non lasciare tante famiglie in difficoltà, il Governo ha intenzione di spostare la scadenza in avanti di 3 mesi, fissando la nuova scadenza al 30 settembre 2022.

Ciò permetterebbe a molti di rientrare nell'obbligo di SAL al 30% entro tale data, anche perché altrimenti si perde il diritto al Superbonus e bisogna sostenere per intero le spese per la ristrutturazione. Per quanto si vada verso una riduzione e revisione dei bonus, non è questa l'intenzione del Governo nei confronti delle famiglie e questa scelta di prorogare la scadenza lo dimostra in maniera palese.