Bonus Pos 2022 al via. Il Governo Draghi introduce tre nuove agevolazioni per chi acquista o noleggia un Pos: si potranno ottenere complessivamente 480 euro. Il tutto senza ISEE. Ma a chi spetta e entro quali date possono essere richiesti?

Non è passato molto tempo da quando l’esecutivo Draghi ha disposto l’introduzione di un nuovo Bonus Bancomat in sostituzione del vecchio Cashback di Stato. E iniziano ad intravedersi già le prime scadenze. 

A partire dal prossimo luglio, infatti, scatta l’obbligo per tutti i lavoratori autonomi di dotarsi di un Pos: il dispositivo che rende possibile il pagamento degli acquisti fatti tramite bancomat, carte di debito, carte di credito, prepagate per mezzo di un chip.

A questo scopo, è possibile richiedere non uno ma ben tre Bonus Pos, ciascuno dei quali indirizzato ad una diversa finalità: due di ammontare complessivo di 480 euro agevolano le spese sostenute per l’acquisto o il noleggio del dispositivo, l’ultimo pensato per le commissioni.

Pur essendo diverso lo scopo perseguito dai tre Bonus Pos, c’è una caratteristica che accomuna tutti: i contributi previsti per gli autonomi spettano a prescindere dall’ISEE del richiedente. 

Non solo, tutti e tre i Bonus Pos 2022 si sostanziano in un credito d’imposta, permettono quindi di recuperare una parte delle spese sostenute. 

Stiamo comunque parlando di Bonus voluti per agevolare i pagamenti elettronici e al tempo stesso introdotti per spingere ancora di più i cittadini verso l’utilizzo dei sistemi di pagamento tracciabili al fine di combattere l’evasione fiscale.

Ma entriamo subito nel merito dei tre Bonus POS 2022 senza ISEE. Analizzeremo chi potrà beneficiare dei 480 euro messi a disposizione, quali requisiti occorre possedere per ottenerne il riconoscimento, come farne domanda e le scadenze da rispettare.

Bonus Pos 2022, 160 euro di 480 senza ISEE: a chi spetta e quali importi

Partiamo subito dal primo dei tre Bonus Pos richiedibili. Quello che permette di agevolare fino al 70% delle spese sostenute per acquistare, noleggiare o utilizzare dispositivi di pagamento elettronici connessi ai registratori di cassa smart.

Stiamo parlando di un contributo completamente svincolato dal rispetto di soglie patrimoniali o reddituali, richiedibile a prescindere dal reddito ISEE dell’interessato. 

Rientra, infatti, a pieno titolo nella lista delle agevolazioni a carattere universale, accessibile a tutti, indipendentemente dal valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

Pertanto, chi decide di avvalersi del contributo può tranquillamente farlo. L’unica accortezza è di rientrare nella schiera dei beneficiari del Bonus Pos. 

Viene spontaneo a questo punto chiedersi a chi spetta il primo dei due Bonus Pos che permettono di avere fino a 480 euro complessivi. 

Ovviamente, come tutti i Bonus introdotti dal Governo, l’agevolazione spetta ad una cerchia ristretta e ben definita di beneficiari. 

Se sei un esercente, titolare di un negozio, in possesso di Partita IVA potrai tranquillamente avvalerti del contributo.

Occhio però a importi, requisiti da rispettare e scadenza. Il primo Bonus Pos verrà concesso per un importo non superiore a 160 euro e può arrivare a coprire, come già detto, al massimo il 70% della spesa sostenuta per noleggiare o acquistare un Pos.

Per quanto concerne la scadenza, invece, i tempi per richiedere il Bonus Pos stringono. Considerato che il dispositivo diventerà obbligatorio da inizio luglio, si potrà accedere all’agevolazione solo fino al 30 giugno 2022.

Bonus Pos 2022, 480 euro a tutti senza ISEE: ultime novità sul rimborso. Come cambiano gli importi

Continuiamo analizzando il primo dei tre Bonus Pos di 160 euro che, unito al secondo fra poco trattato, permette ai beneficiari di ottenere complessivamente un credito d’imposta di 480 euro.

In verità, la percentuale di rimborso della spesa sostenuta per dotarsi dei dispositivi sopra indicati non è fissa, ma varia al variare del fatturato realizzato dal soggetto nel periodo d’imposta precedente. 

