Chiusura contrastata oggi per le utility che hanno imboccato strade diverse sul Ftse Mib.

Utility contrastate a Piazza Affari

A salire in controtendenza è stato Snam con un rialzo dello 0,32%, seguito da Enel e Italgas che si sono fermati sulla parità, mentre Hera ha ceduto lo 0,4%, lasciando più indietro Terna e A2A che sono arretrati dello 0,64% e dello 0,67%.

Le utility continuano a calamitare l'attenzione del mercato per via del problema del caro bollette e degli interventi che il Governo dovrebbe annunciare a breve. 

Caro bollette: Governo pronto a misure da 10 mld

I giornali riportano le indicazioni del Ministero della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che avrebbe evidenziato possibili misure sulle bollette per un ammontare di 10 miliardi di euro.

Secondo i quotidiani, tuttavia, queste misure potrebbero richiedere più tempo per l’approvazione.

Nel dettaglio si tratta della cartolarizzazione degli oneri di sistema che verrebbero ripagati in 5/10 anni, con un beneficio di circa 3 miliardi di euro, e della sterilizzazione degli stessi per i clienti sotto i 16,5 kw, con un beneficio di 1,2 miliardi.

Tra l misure possibili ci sono anche l'utilizzo dei proventi delle aste C02 e la  rimodulazione degli incentivi sul solare, che oggi pesano 6 miliardi di euro, attraverso l’allungamento del periodo incentivato ed una revisione dei meccanismi di pricing che dovrebbe essere legato a contratti di lungo termine a prezzi fissi.

Il Ministro Cingolani ha indicato anche l'introduzione di un cap alla vendita del 50% dell’energia idroelettrica, con un cap da negoziare partendo da un’ipotesi di 50 €/MWh, con un risparmio atteso di 1-2 miliardi di euro.

Previsto anche l'aumento della produzione nazionale di gas e il rafforzamento del mercato a termine, con tutte le tecnologie negoziate attraverso PPA ed con la trasformazione del mercato spot in un mercato di aggiustamento regolato con il capacity market.

Caro bollette: Equita SIM commenta i possibili interventi

Equita SIM evidenzia che, come atteso, la misura più impattante è il cap alla produzione di energia idroelettrica, i cui parametri saranno cruciali.

Il valore del cap è infatti rilevante per la determinazione dei potenziali impatti.

Caro bollette: gli impatti attesi su Enel e le altre società

Assumendo un cap a 50 €/MWh sul 50% delle produzioni idroelettriche sul 2023, assumendo che i contratti di vendita forward sul 2022 verranno tutelati, l’impatto per le società idroelettriche potrebbe essere:

Enel (18TWh): circa 230 milioni di euro

A2A (4.5TWh): circa 56 milioni di euro

Iren (1.4TWh): circa 18 milioni

Secondo gli analisti importanti saranno le negoziazioni sia sul cap, sia su eventuali compensazioni che le società potrebbero ottenere, quali ad esempio l'allungamento delle concessioni come ipotizzato nei giorni scorsi e sostenuto da Matteo Salvini.

A detta di Equita SIM sono da verificare per Erg eventuali impatti sulla revisione degli incentivi al solare, ricordando che la società ha circa 140MW di asset solar.