Di seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Paciello Trading Academy, al quale abbiamo rivolto alcune domande sul quadro intermarket e sulle strategie da seguire.

Per seguire Pietro Paciello, autore del libro Trading Plan, clicca qui.

L'euro-dollaro si è riportato nuovamente a ridosso della parità. Si aspetta una reazione o vede ulteriori ribassi?

Guardando il grafico attuale si nota facilmente che l'euro-dollaro ha giustamente sentito l'avvicinamento di area 1,04, dove c'è una doppia resistenza, e subito sono ritornate l vendite.

D'altra non è solo l'euro molto debole, ma anche il dollaro molto forte, e i sell in corso dovrebbero riportare il cross a contatto con la base inferiore del trading range, appena sotto la parità a quota 0,997.

Per ora, non credo che l'euro-dollaro riuscirà a violare questa barriera supportiva, ma al contempo non mi aspetto la rottura al rialzo di area 1,04.

Il cross continuerà a muoversi in stretto trading, completando la dinamica verso il basso e quindi in area 0,997 teoricamente sarà da comprare.

L'abbandono di questa debolezza si avrà solo con il pieno superamento di area 1,04, almeno in chiusura giornaliera, ma tale evento al momento appare abbastanza improbabile e lontano.

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Cosa può dirci, invece, per il dollaro-yen?

Il dollaro-yen segue lo stesso copione, nel senso che sia l'euro che lo yen non hanno minimamente abbandonato le dinamiche che stanno percorrendo da prima dell'estate e che si sono acuite a causa della crisi in Ucraina.

Da quel momento in poi è partito un forte trend ribassista per l'euro-dollaro e rialzista per il dollaro-yen.
Questi due trend rimangono intatti e quello del dollaro-yen in particolare colpisce per la precisione con cui si sviluppa.

Il cross ha una base supportiva in zona 133,5 e teoricamente potrebbe salire verso 142,5, dove incontrerà la fascia superiore del canale rialzista che sta percorrendo. 

Non si tratta in ogni caso di movimenti strutturali o che possono comportare nel breve cambiamenti dell'umore degli operatori o grandi sconvolgimenti intermarket.

L'oro sta andando sempre più giù dopo aver fallito l'attacco a quota 1.800 dollari. Cosa aspettarsi?

Avevamo anticipato nell'ultima intervista che l'area dei 1.800 dollari era una bella resistenza per l'oro.
Il gold ha sentito l'ostacolo e solo una chiusura giornaliera sopra area 1.800 dollari farà abbandonare questa persistente fase di debolezza.

Diversamente i corsi scivoleranno ancora verso il basso, segnalando che il grande supporto dinamico è in area 1.680 dollari.

Il petrolio è in risalita sopra i 90 dollari. Qual è la sua view su questo asset?

A mio avviso il petrolio sta disegnando una teorica figura di inversione rialzista.

E' vero che sta scivolando verso il basso da diverso tempo, ma ho la sensazione che sta costruendo un serio tentativo di inversione.

Dico questo alla luce di due dettagli: un wedge che secondo sarà rotto verso l'alto e una divergenza rialzista.
Monitorare con attenzione l'area 91,5 dollari per il petrolio, oltre cui si potrà avere un'inversione profonda, rialzista e di lungo termine.

Personalmente da quota 86-87 dollari sto comprando il petrolio, ma il vero segnale long scatterà sopra i 91,5 dollari.  
Mi aspetto quindi un breakout rialzista, compatibilmente con il contesto attuale pienamente vacanziero.

I mercati azionari sono in ritirata dopo i recenti progressi. A cosa prepararsi ora?

Considerato che a livello intermarket non rilevo particolari problematiche, tali da indirizzare il mercato, preferisco fidarmi dell'analisi tecnica pura.

C'è un indice che secondo me sta dando un segnale molto importante e si tratta del Dax che non è riuscito a superare la resistenza di medio termine in area 14.000.

L'indice ha iniziato a decelerare e ha rotto al ribasso due giorni fa il primo supporto dinamico in area 13.750 e secondo me può continuare ad accelerare verso il basso.

Mi attendo sui mercati azionari una debolezza non particolarmente aggressiva, ma sicuramente la fase long sembra esaurita e personalmente sto provando ad assaggiare delle operazioni al ribasso.