Migranti, trovato un accordo con l’Egitto: cosa cambia

Ultim'ora sull'accordo con l'Egitto: finalmente è stato trovato un accordo sui migranti. Scopriamo cosa cambia.

Cosa cambia grazie all’accordo con l’Egitto sui migranti? Le trattative sono state lunghe ma finalmente si è trovata l’intesa anche con una delle Nazioni più potenti del Nordafrica al confine con il Medio Oriente. L’obiettivo principale dell’accordo è quello di contrastare l’immigrazione irregolare e favorire flussi migratori controllati stanziando un pacchetti di miliardi di euro. Andiamo ad analizzare nel dettaglio quest’intesa.

Migranti, trovato un accordo con l’Egitto: cosa cambia

A differenza di altre intese con altri Stati nordafricani come la Tunisia, l’accordo con l’Egitto è stato descritto come un accordo non assistenzialistico, ma dove entrambe le parti hanno qualcosa da guadagnare. Il pacchetto di risorse da stanziare ammonta a 7,4 miliardi di euro, con pagamenti dilazionati in tre anni. Alcuni obiettivi sono ancora da definire in quanto molto generici. Ciò che è sicuro è che la Meloni, insieme ai suoi colleghi europei, è riuscita ad inserire anche una cifra, compresa nei 7,4 miliardi, per l’emergenza flussi.

La cifra specifica di cui stiamo parlando è 200 milioni di euro. Rispetto al totale da stanziare per la Nazione nordafricana non è molto, ma sarà necessario (si spera) a contrastare i flussi irregolari provenienti dall’Egitto verso in Paesi dell’Unione Europea. I fondi da destinare alla gestione dei flussi serviranno a garantire i seguenti obiettivi:

  • sicurezza ai confini;

  • formazione di manodopera qualificata;

  • misure per favorire la migrazione legale e scoraggiare quella illegale.

Con ciò che resta dei 7,4 miliardi di euro si incentiveranno progetti strutturali nella Nazione interessata e tal proposito, la nostra presidente del Consiglio di Ministri, fiuta già delle grosse opportunità per la riuscita del Piano Mattei.

Giorgia Meloni si dice molto soddisfatta dell’accordo con la Nazione nordafricana e ritiene che grazie ad esso, appoggiato anche dall’Unione Europea, ci sarà una vera e propria rivoluzione nella gestione delle migrazioni che gioverà anche al resto dei Paesi dell’UE.

Elly Schlein attacca la Meloni

Nonostante l’Italia e l’Europa siano soddisfatte dell’accordo raggiunto con l’Egitto, non sono mancate le polemiche circa la presenza dei leader europei allo stesso tavolo di al-Sisi. La prima ad attaccare Giorgia Meloni è stata proprio la sua rivale politica Elly Schlein che aveva definito vergognosa le presenza di mezza Europa in Egitto.

A tali parole, Meloni, come riporta l’Adnkronos, aveva replicato:

Capisco che per loro sia vergognoso, ma se avessi voluto mettere in piedi il programma del PD mi sarei candidata col PD, invece mi sono candidata contro il PD proprio perché non sono d’accordo con loro.

La segretaria del Partito Democratico (PD) ha poi incalzato:

Giorgia Meloni non è riuscita a pretendere solidarietà sull’accoglienza nemmeno dai suoi alleati nazionalisti come Orban, ma si è messa a promettere accordi ingiusti e fallimentari come quello con la Tunisia e l’Albania.

Aggiungendo poi:

Oggi è finita in Egitto a promettere risorse al regime di Al-Sisi per fermare le partenze, in un Paese che non è sicuro né per gli egiziani né per tutti gli altri, visto che il governo egiziano non ha alcun rispetto per i diritti umani.

Infine la Schlein aveva concluso dicendo:

Giorgia Meloni ci lusinga quando dice che non la pensa come il PD, perché noi non prendiamo in giro le persone e non faremmo accordi con i regimi come quello egiziano, che da anni sta coprendo gli assassini di Giulio Regeni.

Le polemiche relative al caso Regeni

Proprio il caso Regeni è stato ciò che avrebbe potuto rendere spinosi gli accordi tra Italia ed Egitto. Fortunatamente il clima era abbastanza disteso tra le due Nazioni, ma molte associazioni e partiti politici (come abbiamo visto nel caso del PD della Schlein) hanno voluto sottolineare come la premier non abbia fatto alcun riferimento al caso Regeni di fronte al leader egiziano.

La Meloni non ha però evitato il confronto affermando che l’Italia ha comunque avviato un processo in cui si cercherà di scoprire la verità sul caso Regeni e fare finalmente giustizia.

Ciò nonostante, le relazioni tra i due Paesi non possono fermarsi in quanto l’Egitto è una Nazione importante sia da un punto di vista economico che da un punto di vista geopolitico.

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Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Felice Emmanuele Paolo de Chiara
Redattore, classe 1994. Sono nato a Napoli ma ho vissuto un po’ in Toscana dove mi sono laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali presso l’Università degli Studi di Siena e un po’ a Milano dove mi sono specializzato in Cooperazione Internazionale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Sono appassionato di politica, attualità, sport (grande tifoso del Napoli), cinema e libri. Nel tempo libero mi dedico alla scrittura di racconti e quando ho tempo viaggio.
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