Oggi, probabilmente anche a causa delle conseguenze a livello occupazionale ed economico relative al Coronavirus, si sente sempre più spesso parlare di lavoratori autonomi occasionali rappresentano una categoria di soggetti che svolgono un’attività di lavoro particolare, che viene spesso confusa con altre tipologie e generi di rapporto lavorativo.

Tuttavia, l’aumento esponenziale del numero di cittadini residenti nel territorio nazionale che rientrano in questa categoria di lavoratori, ha spinto inevitabilmente l’attuale Governo italiano, capitanato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, alla formulazione di una serie di disposizioni e di obblighi, al fine di accertare il corretto adempimento della legge.

Per questo motivo, l'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha deciso di chiarire, attraverso la recente nota numero 29 pubblicata in data 11 gennaio 2022, alcune indicazioni ed approfondimenti legati alla necessità da parte dei lavoratori autonomi occasionali di rispettare una serie di obblighi e di disposizioni operative.

Tra questi, rientra innanzitutto l’obbligo di comunicazione legato all’avvio dell'attività di un lavoratore autonomo occasionale, il quale interessa esclusivamente quei soggetti committenti che effettivamente svolgono l'attività in qualità di imprenditori. 

Tuttavia, ai fini di chiarire effettivamente tutti i doveri ed i nuovi obblighi che sono stati comunicati nelle giornate scorse da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, all’interno del seguente articolo saranno approfonditi tutti gli aspetti consultabili all’interno della nota dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

In questo modo, nei prossimi paragrafi, saranno anche ulteriormente chiariti quali sono i cittadini che dovranno obbligatoriamente rispettare tali obblighi, al fine di non incorrere in eventuali sanzioni amministrative che potrebbero raggiungere anche fino a 2.500 euro.

Lavoratori autonomi occasionali: le ultime novità sugli obblighi 

A partire dalla data del 21 dicembre 2021 è entrata in vigore a tutti gli effetti una nuova disposizione governativa che è stata formulata con l’obiettivo di rendere obbligatoria la comunicazione legata agli eventuali casi in cui prende avvio un’attività di un lavoratore autonomo occasionale, sulla base dell’ex articolo 2222 del codice civile.

Nello specifico, si tratta della necessità di comunicare l’inizio di un’attività lavorativa da parte di quei soggetti che sono tenuti a svolgere un servizio, una prestazione oppure un’opera con un lavoro proprio e senza alcun vincolo contrattuale di subordinazione nei confronti di un committente. 

In questo senso, la nuova norma legata all’obbligo di comunicazione dell’avvio di rapporti di lavoro di natura eccezionale e non abituale è stata effettivamente inserita all’interno dell’articolo 13, della legge di conversione numero 215/2021, del famoso decreto Fisco-Lavoro.

Nello specifico, infatti il precedente decreto-legge numero 146 del 21 ottobre 2021, è andato a riscrivere completamente le disposizioni che erano state fornite all’interno dell’articolo 14 del decreto legislativo numero 81 del 9 aprile dell’anno 2008, dunque il TU sulla Salute e Sicurezza.

Gli obiettivi dei nuovi obblighi 2022 per i lavoratori autonomi occasionali 

È chiaro che si tratta di un’importante novità che è stata effettivamente introdotta da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, sulla base delle disposizioni e delle indicazioni precedentemente fornite dall’ufficio legislativo relativo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

In effetti, la necessità di approvare e di mettere in atto dei nuovi obblighi comunicativi legati ai lavoratori autonomi occasionali viene giustificata dal tentativo da parte del legislatore di incentivare e incrementare nel migliore dei modi le attività legate al monitoraggio degli adempimenti burocratici anche da parte delle altre categorie di lavoratori.

Per questo motivo, i nuovi obblighi approvati per l’anno 2022 per quanto riguarda i cittadini che svolgono un’attività di lavoro autonomo con periodicità occasionale, sono mirati a contrastare il più possibile le eventuali forme elusive che si avvalgono erroneamente di questa tipologia contrattuale.

Quando si devono rispettare gli obblighi per i lavoratori autonomi occasionali

Come è possibile leggere direttamente all’interno della nota recentemente pubblicata da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, l’obbligo di comunicazione dell’avvio di rapporti di lavoro di tipo autonomo occasionale, riguarda esclusivamente quelle attività che risultano essere state avviate in specifiche condizioni e tempistiche.

Nello specifico, andranno obbligatoriamente comunicati tutti quei rapporti intrapresi da parte di lavoratori autonomi occasionali a partire dalla data in cui è entrata in vigore la disposizione governativa, ovvero dal 21 dicembre 2021. Oppure, nei casi in cui si tratta di rapporti avviati prima di tale data, dovranno essere comunicate anche quelle attività che risultano essere ancora in corso alla data dell’11 gennaio 2022, ovvero la data in cui è avvenuta la pubblicazione della nota INL.

