Nessuno vorrebbe percepire una pensione bassa, ma purtroppo, può capitare di dover fare i conti con una realtà schiacciante. Il calcolo previdenziale, non sempre lascia spazio a dubbio, per cui è facile ritrovarsi tra le mani una pensione che non rispecchi i canoni di vita a cui si aspira. A questo punto, come rimediare? Quali strategie adottare se l’assegno pensione è decisamente basso?

Sicuramente, accelerare i tempi per adottare una qualsiasi tattica, potrebbe fruttare molto di più che ritrovarsi a cercare un rimedio sotto l’evento del pensionamento. Certamente, è possibile procedere con l’integrazione contributiva attraverso l’aggancio alla previdenza complementare.

Versare una contribuzione utile in un Fondo permette di ricevere una rendita mensile da affiancare al trattamento previdenziale e, quindi, ricevere un maggiore sostegno economico.

Intanto, si tratta dell’adesione a un piano complementare da eseguire negli anni floridi della carriera lavorativa, così da accumulare maggiori risorse nel fondo senza un eccessivo dispendio di risorse economiche. Oltre, ad avere la possibilità di ripartire gli oneri dell’operazione nel corso degli anni. 

Esistono diverse soluzioni per aumentare l’assegno pensione, ma occorre considerare che se è possibile versare nelle casse dell’INPS una contribuzione volontaria, nello stesso modo, non è concepito procedere nel rafforzare la retribuzione media.

Ecco, perché, la normativa previdenziale contempla la presenza del riscatto contributivo, anche se occorre valutare complessivamente tutti i benefici di tale operazione. Intanto, un riscatto troppo posticipato porta il lavoratore a versare un’ingente somma di denaro nelle casse dell’INPS, senza ottenere un beneficio diretto, vedendoseli restituire a sorsi, quasi con il contagocce nel corso degli anni futuri. 

Pensione bassa, ecco come rimediare per avere più soldi. Le soluzioni che pochi sanno

Il lavoratore che richiede il riscatto di periodi legati a una contribuzione prescritta, corsi universitari, sospensione dell’attività lavorativa, legati a lavori stagionali o discontinui e così via, potrebbe grazie alla stessa operazione di riscatto ricevere un assegno d'importo più alto. In ogni caso, prima di procedere alla richiesta occorre valutare l’onere del riscatto e il beneficio reale che apporta sull’assegno. 

Come si legge da laleggepertutti.it, esistono, poi dei periodi che apparentemente sono carenti di contribuzione, ma tecnicamente non necessitano di riscatto, come ad esempio del periodo temporale legato al servizio militare, maternità, mobilità e così via.

In linea generale, occorre richiedere l’accredito diretto o dietro esibizione di apposita richiesta. Ricordiamo, si tratta di operazione concesse dall’Istituto in forma gratuita. 

Se il discorso non riguarda il riscatto o, ancora, l’accredito contributo la strategia potrebbe ricadere sul pagamento dei contributi volontari. Tuttavia, va detto che, in presenza di un’attività lavorativa tali versamenti vengono ammessi solo in presenza di un tempo parziale. 

L’INPS ammette la richiesta della contribuzione volontaria se l’attività lavorativa è regolamentata da contratto part- time od orizzontale. Ammesso anche nei casi di contratto verticale o ciclico. 

Oltre tutto va detto che, il rilascio dell’autorizzazione a tali versamenti è strettamente legato dalla presenza di altre condizioni, tra cui: 

  • i versamenti volontari riguardano i periodi di tempo consecutivi al 31 dicembre 1996;
  • è possibile procedere all’integrazione dei periodi lavorati regolamentati da contratti part time;
  • la presenza di un anno di anzianità contributiva registrata negli ultimi cinque anni. 

Altra strategia porta alla maggiorazione convenzionale, un’operazione che porta a registrare un aumento della pensione, grazie alla registrazione dei periodi lavorati, ma non associati a contribuzione. Intanto, parliamo di esempi pratici, come servizio eseguito presso navi, aerei o, ancora, attività lavorativa esercitata in zone disagiate e così via.

L’operazione d'integrazione e maggiorazione per il trattamento previdenziale 

Spesso chi percepisce una pensione troppo bassa può richiedere un’operazione d'integrazione e maggiorazione al fine d'incrementarne l’importo (anche se non eccessivamente). 

Tuttavia, si tratta d'interventi legati alla presenza di specifiche condizioni, tra cui: 

  • l’INPS procede sulle pensioni che prevedono l’applicazione dell’incremento (escluse quelle prodotte dal sistema contributivo);
  • rientrare in limiti reddituali individuali o coniugali. 

Ecco perché è importante la rendita della pensione integrativa

Il rimedio più efficace per incrementare il valore della propria pensione resta l’iscrizione a un Fondo complementare, se non si è sotto il trattamento previdenziale. Infatti, occorre valutare diversi aspetti, tra cui: 

  • i percettori di un trattamento ordinario (pensione di vecchiaia) non sono ammessi al fondo complementare senza la presenza di una regolare attività lavorativa. Tale discorso non trova valenza per la pensione anticipata o per altro trattamento assistenziale;
  • l’età pensionabile non preclude la presenza del prosieguo dei versamenti nella previdenza complementare.