La crisi pandemica ha esasperato i divari di reddito, di genere e territoriali che caratterizzano l’Italia. In questo quadro, la quinta missione del PNRR mira a evitare che dalla crisi in corso emergano nuove diseguaglianze, superando i divari già esistenti prima della pandemia. L’obiettivo è facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale. 

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR istituito dal governo italiano elargisce numerosi finanziamenti volti al rilancio dell'economia nonché al risanamento della società, le cui disuguaglianze si sono inasprite durante la pandemia.

Queste sono le premesse che accompagnano la "Missione 5" del PNRR, corrispondente al piano di Inclusione e Coesione. Tra le risorse messe a disposizione, il Fondo Impresa dedicato all'imprenditoria femminile vuole incentivare la partecipazione delle donne alle attività imprenditoriali e consolidare le realtà già esistenti.

Suddetto fondo impresa, che prevede milioni di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, non rientra soltanto tra gli obiettivi d'inclusione sociale inseriti nel PNRR, ma risponde anche al progetto di parità di genere sancito dall'Unione Europea.

Si tratta di un vasto programma volto al raggiungimento dell'uguaglianza di genere nell'ambito dell'Unione, attraverso politiche che favoriscano la parità retributiva, l'istruzione e l'accesso alle posizioni di Leadership per le donne.

Per questa missione di fondamentale importanza, la Commissione Europea ha elaborato anche un Indice di Uguaglianza di Genere per misurare i progressi raggiunti nel tempo delle varie campagne di superamento del gap di genere.

In questo articolo vediamo cos'è e come funziona in dettaglio il Fondo Impresa femminile, quali sono i requisiti per potervi accedere e quali le spese considerate ammissibili.

Fondo Impresa Donna: cos'è?

Il Fondo Impresa Donna è un piano di finanziamenti e agevolazioni previsto dal governo che si pone l'obiettivo di avvicinare le donne al mondo dell'imprenditoria, incentivando l'apertura di nuove attività, l'attuazione di progetti innovativi per il mercato e lo sviluppo delle imprese femminili già in essere.

Lo scopo è soprattutto incentivare la partecipazione delle donne alle attività di carattere imprenditoriale, favorire l'elaborazione di progetti innovativi e creativi attraverso piani di finanziamenti agevolati.

Lo scorso ottobre, le prime agevolazioni per le imprenditrici venivano elargite con la Legge di Bilancio 2021. In dettaglio, con il Decreto MISE sono stati destinati 40 milioni per il biennio 2021-2022.

A queste risorse si sono poi aggiunti altri centinaia d'incentivi introdotti dal PNRR, per un totale di oltre 400 milioni di contributi a fondo perduto e finanziamenti a sostegno dell'imprenditoria femminile.

Il decreto è stato portato avanti dal ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, il cui obiettivo è quello di estendere la campagna a quanti più settori, come riportato su Corriere.it. A firmare il decreto c'è anche il ministro delle Pari opportunità Elena Bonetti. 

Dei finanziamenti che costituiscono il Fondo Impresa femminile, almeno il 40% è destinato al Mezzogiorno, vale a dire alle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il decreto, inoltre, introduce il cosiddetto "Comitato Impresa Donna", una commissione composta da cinque imprenditrici - ancora da definirsi - che si stabilirà al MISE, con il compito di monitorare tutte le misure vigenti e di proporre soluzioni sull'insorgenza di eventuali problematiche.

Fondo Impresa Donna: come funziona

Il Fondo Impresa Donna, come si legge sulla pagina web del MISE, è costituito da una serie di contributi a fondo perduto e finanziamenti finalizzati a incentivare la partecipazione delle donne alle attività imprenditoriali promuovendo l'avvio delle nuove imprese, il consolidamento di quelle già esistenti e la formazione imprenditoriale nelle scuole.

Le risorse sono a disposizione di settori quali industria, artigianato, trasformazione agroalimentari, erogazione di servizi di ogni tipo, commercio e turismo.

Innanzitutto occorre distinguere i contributi a sostegno delle nuove imprese da quelli destinati allo sviluppo e al consolidamento delle attività già esistenti.

Il Fondo Impresa per le attività femminili di nuova apertura o di recente costituzione mette a disposizione contributi a fondo perduto che garantiscono una copertura pari all'80% sulle spese ammissibili effettuate, fino a un massimo di 100mila euro.

La percentuale di copertura si estende al 90% per le lavoratrici disoccupate che decidono di aprire l'attività per conto proprio. Tuttavia, è bene ricordare che l'importo massimo del contributo è pari a 50mila euro.

Per spese superiori ai 100mila fino ai 250mila euro, i contributi copriranno soltanto il 50% ma senza limiti di importo.

I progetti di spesa devono essere attuati entro 24 mesi dalla accettazione della domanda.

Contributi a fondo perduto per lo sviluppo delle imprese

Le imprese già esistenti possono richiedere il Fondo Impresa femminile se intendono consolidare e sviluppare la propria attività con piani d'innovazione.

