Pensione, quando va ai figli con invalidità: tutti i casi

La pensione può andare ai figli minorenni, maggiorenni o con invalidità alla morte del genitore. Tutti i casi e le modalità.

Alla morte del genitore, i figli possono avere diritto a percepire la sua pensione. Parliamo della pensione di reversibilità che spetta al coniuge superstite, ma anche ai figli, ma solo in alcune situazioni.

La pensione di reversibilità spetta al coniuge superstite, ma anche ai figli. Ma quando spetta a quelli minorenni, ai maggiorenni e ai figli con disabilità e invalidità? Analizziamo caso per caso.

Si tratta, infatti, di un sostegno economico che l’INPS mette a disposizione ai sopravvissuti – coniuge e figli – di un lavoratore, sia esso un lavoratore dipendente o un lavoratore autonomo.

Se, però, da un lato il diritto a ricevere la pensione di reversibilità, da parte del coniuge superstite, decade solo nel momento in cui quest’ultimo contrae nuove nozze, per quanto riguarda i figli la situazione è più complessa.

Questo perché il diritto può decadere raggiunta una certa età o perché non si frequenta un corso di studi.

Ma vediamo più nel dettaglio come funziona la pensione di reversibilità e, soprattutto, cosa succede in caso di figli con invalidità.

Pensione di reversibilità: quando spetta al figlio minorenne

Come già accennato, alla morte del lavoratore, beneficiario di una pensione diretta, coniuge e figli superstiti possono ottenere la pensione di reversibilità dall’INPS.

Questa, in particolare, spetta a:

  • coniuge;

  • coniuge divorziato;

  • figli minorenni;

  • figli maggiorenni (a breve vedremo in quali casi);

  • figli con disabilità;

  • fratelli celibi e sorelle nubili (quando coniugi e figli non ci sono o non hanno i requisiti per ottenere il beneficio).

Per quanto riguarda i figli, va detto che ai figli minorenni spetta sempre la pensione di reversibilità. Cosa, questa, che vale anche per i figli adottivi o i figli del coniuge.

Se per quest’ultimo, il diritto alla pensione di reversibilità può essere mantenuto a vita – fino, almeno, a quando questi non decida di sposarsi di nuovo – per i figli minorenni il diritto cessa una volta compiuti i 18 anni di età.

Ci sono, però, delle eccezioni che è bene conoscere. Anche i figli maggiorenni, se rispettano alcune condizioni, possono continuare a beneficiare della pensione di reversibilità.

Leggi anche: Pensione di reversibilità, cosa succede in caso di separazione: ecco quando spetta

Quando la pensione spetta al figlio maggiorenne

Al compimento del 18esimo anno di età, il figlio potrebbe perdere il diritto alla pensione di reversibilità oppure continuare a percepirla. Questo dipende principalmente da due fattori:

  • il figlio è uno studente: se il figlio è impegnato in un percorso scolastico può ricevere la pensione fino al compimento dei 21 anni (questo riguarda gli studenti di scuole o corsi di formazione professionali simili a quelli scolastici) oppure fino ai 26 anni (se il figlio è uno studente universitario, in questo caso non deve comunque essere impegnato in attività lavorativa);

  • il figlio risulta essere a carico del genitore defunto: nei casi in cui il genitore defunto e il figlio avessero uguale residenza, il mantenimento è desunto, mentre in caso contrario bisognerà dimostrare il contributo significativo e continuativo del genitore nei suoi confronti.

Non solo, perché la pensione di reversibilità può andare anche al figlio con invalidità. Ma come funziona in questi casi?

Pensione di reversibilità al figlio con invalidità

La pensione di reversibilità spetta anche ai figli con disabilità. In particolare, anche quando il figlio compie il 18esimo anno di età, può continuare a percepire la pensione del genitore defunto, sempre che rispetti alcune condizioni.

La prima è quella di essere dipendenti economicamente dal genitore fino alla sua morte. La seconda è di essere inabile al lavoro. In sostanza, il figlio deve essere impossibilitato, in maniera totale e permanente, a svolgere attività lavorativa a causa delle sue condizioni fisiche oppure mentali.

Ciò significa che il figlio non debba solo essere invalido civile, ma anche totalmente e permanentemente inabile al lavoro, per poter continuare a percepire la pensione di reversibilità anche dopo il compimento dei 18 anni.

Questo stesso diritto vale anche in caso di nipoti maggiorenni inabili al lavoro e dipendenti economicamente dai nonni.

È fondamentale ricordare che il diritto alla pensione di reversibilità non sussiste se l’inabilità al lavoro venga riconosciuta dopo la morte del genitore titolare di pensione diretta.

Pensione reversibilità a coniuge e figli: quanto spetta

La percentuale spettante ai coniugi e ai figli dipende dalla condizione specifica.

L’assegno INPS viene così suddiviso:

  • 60% se si parla del solo coniuge;

  • 80% se la pensione va al coniuge e a un figlio;

  • 100% se oltre al coniuge possono ottenerla anche 2 o più figli.

Leggi anche: Pensione di reversibilità: come richiederla con SPID

Federica Antignano
Federica Antignano
Aspirante copywriter, classe 1993. Curiosa di SEO, trascorro la maggior parte del mio tempo a scrivere, in ogni sua declinazione. Mi sono diplomata in lingue presso il liceo statale Pasquale Villari di Napoli. Ho inizialmente lavorato in una start up, cominciando a scrivere per vendere e ora continuo ad affinare le mie capacità attraverso corsi e tanti tanti libri sulla pubblicità e sul digital marketing. Con il tempo ho scoperto anche l'interesse verso lo scrivere per informare e questo è il motivo per cui oggi sono felice di far parte del team di redattori di Trend-online.
Seguici
161,688FansLike
5,188FollowersFollow
761FollowersFollow
10,800FollowersFollow

Mailing list

Registrati alla nostra newsletter

Leggi anche
News Correlate