Data di decorrenza delle dimissioni, come funziona e come inserirla correttamente

Le dimissioni devono essere trasmesse telematicamente e si deve indicare il giorno di decorrenza delle stesse. Capita, però, di fare confusione e indicare un giorno errato. Come funziona? Come inserire la data correttamente?

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Ci sono molte cause che possono portare un lavoratore dipendente a rassegnare le proprie dimissioni. Secondo la normativa in vigore, le dimissioni devono essere rassegnate telematicamente e, come sempre, si deve indicare il giorno di decorrenza delle stesse.

Si tratta di un’informazione che, solo in apparenza, può sembrare semplice, ma che, molto spesso, può essere causa di errori non troppo grossolani. Per evitare di bloccarsi, quando il sistema chiede di indicare questo dato oppure di commettere errori, è bene sapere, innanzitutto, cosa significa decorrenza delle dimissioni e quali sono le regole per inserire la data corretta.

Nel testo, spiegheremo come indicare la data delle dimissioni nella pratica telematica, chiarendo, prima di tutto, il concetto di decorrenza delle dimissioni, in modo tale da non cadere più in errore o avere dubbi a riguardo.

Cosa si intende per decorrenza delle dimissioni

La prima e più importante cosa da spiegare riguarda la decorrenza delle dimissioni. Cosa si intende? Si tratta del primo giorno in cui non verrà svolta l’attività lavorativa.

Proprio per questo motivo non si deve confondere la data in cui vengono comunicate le dimissioni, dalla decorrenza delle stesse. Nel primo caso, infatti, l’azienda viene informata dell’intenzione del lavoratore dipendente di risolvere il contratto; nel secondo caso, invece, il rapporto di lavoro viene meno e il lavoratore, da una parte, e il datore di lavoro, dall’altra, sono autorizzati ad interrompere immediatamente l’attività lavorativa.

Nel momento in cui si compilano le dimissioni telematiche, quindi, non bisogna mai indicare come decorrenza delle dimissioni l’ultimo giorno di lavoro, bensì il giorno immediatamente successivo.

Bisogna anche ricordare che, quasi sempre, dal momento in cui le dimissioni vengono comunicate fino alla cessazione del rapporto di lavoro, deve trascorrere un determinato lasso di tempo.

Questa regola generale, non si applica solo quando le dimissioni vengono rassegnate per giusta casa oppure durante le dimissioni per maternità.

Come calcolare la decorrenza delle dimissioni

Ci sono molti fattori che incidono sulla data della decorrenza delle dimissioni. Non dipende, solo e unicamente dalla volontà del lavoratore dipendente. Secondo la normativa di legge, infatti, il lavoratore che vuole rassegnare le dimissioni deve osservare un periodo di preavviso.

Di cosa si tratta? Il preavviso è un determinato periodo che va da quando viene formalizzata la comunicazione al datore di lavoro all’interruzione vera e propria dell’attività lavorativa.

Il periodo di preavviso, per legge, deve essere lavorato. Durante questo periodo, quindi, il lavoratore dipendente non può fruire di ferie oppure di malattia. In caso contrario, i termini verrebbero sospesi e ripresi quando ritorna al lavoro.

Questo periodo ha una durata variabile in base al contratto collettivo di lavoro di riferimento e il ruolo ricoperto in azienda. Per fare un esempio, viene richiesto un periodo di preavviso molto più lungo ai lavoratori con un’elevata anzianità di servizio, piuttosto che ai lavoratori assunti da poco tempo.

Quando si decide di rassegnare le dimissioni, prima di indicare la data di decorrenza, è bene informarsi e sapere bene qual è la durata del termine di preavviso.

In che modo? Consultando la Contrattazione collettiva del settore per il quale si lavora. Si tratta di un passaggio molto importante: se non si rispetta il preavviso, allora il lavoratore è chiamato a versare all’azienda l’indennità di mancato preavviso. Il periodo di preavviso non è richiesto per le dimissioni per giusta causa o per chi si licenzia durante il periodo di maternità.

La decorrenza delle dimissioni può anche coincidere con un giorno festivo, una domenica o un qualunque giorno non lavorativo.

Data dimissioni, come inserirla e come funziona

A partire dal 12 marzo 2016, a seguito delle riforme introdotte con la Legge n. 81/2017, l’ordinamento giuridico italiano si è dotato di un sistema di protezione dal fenomeno delle dimissioni in bianco. In sostanza, le dimissioni si possono presentare solo telematicamente.

Per presentare le dimissioni è necessario tenere presente la procedura telematica obbligatoria e il tempo di preavviso, di cui abbiamo ampliamente parlato. Quando si compila il modulo online di presentazione delle dimissioni, si deve inserire la data di decorrenza delle dimissioni, che è quella a partire dalla quale il rapporto di lavoro cessa.

La data di decorrenza delle dimissioni è quella per cui si intende interrompere il rapporto di lavoro.

Possiamo fare un esempio pratico per capire ancora meglio il concetto. Se un lavoratore dipendente intende cessare il proprio rapporto lavorativo a partire dal 15 giugno, e il proprio contratto di lavoro prevede 15 giorni di preavviso, allora dovrà fare quanto segue:

  • Comunicare le dimissioni al datore di lavoro entro il 31 maggio;

  • Indicare sul modulo online come data di decorrenza il 15 giugno.

Ricordiamo, infine, che le dimissioni possono essere presentate personalmente, direttamente sul portale online, oppure è possibile rivolgersi ad un soggetto abilitato come un consulente del lavoro o un patronato.

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