C'è da dire che da quando è stato istituito ha avuto un enorme successo, con qualche furbetto qua e la è vero, ma la misura sta avendo numerosi risvolti positivi. Ora a ottobre, è arrivato il rinnovo per il 2022 del Reddito di cittadinanza, con qualche novità che lo caratterizza e che apporta qualche modifica con nuovi calendari e modalità di erogazione. Nell'articolo vediamo cosa sta succedendo al reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: come viene definito?

Il suo obiettivo è incentivare il reinserimento lavorativo dei disoccupati e allo stesso tempo conferire un entrata economica che garantisca la possibilità a chi ne usufruisce  di sostentarsi economicamente e prepararsi per accogliere le proposte lavorative che arriveranno perché previste dal meccanismo. Il reddito di cittadinanza è infatti 

"una misura di contrasto alla povertà, è un sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale."

Cosi cita il sito dell'Inps.it nella sezione dedicata proprio al reddito di cittadinanza, dove vengono approfonditi obiettivi, regolamento, modalità di erogazione e presentazione delle domande nonché tutti i requisiti necessari. 

Reddito di cittadinanza: la normativa di partenza.

Anche se ormai è famosissimo e utilizzato da molti, non tutti conoscono la normativa di partenza. Il decreto dal quale è stato introdotto è il decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. La Gazzetta ufficiale nel suo art.1 coma 1 descrive cosi:

"misura  fondamentale di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto  al  lavoro,  di contrasto  alla povertà,  alla  disuguaglianza   e   all'esclusione sociale, nonché diretta  a  favorire  il  diritto  all'informazione, all'istruzione, alla formazione e alla cultura  attraverso  politiche volte al sostegno economico e all'inserimento sociale dei soggetti  a rischio di emarginazione nella società e nel mondo  del  lavoro. " 

Le emergenze che sono state individuate dal legislatore sono numerose, riguardano contrasto alla povertà, alla   disuguaglianza e all'esclusione sociale ma anche alla necessita di dare una "sistemata" ai servizi per l'impiego ormai obsoleti e poco efficienti. Inoltre si fa riferimento anche a

"intervenire sugli assetti organizzativi degli istituti previdenziali pubblici e incentivare l'assunzione di lavoratori giovani."

Reddito di cittadinanza: chi può farne richiesta?

Essendo un reddito di cittadinanza e quindi una forma di assistenzialismo, è necessario detenere determinati requisiti. Il sito redditodicittadinanza.gov.it ci spiega chi sono coloro che possono inoltrare la domanda:

"ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, dei seguenti requisiti."

Vediamoli assieme:

  • - Il primo requisito è relativo alla cittadinanza: il beneficiario infatti deve essere , oltre che maggiorenne, cittadino italiano o dell'Unione Europea o di paesi terzi in possesso però del permesso di soggiorno UE; sono compresi anche i rifugiati politici.
  • - il secondo requisito invece è di tipo economico e prevede : ISEE inferiore a 9.360 euro, un patrimonio mobiliare non superiore a 6 mila euro per il singolo, che può crescere fino a 10 mila euro per le famiglie e il reddito familiare ha una soglia frutto di un calcolo che citiamo per correttezza dell'informazione:

"il reddito familiare non dovrà superare la soglia annua calcolata moltiplicando 6.000 euro per il relativo parametro della scala di equivalenza."

Reddito di cittadinanza: al suo interno è compresa anche la pensione

Non solo reddito ma anche pensione, per venire incontro a tutti coloro che hanno già superato la soglia massima per poter accedere al lavoro. Parliamo di coloro che hanno più di 67 anni o anche più giovani ma che si trovano in stato di disabilità grave o in condizioni di non autosufficienza. 

Reddito di cittadinanza: il patto per il lavoro

Appena inoltrata e accettata la domanda, si viene convocati presso il centro per l'impiego della propria zona cosi da poter sottoscrivere il patto per il lavoro. Cos'è? Il sito Informazionefiscale.it ci spiega che:

"Patto per il Lavoro è un percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo e prevede la redazione del bilancio delle competenze e attività finalizzate alla ricerca attiva di lavoro e alla formazione o riqualificazione professionale."

Possiamo definirlo come il percorso che è stato ideato dal legislatore, e del quale abbiamo parlato all'inizio del nostro articolo, per agevolare l'incontro fra domanda e offerta di lavoro di tutti coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza. Ovviamente non appena questo accade, il reddito non verrà più erogato in quanto sostituito da una retribuzione per il lavoro trovato. Il sito redditodicittadinanza.gov.it ci fornisce un'altra importante informazione che riguardale tempistiche:

"Entro 30 giorni dal riconoscimento del Reddito di cittadinanza, il beneficiario è convocato dai centri per l'impiego o dai servizi dei Comuni competenti".

