L'ultima seduta della settimana si avvia alla conclusione con il segno meno per il petrolio che, pur avendo recuperato dai minimi intraday, si mantiene in territorio negativo.

Petrolio in calo dopo il rialzo della vigilia

L'oro nero, dopo aver guadagnato oltre due punti e mezzo percentuali ieri, sta vivendo una seduta speculazione oggi.

Negli ultimi minuti le quotazioni del Wti sono fotografate a 92,2 dollari, con una flessione del 2,28%, ma il bilancio settimanale è preceduto dal segno più, visto che ai valori correnti il petrolio mostra un rialzo di circa tre punti e mezzo percentuali rispetto al close di venerdì scorso.  

Petrolio: forze contrapposte sui prezzi

A sostenere i prezzi dell'oro nero è stato l'allentamento dei timori di una recessione, ma ciò è stato bilanciato dall'incertezza relativa alle prospettive della domanda di materia prima.

A dominare la scena e a condizionare il sentiment degli investitori sono state anche le indicazioni contrastanti arrivate dall'Opec e dall'EIA.

Petrolio: l'Opec taglia le stime della domanda

Nell'ultimo rapporto mensile sul mercato del petrolio, il Cartello prevede una crescita della domanda mondiale di petrolio pari a +3,1 milioni di barili al giorno anno su anno nel 2022 a 100 milioni di barili giornalieri, in calo di 300mila barili giornalieri rispetto alla previsione precedente.

Il taglio di stima è motivato dalle aspettative di una recrudescenza delle restrizioni Covid e delle continue incertezze politiche nella seconda metà di quest'anno.

Nel 2023 la previsione di crescita di 2,3 milioni di barili giornalieri su base annua è confermata. Dal lato dell’offerta, l’OPEC ha praticamente confermato le previsioni di produzione non OPEC.

Il differenziale, call on Opec, è atteso in declino di 300mila barili giornalieri sia nel 2022 che nel 2023, rispettivamente a 28,8 e 29,8 milioni di barili al giorno.

La produzione OPEC di luglio è risultata pari a 29,1 milioni di barili al giorno, stando a quanto riportato da Argus.

Petrolio: EIA alza le previsioni sulla domanda

Il report mensile IEA, ossia dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, ha invece incrementato le stime di crescita della domanda 2022 di 0,38 milioni di barili al giorno, a +2,1 milioni anno su anno.

Il rialzo è motivato da uno switch di consumi da gas a petrolio in Europa, da parte degli utenti industriali per il rincaro dei prezzi, e in Medio Oriente, dove il caldo torrido ha spinto ad aumentare la combustione diretta per la generazione di energia.

Il rialzo è da ricondurre anche alla domanda di carburante per autotrazione che ha resistito alle pressioni inflazionistiche meglio del previsto.

Al contrario le stime 2023 sono state lievemente tagliate da 2,14 a 2,1 milioni di barili al giorno anno su anno.

L’agenzia ha confermato la sua previsione sull’offerta di greggio a 100 milioni di barili al giorno nel 2022, e 101,7 milioni nel 2023.

L’aumento della produzione potrebbe far aumentare le scorte globali per la seconda metà di quest'anno e per il primo semestre del 2023.

Le scorte sono aumentate nel secondo trimestre di quest'anno, per la prima volta dal secondo trimestre 2020, e i dati preliminari di luglio mostrano che le scorte nei paesi OCSE sono aumentate di 15,5 milioni, tutte nei prodotti petroliferi.

Petrolio: ENI e Saras tra i favoriti di Equita SIM

Gli analisti di Equita SIM ritengono che i due report siano coerenti con le loro ipotesi sul prezzo del Brent, pari a 92,5 dollari per la seconda metà di quest'anno e a 80 dollari nel 2023.

Queste ipotesi riflettono uno scenario di rallentamento della domanda, sia per le incertezze economiche, sia per gli effetti inflattivi.

Equita SIM ribadisce che i suoi titoli favoriti nel settore oil sono ENI e Saras.