Quando ci troviamo in una situazione che include un licenziamento, numerosi sono gli obblighi e le tutele, sia dalla parte del lavoratore, sia da quella del datore di lavoro, per evitare problematiche spiacevoli. 

Infatti, anche se spesso si pensa erroneamente che l’obbligo di preavviso di licenziamento valga solo per il lavoratore dipendente che intende dimettersi, questo non è così. Infatti, devi sapere che i termini che valgono per il lavoratore dipendente in fatto di preavviso di licenziamento, sono gli stessi che valgono per il datore di lavoro. 

Ma come funziona il licenziamento? Cosa deve fare il dipendente? E quali sono gli obblighi del datore di lavoro? Andiamo a rispondere insieme a queste domande. 

Come funziona il licenziamento? Ecco quando scatta in automatico per legge!

Prima di addentrarci nelle questioni spinose del preavviso di licenziamento e dei relativi obblighi che ne derivano, andiamo a comprendere quelle che sono le cause che possono portare un datore di lavoro a licenziare un suo dipendente. 

Ovviamente tutto questo oltre alla possibilità di procedere con le dimissioni volontarie da parte del lavoratore, che sono sempre ammesse rispettando i tempi di preavviso definiti dal contratto. 

Una delle motivazioni principali per le quali si può procedere con un licenziamento è quando il dipendente ha un comportamento scorretto sul luogo di lavoro

Si tratta di due tipologie di licenziamento che sembrano simili, ma sono diverse tra loro. La prima si chiama licenziamento per giusta causa, dove il fatto che si sviluppa a seguito del comportamento errato del dipendente è così grave che non può proseguire l’attività lavorativa. 

Attenzione: in questa situazione non c’è alcun obbligo di preavviso da parte del datore di lavoro.

Eppure, abbiamo anche una seconda tipologia di licenziamento che può interessare il datore di lavoro e il suo dipendente, si tratta del licenziamento per giustificato motivo soggettivo. In questo caso parliamo di una circostanza meno grave rispetto al licenziamento per giusta causa che in ogni caso non consente di proseguire con il lavoro. 

Attenzione: ecco che in questo caso il datore di lavoro sarà obbligato a dare il preavviso di licenziamento. 

Si tratta di una procedura obbligatoria che, nel caso non venisse espletata, darebbe luogo ad una multa. 

Inoltre, tale preavviso potrebbe essere di due mesi, ma un contratto differente può portare a diverse soluzioni. 

Insomma, è molto importante che un lavoratore (ed il suo datore di lavoro) legga il contratto che ha sottoscritto in modo da essere a conoscenza di tutti i suoi diritti e doveri. 

Quando il preavviso di licenziamento è obbligatorio? Andiamo a scoprirlo!

In alcuni casi il preavviso di licenziamento è obbligatorio. Questo avviene quando viene meno la clausola del licenziamento per giusta causa, che comporta, di fatto, un comportamento estremamente grave tenuto dal lavorare. 

Ovviamente è importante specificare che il preavviso non è obbligatorio neanche per il licenziamento durante il periodo di prova oppure quando il contratto sta per terminare, nel caso di un contratto di lavoro a tempo determinato. 

Quanto dura il preavviso di licenziamento? Cosa stabilisce la contrattazione collettiva?

Quando si parla della durata del preavviso devi sapere che questa è stabilita dalla contrattazione collettiva. Dunque, per scoprire quanti giorni di preavviso devi dare (tu lavoratore) oppure deve darti l’azienda per la quale lavori dovrai controllare il tuo livello e categoria, l’anzianità aziendale ed il contratto collettivo a te applicato. 

Inoltre, come abbiamo sottolineato in precedenza, c’è anche la possibilità che le parti possano accordarsi per un tempo di preavviso minore, oppure cancellare la possibilità del preavviso per chiudere immediatamente il rapporto di lavoro. 

Insomma, le opzioni sono molteplici ed è bene conoscerle tutte. 

Il preavviso ha decorrenza nel momento in cui il lavoratore presenta la domanda di dimissioni o l’azienda presenta quella di licenziamento. Tuttavia i contratti collettivi possono stabilire una decorrenza diversa. 

È importante sottolineare che ci sono alcuni eventi che generano uno slittamento del termine del preavviso, come le ferie, la malattia e l’infortunio. 

Insomma, non si può godere delle ferie durante il periodo di preavviso, in quanto la fine del rapporto di lavoro verrà spostata più avanti. 

Infine, devi sapere che alcuni CCNL obbligano l’azienda a concedere alcuni giorni di permesso al dipendente per la ricerca di un nuovo lavoro, anche durante il periodo di preavviso.