Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Alessandro Cocco, CEO di Unicron Associates, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.

Il Ftse Mib si è fermato poco sopra i 24.000 punti in chiusura di settimana. Quali le attese nel breve?

Quello del Ftse Mib è un rimbalzo puramente tecnico e per il momento è un semplice ritracciamento all'interno di questo trend ribassista creatosi da inizio aprile.

Non si tratta quindi ancora di un segnale di ripresa e non offre alcuna garanzia in merito a un seguito rialzista, perchè dai prezzi correnti il Ftse Mib potrebbe anche tornare al ribasso.

Anche a Wall Street è ancora concreto il rischio di un nuovo affondo ribassista che potrebbe trascinare verso il basso gli indici europei incluso il Ftse Mib, per quanto questi stiano reggendo meglio dei colleghi americani.

C'è da dire che il Ftse Mib ha superato la resistenza dei 23.888 punti e con conferme al di sopra di tale soglia ci sarà spazio per salire fino al vero ostacolo dei 24.400 punti, oltre cui si uscirebbe da questo tunnel ribassista.

Al di sopra dei 24.400 punti si può pensare a un allungo del Ftse Mib verso i massimi di marzo in area 25.400.
Al ribasso, sotto i 22.850 punti l'indice scivolerà verso i 22.350 punti, con proiezione successiva sui minimi di marzo toccati poco sopra i 21.000 punti.

In sintesi, monitoriamo le resistenze cruciali da violare per il Ftse Mib, fermo restando che Wall Street è impostata peggio e lì i rischi al ribasso sono più elevati.

Saipem ieri ha chiuso con un poderoso rally, seguito a distanza da ENI. Qual è la sua view su questi due titoli?

I titoli del settore oil seguono tendenzialmente l'andamento del petrolio anche se non lo stanno replicando pedissequamente.
C'è da dire che quando il petrolio sale, i titoli del comparto mostrano una maggiore solidità.

Per ENI segnaliamo una congestione tra i 13,06 e i 13,8 euro, ricordando il minimo del 26 aprile a 12,78 euro, mentre quello del 7 marzo è a 12,31 euro.

Questi due bottom creano un range di prezzo che funge ora da supporto per il titolo, con il primo sostegno che potrebbe già frenare la discesa.

Sopra i 13,8 euro ENI si aprirà le porte per un rialzo verso i 14,17 euro, mentre oltre i top di aprile si guarderà a quelli di marzo in area 14,85 euro.

Saipem è impostato decisamente male rispetto a ENI, ma guardando ai prezzi attuali segnaliamo una resistenza molto vicina a 1,0746 euro, precedente supporto che reggeva i prezzi ad aprile.

Oltre il livello appena indicato il titolo potrà salire a 1,131 euro, superati i quali ci sarà spazio per un allungo fino ai massimi di aprile a 1,297 euro.

Sotto il supporto in area 0,96 euro, Saipem scenderà verso 0,9366 euro prima e in seguito fino a 0,905 euro.

Unipol ieri è crollato dopo i conti e il nuovo piano, mentre si è fermato poco sopra la parità Generali. Come vede questi due titoli?

Unipol ha violato la zona dei 5,08 euro che corrisponde ai minimi della congestione creatasi ultimamente.

Quando ci sono crolli come quelli di venerdì, a volte si assiste anche ad un bel rimbalzo e in tal caso, se il titolo dovesse andare oltre i 5,08 euro, allora potrebbe tornare in primis a 5,41 euro e in seguito verso i 5,66 euro.

Non è da escludere che Unipol possa anche continuare a muoversi al ribasso, segnalano un supporto a 4,75 euro, con flessioni successive verso i 4,25 euro.

A marzo Generali ha dato vita a un bel recupero per poi perdere tereno ad aprile e ora sembra essersi stabilizzato tra i 18,52 euro e i minimi a 17,2 euro.

Rimanendo all'interno di questo intervallo di prezzi segnalo i 17,73 euro che, se violati al rialzo, potrebbero portarci verso i 18,52 euro e i 18,9/19,2 euro. 

Con la violazione dei minimi a 17,2 euro Generali scenderebbe verso i 16 euro