Continuano le sanzioni contro la Russia da parte dei paesi occidentali, questa volta è stato approvato il quinto pacchetto di misure per tentare attivamente di distruggere l'economia russa. 

La notizia di questa approvazione è delle ultime ore, e si spera rappresenti un grande passo verso lo stop della guerra o almeno l'unione dell'Europa per la pace, costi quel che costi. 

Come ha riportato Andrea Tebaldi in questo articolo, fino a ieri l'Europa era tutt'altro che unita su queste sanzioni. Ha fatto il giro del mondo la frase di Mario Draghi "Preferite la pace o i condizionatori accesi?" riferendosi alle comodità a cui gli italiani dovrebbero rinunciare se tali sanzioni venissero approvate. 

Il ministro Franco esporrà il documento, ma è chiaro che la guerra ucraina ha causato un peggioramento delle prospettive di crescita e in particolare su questo pesano l'aumento del prezzo dell'energia e di altri beni e materie prime e generi alimentari.

Queste le parole del Primo Ministro italiano, il quale aveva comunque condannato fortemente l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia

Tale guerra, inoltre, non fa altro che peggiorare giorno dopo giorno. Risale all'inizio di questa settimana, ad esempio, il ritrovamento dei cadaveri di Bucha, in quello che fin'ora rappresenta il peggior crimine di guerra europeo dal massacro di Srebenica in Bosnia quasi trent'anni fa. 

La guerra, però, è iniziata relativamente da poco (anche se non sembra), e se questi sono i crimini commessi dopo appena un mese dall'inizio dell'invasione non si osa immaginare cosa possa accadere se la guerra dovesse continuare

Nel frattempo, l'armata russa continua a ritirarsi "strategicamente" dal nord dell'Ucraina, avendo capito che non riusciranno a conquistare Kiev tanto facilmente almeno finché avranno il fronte di Odessa e di Mariupol aperti. 

Nelle prossime settimane vedremo, probabilmente, una concentrazione di forze russe intorno a questi due porti, con il tentativo di connettere via terra la Crimea con il resto della Russia. Un indizio di questo ennesimo cambio di strategia da parte dei russi è l'attacco alla stazione di Kramatorsk nel Donbass ucraino. 

In questo attacco, necessario per conquistare la stazione ferroviaria della città, sono morte 50 persone secondo i dati disponibili al momento in cui scrivo. Come ha rivelato il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, inoltre:

I civili rimasti feriti nel bombardamento della stazione di Kramatorsk sono 300. Ci sono testimoni, ci sono video, ci sono resti di missili e persone morte. 

A seguito di tutti questi terribili crimini di guerra, quindi, l'Europa ha deciso di reagire sanzionando ulteriormente la Russia

Cerchiamo, quindi, di capire in cosa consistono queste nuove misure economiche. 

Le sanzioni europee: stop al carbone

L'Europa, fino a ieri (e in qualche misura ancora adesso) ha dibattuto quanto fosse utile colpire la Russia con sanzioni economiche

Ricordiamo, infatti, che l'Europa è dipendente dalla Russia per quanto riguarda il suo fabbisogno energetico. Petrolio, gas, carbone... tutti idrocarburi importati dal paese di Putin (con cui quest'ultimo ci ha anche finanziato l'attuale guerra che sanzioniamo). 

Uno dei principali materiali che compriamo dalla Russia è proprio il carbone. L'Italia, la Germania e tante altre economie importanti per l'Unione Europea dipendono da Mosca completamente per questo materiale. 

Ovviamente, il governo italiano si è tanto gongolato nei mesi precedenti all'invasione di aver dato uno stop alle proprie centrali di carbone poiché "dannoso per l'ambiente". 

Tutto vero, si sono solamente scordati di menzionare che il carbone lo continuiamo ad usare, semplicemente comprandolo e non producendolo per conto nostro. Alla faccia della "transizione energetica". 

In ogni caso, con il quinto pacchetto di sanzioni approvato dall'Europa (e quindi anche da noi italiani), è stato decretato che smetteremo di comprare carbone dalla Russia

Ad unire i paesi europei, come accennavo all'inizio, sono stati i crimini commessi dalla Russia. Come detto da Joseph Borrell, l'Alto Segretario per gli affari esteri dell'Unione Europea: 

Queste ultime sanzioni sono state adottate in seguito alle atrocità commesse dalle forze armate russe a Bucha e in altri luoghi sotto l'occupazione russa. Lo scopo delle nostre sanzioni è fermare il comportamento sconsiderato, disumano e aggressivo delle truppe russe e chiarire ai decisori in al Cremlino che la loro aggressione illegale ha un costo elevato.

Vi è, però, un piccolo dettaglio.

Sanzioni sul carbone: uno stop a scoppio ritardato

Si, è vero che l'Europa ha votato per fermare le importazioni di carbone dalla Russia. 

Il problema, però, è che tanti paesi dell'Unione, fra cui la Germania, hanno tirato i piedi per tutto il periodo del voto. La "verde" e "sostenibile" Germania, che proprio alle scorse elezioni ha fatto vincere anche il partito dei Verdi, ha ritenuto che uno stop improvviso al carbone fosse troppo scomodo per loro

Se avete mai avuto il piacere di visitare Colonia, avrete probabilmente visto che quella regione della Germania è estremamente industrializzata. In effetti, si tratta di una delle zone più industrializzate del pianeta, e sostanzialmente vive di carbone

Non ha aiutato, inoltre, il fatto che la Germania avesse deciso di chiudere le centrali nucleari del paese, tagliando un'ulteriore fetta di energia che andava sostituita in qualche modo. 