Per quanto riguarda, invece, gli altri rapporti di lavoro in essere alla data dell’11 gennaio di questo anno e per tutti quei rapporti che sono cominciati a partire dalla data del 21 dicembre ma che attualmente risultano essere già cessati, è necessario chiarire che la comunicazione da parte dei lavoratori autonomi occasionali dovrà avvenire entro la data del 18 gennaio 2022.

Mentre, per tutti gli altri lavoratori che cominceranno dei rapporti di lavoro dopo la data dell’11 gennaio 2022, sarà necessario che il soggetto provveda a rispettare la comunicazione prima dell’avvio effettivo della sua prestazione oppure opera nei confronti del committente.

Come rispettare i nuovi obblighi dei lavoratori autonomi occasionali nel 2022

La comunicazione legata ai nuovi obblighi che dovranno essere rispettati a partire dal mese di gennaio del nuovo anno 2022, dovrà essere necessariamente effettuata da parte dei soggetti che avviano una prestazione di lavoro autonomo occasionale, procedendo al rispetto di specifiche condizioni.

A questo proposito, all’interno della nota fornita da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, è stato specificato che tale comunicazione di avvio attività dovrà essere trasmessa dal soggetto all’Ispettorato del lavoro di competenza territoriale, sulla base del luogo in cui egli svolgerà a tutti gli effetti tale prestazione. 

In questo senso, generalmente, la procedura legata all’obbligo di comunicazione di avvio dell’attività da parte del lavoratore occasionale presuppone il metodo telematico, facendo riferimento alle varie modalità operative che sono state già predisposte nei casi in cui si tratti delle comunicazioni effettuate solitamente dai datori di lavoro quando viene effettuata l’adozione di lavoratori intermittenti.

Tuttavia, come precisato anche all’interno dell’articolo ipsoa.it, occorre ancora attendere l’aggiornamento della piattaforma telematica a cui potranno riferirsi effettivamente i lavoratori autonomi occasionali, che dovrebbe essere messa a disposizione al più presto da parte del Ministero del Lavoro. Dunque, in attesa di tali aggiornamenti, i soggetti che avvieranno l’attività saranno tenuti a procedere con la comunicazione mediante un’apposita e-mail destinata all’Ispettorato del lavoro di competenza.

Cosa deve essere comunicato dai lavoratori autonomi occasionali?

All’interno della nota predisposta nei giorni scorsi da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, sulla base della collaborazione avvenuta con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono state fornite anche una serie di particolari indicazioni specifiche in relazione al contenuto che dovrà essere necessariamente comunicato da parte del lavoratore autonomo che avvia una prestazione di lavoro occasionale.

In questo contesto, all’interno del corpo dell’email dovranno essere necessariamente essere presenti una serie di documenti e di informazioni essenziali. Tra queste, chiaramente, i dati legati al lavoratori autonomo occasionale che svolgerà la prestazione, ovvero il nome, il cognome, la residenza, il codice fiscale e la data e il luogo di nascita.

Inoltre, sarà necessario poi fornire le indicazioni relative ai dati del cittadino che ha commissionato il lavoro occasionale, specificandone la ragione sociale, la sede legale ma anche il codice fiscale o l’eventuale numero di partita IVA.

Inoltre, dovrà poi essere descritta la natura e gli obbiettivi dell’attività o della prestazione che sarà svolta da parte del lavoratore autonomo occasionale, la sede in cui sarà prestata la prestazione lavorativa, la data di avvio e la durata di tale prestazione. Nei casi in cui sia stato anche già stabilito l’importo del compenso, sarà necessario che il lavoratore indicati anche tale informazione all’interno della email.

Occorre poi sottolineare che, nonostante vi sia obbligo espresso legato alla presentazione di una lettera di incarico da parte del committente della prestazione, potrebbe essere particolarmente utile, al fine di assicurarsi l’accoglimento della comunicazione da parte dell’Ispettorato del lavoro di competenza. 

Cosa succede ai lavoratori autonomi occasionali che non rispettano l’obbligo

Nei casi in cui i cittadini che svolgono una prestazione autonoma di tipo occasionale, non provvederanno al rispetto della procedura telematica predisposta nei casi in cui si verifica l’avvio di una nuova prestazione o attività a partire dal 21 dicembre dello scorso anno, sono state purtroppo previste una serie di sanzioni amministrative.

Più precisamente, nelle situazioni di ritardata comunicazione oppure, addirittura, di assenza di comunicazione, è stata disposta una sanzione amministrativa per il lavoratore autonomo occasionale che non rispetta tale obbligo. 

In questo senso, l’ammontare dell’importo della sanzione potrebbe aggirarsi dai 500 euro fino ad arrivare a 2.500 euro, nei casi più gravi.

Infine, è necessario anche evidenziare che tale sanzione potrebbe essere riproposta nei casi in cui l’obbligo di comunicazione riguarda più di un lavoratore, e potrà quindi essere applicata anche nei casi in cui l’attività si protrae oltre la durata che era stata fissata inizialmente, se il lavoratore non ha provveduto a cominciare la modifica.