Chi era Ambrogio Pelagalli, ex centrocampista del Milan scomparso all’età di 84 anni

L'ex calciatore è stata una colonna portante del primo Milan vincitore della Coppa dei Campioni: ecco chi era Ambrogio Pelagalli.

Colonna portante del centrocampo del Milan di Nereo Rocco, Ambrogio Pelagalli è stato un calciatore dotato di buona tecnica e gran senso tattico: non per niente vinse una Coppa dei Campioni (oggi Champions League) da protagonista e titolare indiscusso, anche se non partecipò alla finale causa infortunio. Chi era Ambrogio Pelagalli?

Chi era Ambrogio Pelagalli, la carriera da giocatore

Ambrogio Pelagalli nasce il 15 febbraio 1940 a Pieve Porto Morone, un piccolo paesino in provincia di Pavia. Inizia a giocare a calcio nel ruolo di terzino, ma grazie alle sue caratteristiche tattiche viene spostato a centrocampo, con il compito di affiancare il regista della squadra. Approda nel settore giovanile del Milan a 15 anni, dove vince due edizioni consecutive del Torneo di Viareggio.

Esordisce in prima squadra e da lì diventa un giocatore imprescindibile per i rossoneri degli anni ’60. All’epoca il Milan si affaccia per la prima volta in terra europea, come dimostra la vittoria della Coppa dei Campioni nella stagione ’62-’63. Pelagalli in quegli anni è titolare inamovibile del diavolo, ma sfortunatamente non partecipa alla finale per colpa di un infortunio. Con il Milan aveva già vinto l’anno precedente lo Scudetto, l’unico della sua carriera. Lascia il club di via Aldo Rossi nel ’66, dopo aver collezionato 117 presenze e un gol.

Pelagalli, così, ritrova l’Atalanta: con i bergamaschi, infatti, aveva giocato una stagione in prestito quando ancora il Milan era proprietario del suo cartellino. In un anno con la Dea trova la via del gol per ben 4 volte: quella sarà la sua stagione più prolifica. Passa alla Roma, ma il suo rendimento nella Capitale è inferiore alle aspettative. Un episodio, però, è degno di essere ricordato: in una partita contro il Milan viene schierato in porta dopo l’espulsione dell’estremo difensore giallorosso. In quell’occasione Pelagalli evita la goleada rossonera grazie a una serie di interventi provvidenziali, che gli valgono addirittura la standing ovation dell’Olimpico.

Dopo una stagione con la Roma torna all’Atalanta, con cui disputa altri due campionati. Passa al Taranto, in serie B, in cui ricopre il doppio ruolo di giocatore-allenatore, una pratica molto utilizzata in quegli anni, soprattutto nel calcio inglese. La nostalgia di casa, a quel punto, si fa particolarmente sentita e così scende di categoria per giocare nel Piacenza, vicino alla sua famiglia. Termina la carriera nei dilettanti della Medese, dopodiché intraprende la carriera da allenatore.

La carriera da allenatore e dirigente

Pelagalli inizia la carriera da allenatore dove aveva finito quella da giocatore, nella Medese. Nel campionato successivo divide l’anno tra Sannazzarese e Pavia, dopodiché passa al Derthona.

La lista delle squadre allenata da Pelagalli è molto lunga e varia: ricordiamo, tra le altre, il Brindisi e il Mantova, che allena nella stagione ’90-’91 riuscendo a evitare la retrocessione in C2. L’anno precedente era tornato al Derthona, squadra di cui diventerà presidente tra il 2010 e il 2012.

Alla fine della carriera di allenatore diventa osservatore per il Milan, tra il 1997 e il 2009. Dopo l’esperienza da presidente del Derthona assume il ruolo di direttore generale del Nibbiano, club piacentino che milita in promozione.

Si è spento all’età di 84 anni, circondato dall’affetto di familiari e tifosi. Si chiude così una carriera che vanta la bellezza di 235 presenze e 6 reti in Serie A e 139 presenze in Serie B. Ricordato soprattutto per aver giocato nel Milan che vinse la prima Coppa dei Campioni di un’italiana, contro il Benfica a Wembley nel 1963, ha ottenuto il successo con i rossoneri di Nereo Rocco, giocando al fianco di Ghezzi, David, Trebbi, Benites, Maldini, Trapattoni, Pivatelli, Sani, Altafini, Rivera, Mora.

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