L’influencer più famosa in Italia è sicuramente Chiara Ferragni. Questo non significa che quando si parla di influencer marketing si possa aspirare a certi tipo di fama e followers.

Tuttavia, nel 2022, è facile immaginare che in molti utilizzino o vogliano fare uso di questo tipo di marketing che sfrutta la capacità di comunicazione degli influencers, soprattutto a seguito della pandemia da covid-19, che pur avendo inizialmente separato le persone fisicamente, ha fatto sì che in molti si trovassero a cercare nuovi influencers da seguire.

Ma anche prima del 2020 l’influencer marketing era conosciuto e utilizzato, proprio grazie alla capacità di attirare in questo modo anche piccole nicchie di persone e raggiungere possibili clienti che altrimenti sarebbero rimasti distanti.

Basandosi su una delle strategie più antiche di sempre, quella del passaparola, questo tipo di marketing infatti utilizza di base il legame di fiducia che si crea tra follower e influencer (appunto, persona con influenza) per consigliare prodotti e servizi. 

E se qualcuno potrebbe credere che si tratti di qualcosa adatto solo a grandi brand, oppure attuabile solo con le social media star con centinaia di migliaia di followers, è il momento di ricredersi. Vediamo come dare inizio a una buona strategia di influencer marketing nel 2022.

Influencer marketing nel 2022

Non si può iniziare a parlare di social e utilizzo degli stessi per fare marketing nel 2022 senza tenere conto degli effetti della pandemia sulle abitudini delle persone.

Ipsos, società francese con sede a Parigi che si occupa di ricerche di mercato e consulenza, ha riscontrato un cambiamento nelle abitudini delle persone riguardo agli influencers.

Durante il periodo di massima pressione del covid-19 una persona su quattro ha iniziato a seguire nuovi profili e durante il lockdown ben il 63% delle persone intervistate ha confermato di aver utilizzato i social per tenersi informato su questioni riguardanti l’attualità.

Non solo, gli intervistati hanno riconosciuto agli influencers meriti come l’aver consigliato attività da fare, che prima non rientravano tra i loro interessi, o di aver avuto un ruolo sociale grazie a suggerimenti e informazioni.

È vero che la questione della circolazione di informazioni online è complessa e che ora si sta tornando a potersi muovere come prima della pandemia, ma alcune abitudini sono entrate a far parte della normalità e le persone, anche grazie all'accelerazione dovuta al periodo di pandemia, seguono gli influencers più che mai.

Infatti se già in passato gli influencers erano parte della vita di tutti i giorni delle persone, durante il lockdown sono diventati uno dei maggiori canali per coloro che erano alla ricerca di consigli o anche solo compagnia. La loro presenza è ormai parte della vita di tutti i giorni, e un esempio della loro rilevanza può essere trovato anche nel fatto che quest’anno, alla cerimonia degli Oscar, sono stati invitati alcuni influencers.

Il motivo? Condividere l’evento attraverso uno sguardo diverso, possibilmente rinnovando l’interesse nei confronti di quello che, pur essendo sempre molto apprezzato e visto in tutto il mondo, ha comunque dovuto aprire le porte a questo tipo di comunicazione diverso.

I vantaggi dell’influencer marketing

Qualcuno che sta pensando di sfruttare questo tipo di marketing potrebbe chiedersi perché mai farlo e se ne valga davvero la pena, cos’abbia in più rispetto ai metodi classici di fare pubblicità.

Prima di tutto è giusto specificare una cosa: l’influencer marketing funziona, se fatto bene, e può raggiungere diversi tipi di target, ma per avere un effetto migliore sarebbe opportuno non abbandonare i metodi più “classici”. Non si tratta infatti di andare a sostituire qualcosa, ma di integrare la propria strategia di comunicazione.

Una volta chiarito questo, andiamo a vedere quali sono effettivamente i vantaggi che mette a disposizione l’utilizzo di influencers nella propria strategia.

Relazioni autentiche. Questo tipo di pubblicità si fonda molto sulla fiducia. Le persone seguono gli influencers perché sentono un legame con loro, per passioni o interessi. Abbinare il proprio prodotto con il volto di un influencer non solo rende più “umana” un’azienda, ma permette alle persone di viverlo più come un consiglio.

Per capirci. Una pubblicità fa pubblicità, un influencer invece consiglia un determinato prodotto perché ha deciso di pubblicizzarlo perché vicino ai suoi valori e interessi, in teoria.

Earned Media Value (EMV) alto. Cosa significa? Semplicemente che l’investimento fatto per pubblicizzarsi attraverso questi canali, se fatto bene, frutta bene in senso economico.

Se si ha un EMV alto significa che il brand sta venendo nominato, citato, e conosciuto in modo efficace, che se ne parla online e che alla gente interessa, dando quindi via a una sorta di passaparola digitale.

Si possono raggiungere molti utenti, comprese le nicchie. Spesso parlando di influencer marketing le persone pensano che si tratti di grandi nomi che chiedono pagamenti altissimi, ma uno dei poteri di questo tipo di comunicazione è quello di poter raggiungere utenti facenti parti di nicchie specifiche, attraverso anche influencers medio/piccoli. Molto, in questo caso, dipende dall'obiettivo che si ha in mente.

I social permettono di raggiungere il mondo, oppure di andare a parlare direttamente con poche persone, dipende da che tipo di target si desidera raggiungere nel momento in cui si va a sviluppare una strategia.