Anche in questo caso, suddetti piani dovranno essere portati a termine entro due anni dalla ricezione del contributo, con un tetto massimo di spesa fino a 400mila euro.

Le imprese che si sono formate da almeno un anno fino a un massimo di tre anni, possono usufruire di una copertura delle spese pari all'80%, di cui metà sono contributi a fondo perduto e l'altra metà sono finanziamenti agevolati a costo zero della durata di 8 anni.

Per le imprese con un'anzianità superiore ai 36 mesi, il Fondo Impresa Donna prevede contributi a fondo perduto per la sola copertura delle spese capitali e finanziamenti agevolati per le spese d'investimento.

Questi incentivi sono cumulabili con eventuali altre forme di agevolazione concesse dallo Stato alle imprese e ai cittadini.

Come accedere al Fondo Impresa femminile

A chi spetta il Fondo Impresa per l'imprenditoria femminile? I beneficiari di questi contributi a fondo perduto si identificano in:

  • società di persone e cooperative rappresentate per almeno il 60% da donne socie;
  • società di capitale le cui quote partecipazione e i cui posti nel Consiglio di Amministrazione siano coperti per due terzi da figure femminili;
  • imprese individuali che hanno come titolare una donna;
  • lavoratrici autonome o persone fisiche che devono aprire la Partita IVA o comprovare la costituzione dell'attività entro 60 giorni dalla ricezione dei contributi.

Costituisce vincolo all'accesso del suddetto Fondo Impresa l'eventuale presenza di condanne in via definitiva che compromettono la partecipazione agli appalti.

I requisiti da rispettare tuttavia non sono solo questi. Per ricevere i finanziamenti è altrettanto importante avere la sede legale in Italia e che le nuove imprese si siano costituite da un periodo inferiore ai 12 mesi.

Le imprese già costituite che vogliono ricevere gli incentivi per il consolidamento devono comprovare un periodo di anzianità minima di un anno.

Quali spese vengono finanziate?

I contributi a fondo perduto garantiscono, quindi, in qualche misura la copertura delle spese per l'impresa femminile.

Sono considerate ammissibili le spese relative all'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzi o i costi per le immobilizzazioni immateriali per il mantenimento degli stessi. Il Fondo Impresa femminile copre anche le spese per i servizi in cloud e per l'assunzione di personale dipendente.

Tali spese devono essere tuttavia sostenute solo dopo aver presentato la domanda, o dopo aver aperto la Partita IVA nel caso delle lavoratrici autonome o dopo aver già costituito l'impresa nel caso delle persone fisiche.

Infine, le imprese disporranno anche di un buono di 5.000 euro, di cui 3.000 euro copriranno i costi per l'assistenza tecnica e i restanti 2.000€ sono dedicati all'acquisto di servizi specializzati, come ad esempio le attività di marketing.

Fondo Impresa Donna: domanda e revoca

Come partecipare al Fondo Impresa Donna e accedere agli incentivi? I termini e le modalità di partecipazione sono ancora in fase di definizione, perciò rimaniamo in attesa di ulteriori aggiornamenti.

Per il momento sappiamo che la domanda andrà inviata sulla piattaforma di Invitalia, sulla quale quindi bisognerà compilare i dati relativi al progetto o all'impresa, la descrizione dell'attività, l'analisi di mercato e l'analisi della produttività e degli aspetti logistici, nonché quella economico-finanziaria.

I criteri di valutazione si baseranno sull'ordine cronologico di ricezione della domanda e sull'originalità del progetto presentato, considerando anche le potenzialità sul mercato di riferimento.

In quali casi, invece, si può verificare la revoca del Fondo Impresa femminile? I possibili scenari sono essenzialmente due: il mancato rispetto delle tempistiche per l'attuazione del programma e quindi delle spese, oppure il trasferimento dell'attività in un'altra sede prima che siano trascorsi tre anni dal completamento del progetto stesso.

Fondo Impresa per la formazione

Come anticipato, parte dei contributi a fondo perduto è destinata alla formazione imprenditoriale e alla diffusione culturale del valore dell'imprenditoria femminile. 

Secondo quanto sostiene TiConsiglio.com, sono 6,2 milioni i fondi destinati a finanziare attività nelle scuole e nelle università, che mirano a diffondere l'immagine della donna business, tramite iniziative di comunicazione, e promuovono i percorsi di studio nelle materie scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche. 

L'Unione Europea ci ricorda che il divario di genere sussiste ancora oggigiorno nell'ambito dell'istruzione. A conferma di ciò, basti pensare appunto alla scarsa presenza di figure femminili nei settori della scienza e dell'ingegneria, in contrasto con la prevalenza delle stesse nei settori socio - assistenziali.

Per questo, allo scopo di combattere questa radicata concezione, l'Unione ha istituito il Premio UE per le donne innovatrici, che loda le donne imprenditrici che con le loro idee creative hanno portato una ventata d'innovazione sul mercato.