A meno di un'ora dalla chiusura delle contrattazioni odierne, la seduta prosegue in rally per Enel che si mette in evidenza nel settore utility, mostrando una evidente forza relativa rispetto al Ftse Mib.

Enel in buon progresso

Il titolo, dopo ben cinque sessioni consecutive in ribasso e dopo aver chiuso quella di ieri con un calo di quasi due punti percentuali, oggi risale la china con una certa vivacità.

Negli ultimi minuti Enel si presenta a 5,724 euro, con un rialzo del 2,93% e volumi di scambio sostenuti, visto che fino a ora sono passate sul mercato oltre 33 milioni di azioni, al di sopra della media degli ultimi 30 giorni pari a circa 30 milioni.

Enel sale più del Ftse Mib. Fermi i BTP, affonda lo Spread

Enel beneficia della positiva intonazione del Ftse Mib, mentre non riceve una grande spinta dal mercato obbligazionario.

Lo Spread BTP-Bund crolla dell'8,46% a 147,1 punti base, ma la situazione appare decisamente calma sul fronte dei tassi, con i BTP che vedono solo qualche timido acquisto, tanto che il rendimento del decennale cala dello 0,38% all'1,587%.

Enel: in arrivo le misure dell'Energy Compact UE

A tenere alta l'attenzione su Enel è l'attesa per le novità che dovrebbero arrivare a breve per l'intero settore delle utility.

L’Unione Europea potrebbe pubblicare oggi le indicazioni dell’Energy Compact con le misure per combattere l’emergenza energetica.

Secondo quanto riportato dai quotidiani, il documento potrebbe includere le guideline per la regolamentazione del prezzo del gas, con l'introduzione quindi di un cap ai prezzi, purchè limitata nel tempo.

Tra le misure inoltre, ulteriori sostegni alla diversificazione degli approvvigionamenti gas e maggiore utilizzo di LNG, più investimenti rinnovabili e miglioramento dell’efficienza energetica di edifici ed industrie.

Anche il tema extra-profitti potrebbe essere incluso nel pacchetto di indicazioni legislative.

Le utility da tenere d'occhio a Piazza Affari

Secondo gli analisti di Equita SIM, le rinnovabili come Enel, A2A, Erg, Falck, Alerion e Iren, sono al momento le società che possono beneficiare di un’accelerazione degli investimenti di capacità.

Tra le proposte avanzate nei giorni scorsi la possibilità di riconoscere lo status di interesse nazionale ai progetti per accelerare le autorizzazioni.

A parziale compensazione dell’aumento dei prezzi del gas, il prezzo della CO2 è crollato da 97 a 57 €/T e ciò secondo Equita SIM è dovuto ai timori sulla crescita, per i meccanismi di trading/stop loss e su possibili revisioni delle allowances.

Focus su tassazione extra-profitti

Il rischio più elevato al momento rimane il tema della tassazione degli extra-profitti, anche se Italia e Spagna hanno già introdotto misure per il 2022: in Spagna fino al 31 marzo, ma saranno estese, in Italia per tutto il 2022 con un cap ai prezzi di vendita.

Secondo le indicazioni dell'Unione Europea, le eventuali tassazioni dovranno colpire gli extra-profitti effettivamente realizzati e non potranno essere retroattive.

Non scontando lo scenario pricing attuale, in ragione delle misure già introdotte, ed in virtù delle vendite forward, gli analisti di Equita SIM non vedono rischi significativi per le utilities sul 2022.

Da verificare invece come si configurerà la regolazione per il 2023: tra i maggiori impattati dalle misure 2022 troviamo A2A, Iren ed Erg, anche se in misura contenuta.