Ed eccoci qui, dunque, alla mercé di Putin perché la Merkel (tanto ammirata da noi italiani) ha convinto l'Europa a dipendere dalla Russia energicamente. 

A questo punto, però, è troppo tardi per guardare indietro e dobbiamo iniziare a comprendere le conseguenze delle nostre azioni. Come ha detto Mario Draghi: non possiamo pensare di condannare la guerra senza fare dei sacrifici personali. Altrimenti tanto vale rimanere indifferenti di fronte gli orrori di Putin e continuare a comprare il suo carbone senza tante storie. 

In ogni caso, il Consiglio Europeo ha decretato che lo stop del carbone non sarà immediato, ma che verrà gradualmente implementato fino ad Agosto. 

In pratica, continueremo a comprare il carbone dalla Russia fino alla fine dell'estate. Lasciamo, quindi, molto tempo a Putin di trovarsi nuovi compratori (come ad esempio India e Cina) e nel frattempo continuiamo a finanziare i suoi crimini di guerra in Ucraina. 

Se volete sapere nel dettaglio cosa rischia l'Italia per uno stop del gas russo, vi lasciamo questo video informativo di Geopop:

In ogni caso, il pacchetto di sanzioni non finisce qui. 

Sanzioni: oltre il carbone

Certo, la "star" di questo quinto pacchetto di sanzioni è lo stop al carbone russo (sebbene con molte clausole), ma non è l'unica cosa. Altre misure economiche, infatti, verranno introdotte immediatamente per danneggiare i commerci russi e le trasazioni bancarie. 

Sempre come rivelato da Borrell, infatti, sul tavolo vi sono: 

Una serie di misure economiche mirate intese a rafforzare le misure esistenti e colmare le lacune, quali: un divieto generale di partecipazione delle imprese russe agli appalti pubblici negli Stati membri dell'Ue, l'esclusione di qualsiasi sostegno finanziario agli enti pubblici russi.

Inoltre, vi è un divieto esteso di depositi su criptovalute e di vendita di banconote e valori mobiliari denominati in qualsiasi valuta ufficiale degli Stati membri dell'Ue a Russia e Bielorussia, o a qualsiasi persona fisica o giuridica, entità o organismo in Russia e Bielorussia.

Insomma, i commerci di beni fra Russia ed Europa saranno pressoché eliminati, ad eccezione di beni sanitari e generi alimentari di prima necessità come il grano. 

Prodotti ittici, legno, cemento, liquori (come la loro amatissima vodka) non potranno più essere commerciati con l'Europa

Tra le banche bloccate, inoltre, vi è anche VBK, il secondo istituto bancario più grande della Russia. A rimanere libera di fare transazioni con l'Europa, tuttavia, è Gazprombank

Questa è la banca del gas russo, che gestisce tutte le transazioni di questo materiale (e in parte anche del carbone) fra Mosca ed Unione Europea. 

In ogni caso, le banche bandite in questo pacchetto (senza includere, dunque, quelle già bandite) rappresentano il 23% delle transazioni russe verso l'estero. Una misura, quindi, molto importante. 

Continuano, inoltre, i sequestri dei beni degli oligarchi all'estero. A rimanere sul tavolo è anche il congelamento dei depositi bancari della Banca Centrale Russa all'estero. Un simile congelamento potrebbe portare la Russia al default e far definitivamente diventare il rublo carta straccia. 

Stop al carbone e sanzioni: il peso economico sulla Russia

Ma quanto costeranno queste sanzioni alla Russia? 

Nonostante il pacchetto di misure sia abbastanza consistente, il danno più grande sarà quello dovuto al carbone. Secondo alcune fonti, infatti, quando lo stop del carbone sarà completo la Russia avrà un deficit di 8 miliardi di dollari all'anno. 

Si aggiungono poi lo stop agli export di legno ed altri prodotti, che in totale forniscono alla Russia 5.5 miliardi di dollari annui. 

Aggiungendo quello che rimane, si arriva ad un deficit di 15 miliardi annui solamente con questo pacchetto di sanzioni. E', quindi, decisamente il pacchetto più consistente e che farà molti danni all'economia russa. 

I nuovi acquirenti della Russia

Bisogna, però, agire in fretta se si vuole fermare Vladimir Putin. Come accennavo più sopra, infatti, uno stop del carbone a scoppio ritardato lascia il tempo a Mosca di trovare nuovi compratori, annullando di fatto le sanzioni europee. 

E questi nuovi compratori potrebbero già esistere. Sto parlando ovviamente della Cina, alleata esplicita della Russia e sostenitrice economica (in parte) di questa guerra. 

D'altro canto vi è anche l'India, un paese alleato degli Stati Uniti ma che è in piena fase industriale e beneficerebbe molto del carbone russo, soprattutto se fosse venduto a prezzo stracciato. 

Ovviamente, gli Stati Uniti non sarebbero contenti se l'India iniziasse a comprare il carbone russo, ma difficilmente si lasceranno perdere questo importante alleato in funzione anti-cinese.