Una buona strategia è alla base di ogni tipo di pubblicità, e anche in questo caso le cose non cambiano. Se si riesce a dar vita a un buon piano di comunicazione allora si potrà sfruttare al massimo il potere dei social.

Come si fa a iniziare una strategia e scegliere gli influencers

Per rispondere a questo quesito è giusto prima di tutto chiedersi tre cose.

  • Cosa voglio ottenere dalla mia campagna di marketing? Per esempio, voglio far conoscere l’azienda, o vendere un prodotto?
  • Qual è il mio budget, quanto sono disposto a spendere?
  • Qual è il mio target di riferimento? Non basta sapere cosa si vuole vendere, ma anche a chi, perché cambieranno i metodi, gli influencers, e i social da utilizzare. Per esempio, Tik Tok è il migliore se si vuole andare ad avere una conversazione con i più giovani, mentre Facebook è un po’ più eterogeneo, anche se abitato da persone più grandi, anche oltre i cinquanta o sessant’anni.

A questo è importante fare un po’ di ricerca di mercato, prima di tutto. Osserva i tuoi competitors, e confronta i tuoi risultati. Un buon metodo per farlo è utilizzare Hootsuite, per avere un paragone tra i tuoi risultati e i loro. Osserva anche il loro feed per capire cosa pubblicano e, magari, vedere con quali influencers potrebbero avere delle collaborazioni. Spesso questo viene condiviso anche attraverso le stories o sui blog.

La parte di ricerca però non si deve fermare qui. Se da un lato è giusto controllare cosa fanno gli altri, è anche importante capire in che modo raggiungere gli influencers che ti interessano e, soprattutto, il tuo target di riferimento.

Per farlo puoi anche controllare sui profili di aziende simili, o con un target simile. Per esempio, se vendi prodotti naturali per la pelle, potrai anche cercare ispirazione in pagine che si occupano di trucchi biologici, oppure di abbigliamento di origine naturale. Allo stesso modo possono essere utili realtà che si interessano di lifestyle, bellezza, oppure rispetto per l’ambiente.

La ricerca non deve essere riservata solo a un tipo di realtà, ma trasversale, andando a toccare tutti i possibili interessi.

A questo punto, dopo aver fatto un po’ di ricerca, è arrivato il momento di chiarire di preciso i propri obiettivi e contattare gli influencers che possono interessarti. Alcuni, quelli più piccoli, potrebbero accettare di lavorare semplicemente ricevendo dei campioni del tuo prodotto, ma altri no giustamente.

Ricorda inoltre che influencers di dimensioni diverse hanno vantaggi e svantaggi diversi. Quelli più piccoli, per esempio, raggiungono meglio le nicchie e hanno fan molti fidati, mentre quelli più grandi raggiungono più persone, ma hanno altri svantaggi.

Metaverso e influencer marketing: come funzionerà?

Il metaverso sta facendo molto parlare di sé in alcune specifiche realtà, anche se per altre rimane piuttosto distante dalla vita di tutti i giorni. In che modo questo può influenzare il mondo del marketing?

Partiamo dall’inizio: metaverso non è un termine ideato da Zuckerberg, ma coniato nel 1992 da Neal Stephenson, autore cyberpunk. Non andrà a “sostituire” internet, o la realtà, ma si tratta di un’evoluzione del mondo online. 

Nel romanzo “Snow Crash” di Stephenson veniva definito come qualcosa di simile a una realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar. Si tratta, nel nostro mondo, di un universo digitale che combina diversi elementi, tra cui realtà aumentata, realtà virtuale, e blockchain.

La spiegazione in sé è piuttosto complessa, ma anche con queste poche parole si può intuire come il metaverso finirà, in un modo o nell’altro, per legarsi anche con l’influencer marketing. In alcuni casi abbiamo già degli esempi.

In particolare questo avviene per le generazioni dei Millenials e la Gen Z, e permetterà di avere dati più precisi sulle interazioni e gli interessi delle persone, oltre, per esempio, a poter creare avatar da utilizzare per collaborazioni con diverse realtà.

Non solo, attraverso il metaverso gli influencers dovrebbero poter riuscire a sfondare la barriera della distanza tra le persone, permettendo agli avatar di vivere esperienze insieme, come cucinare, o viaggiare, o fare sport. Vedremo cosa aspettarci dal futuro.

I trend da perdere di vista

Quali possono essere i trend interessanti per il 2022? Molti, ecco qui alcuni dei più importanti.

  • Buona causa: per molti è importante la causa degli influencers e quindi delle aziende che si appoggiano a loro. I valori dei brand, per questo, saranno sempre più importanti.
  • Metaverso: come abbiamo già accennato, sta diventando sempre più interessante, anche se per ora soprattutto per le aziende più grosse.
  • Realtà virtuale, da integrare. Per esempio, per un’azienda di vestiti permettere di fare delle “prove digitali” dei capi alle persone prima di fare acquisti può essere un grande plus. In generale però sarà da integrare all’interno delle campagne social, per permettere agli utenti di interagire più facilmente.
  • Tik Tok continua a essere il social con più crescita.
  • Professionalizzazione degli influencers. Significa che ormai quello degli influencers è da considerarsi un vero e proprio lavoro e da trattare come tale, da entrambe le parti.

Ricorda: anche se è fondamentale rimanere sempre informati, non lasciarti spaventare da questa grande mole di informazioni.