Nello specifico, un Bonus Pos 2022 del 70% (tetto massimo di rimborso previsto) spetta per ricavi e compensi inferiori a 200.000 euro, il 40% invece se il soggetto ha realizzato, sempre nel periodo d’imposta precedente, ricavi e compensi maggiori di 200.000 euro ma inferiori a 1.000.000 euro.

Solo il 10% di Bonus Pos (percentuale di rimborso minima) viene attributo se i ricavi e i compensi superano il milione di euro ma non i 5.

Fra le novità più rilevanti del Bonus Pos 2022 senza ISEE spicca la sua non tassazione ai fini dei redditi/Irap.

Bonus Pos 2022, 320 euro dei 480 senza ISEE: a chi spetta e come funziona

Veniamo ora al secondo Bonus Pos 2022. Il contributo si sostanzia in un credito d’imposta massimo di 320 euro e permette ai beneficiari di ottenere il rimborso totale (100%) delle somme spese per particolari dispositivi.

Ancora una volta, si tratta di un Bonus senza ISEE ma non per questo rivolto a tutti. Chi potrà usufruire di questo secondo Bonus Pos 2022?

Diversamente dalla prima agevolazione, la misura si rivolge esclusivamente a quanti decidono di comprare, noleggiare o usare strumenti di pagamenti tecnologicamente all’avanguardia che permettono non solo di memorizzare i dati, ma anche di trasferirli automaticamente all’Agenzia delle Entrate.

Naturalmente, stiamo parlando di dispositivi molto più costosi rispetto a quelli previsti dal precedente Bonus Pos 2022.

Anche in questo caso, però, occorre fare attenzione alla scadenza. Mentre il primo credito d’imposta lo si potrà richiedere solo entro il 30 giugno 2022, il Bonus Pos 2022 da 320 euro rimane attivo per tutto l’anno.

Bonus Pos 2022, 320 euro senza ISEE: come funziona il rimborso

Anche il questo caso la quota di rimborso spettante a titolo di Bonus Pos 2022 varia in base al fatturato realizzato nel precedente periodo d’imposta. L’attribuzione viene fatta ancora una volta in percentuale. Ma come funziona il rimborso?

Il tetto massimo di Bonus Pos 2022 senza ISEE è di 320 euro. Tale rimborso (100%) spetta solo ai soggetti che hanno realizzato ricavi e compensi, nel precedente periodo d’imposta, inferiori a 200.000 euro.

Un Bonus Pos del 70% spetta, invece, a chi oltrepassa questa soglia ma rimane nel range di ricavi e compensi sotto il milione di euro, mentre il 40% di rimborso andrà a chi ha realizzato ricavi e compensi, sempre nel precedente periodo d’imposta, superiori a 1.000.000 di euro ma inferiore ai 5.

Tale Bonus Pos fino a 320 euro unito al primo di 160 euro offre ai beneficiari un credito d’imposta complessivo di 480 euro. Entrambi i crediti non sono tassati ai fini dei redditi/Irap.

Bonus Pos 2022, credito d’imposta sulle commissioni: in cosa consiste

Concludiamo la nostra disamina sui tre Bonus Pos 2022 occupandoci dell’ultima agevolazione rivolta agli esercenti. Seppur molto diverso dai precedenti, anche in questo caso si tratta di un Bonus senza ISEE. Ma in cosa consiste?

L’ultimo dei tre Bonus Pos 2022 non è stato voluto per incentivare l’acquisto di strumenti in grado di accettare pagamenti elettronico, bensì per spingere verso il loro utilizzo.

La necessità di dotarsi di un Pos trova riscontro nell’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale, poiché i pagamenti elettronici sono facilmente tracciabili. 

Tuttavia, molti ignorano una delle principali rogne dei commercianti: se dotarsi di un Pos è conveniente da una parte, dall’altra l’esercente è tenuto al pagamento di una serie di commissioni sugli acquisti saldati dal cliente servendosi di carte elettroniche (bancomat, carte di credito, carte di debito, prepagate).

Proprio allo scopo di alleggerire il peso di tali commissioni è stato inserito il terzo Bonus Pos 2022 senza ISEE. Qual è il vantaggio?

Agli stessi viene data la possibilità di accedere al credito d’imposta tramite compensazione a partire dal mese successivo a quello del sostenimento della spesa, con modello F24.

Occhio ancora alle date: si potrà usufruire del Bonus Pos 2022 sulle commissioni (100%) fino al 30 giugno 2022. Dal 1° luglio 2022 la percentuale da applicare sulle spese scenderà al 30%.