L'offerta di lavoro che viene proposta dai centri si basa su tre principi fondamentali:

  1. - il primo è la distanza: il kilometraggio dev'essere accessibile allo spostamento sia con mezzi pubblici che propri.
  2. - il secondo è che l'offerta deve essere inerente con le esperienze lavorative precedenti del beneficiario e con i suoi titoli di studio, non sarà quindi casuale:
  3. - il terzo è la durata della disoccupazione. 

In questo video Youtube di Mr LUL lepaghediale, si raccontano tutte le novità che sono in arrivo a ottobre per il reddito di cittadinanza per il 2022.

Reddito di cittadinanza: ma come si calcola l'importo? come faccio a sapere quanto mi spetta?

Abbiamo già parlato di quelli che sono i limiti relativi al reddito sia per il singolo beneficiario che per il nucleo familiare, ma come si calcola quindi l'importo che si percepisce? Il sito ticonsiglio.com ci spiega che:

"l’Inps ha predisposto un apposito strumento per simulare il calcolo del Reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza"

Dunque, come prevedibile, non è semplice verificare quale importo spetta ad ognuno ed è stato quindi necessario da parte dell'Inps creare un calcolo apposito per assicurare trasparenza ed equilibrio. Per chiarezza del lettore, riportiamo un esempio di calcolo:

"se sei una persona che vive da sola, hai diritto ad un reddito di cittadinanza fino a 780 euro al mese, di cui fino a 500 euro come integrazione al reddito e 280 euro di contributo per l’affitto, oppure 150 euro di contributo per il mutuo"

Ovviamente questo esempio serve giusto per farci un idea e capire più o meno come funziona equali spese va a coprire: non sono quindi soldi "regalati" come spiegano tanti ma in parte vincolati ad esempio al pagamento di un affitto o di un mutuo. 

Reddito di Cittadinanza: ma quali sono le tanto attese novità del 2021?

Innanzi tutto la prima cosa da dire è che la fruizione del reddito di cittadinanza è stata prorogata fino al 2022. Non era chiaro infatti se la misura di sostegno sarebbe stata rinnovata o per cosi dire "soppressa" e invece non solo resterà ma potrà contare su un miliardo in più rispetto al 2021, quindi circa 8 miliardi. È inoltre cambiato il calendario di erogazione. Il sito de ilgiornale.it ci spiega che:

"In genere chi percepisce già il reddito di cittadinanza, ogni 15 del mese vede i soldi accreditati sul proprio conto corrente mentre i nuovi beneficiari devono aspettare il giorno 20 del mese per tutte le rate successive alla prima."

Questo meccanismo puntuale però stato compromesso a causa dell'introduzione di una novità: a partire dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 è infatti stato introdotto da parte dell'Inps il cosiddetto Assegno Unico Temporaneo. Cos'è? Il sito assegnotemporaneo.com, pagine dedicata del sito Inps, dice

"è una nuova misura di sostegno ai genitori con figli minori a carico, inclusi i figli adottati o in affido preadottivo dell'INPS. È riservato alle famiglie con Isee fino a 50 mila euro che non hanno diritto all'assegno per il nucleo familiare"

Dunque un nuovo aiuto economico concreto per tutti coloro che per requisiti mancanti erano stati esclusi dall'assegno per nucleo familiare. L'assegno Unico Temporaneo viene erogato per ogni figlio minore compreso nel nucleo familiare compresi i figli adottivi. 

Reddito di cittadinanza: è stato in qualche modo compromesso dalle novità?

Forse è ancora troppo presto per capirlo in quanto le modifiche sono appena state approvate ma ovviamente come sempre si può provare a fare qualche ipotesi. Sicuramente l'assegno unico non creerà problemi ne intralci perché anzi, come ci dice ilfattoquotidiano.it:

"l'assegno unico per le famiglie andrà ad avvantaggiare i nuclei familiari numerosi, andando cosi a compensare il peso sul reddito di cittadinanza"

Inoltre sono stati fortemente potenziati i controlli cosi da evitare quel meccanismo opportunistico tipico di quelli che chiamiamo "furbetti": prima di tutto verranno analizzate più accuratamente tutte le domande per assicurare la giusta attribuzione a chi ne ha veramente bisogno e in secondo luogo verranno ridotti tutti gli aiuti per coloro che rifiutano la prima offerta di lavoro. Ilfattoquotidiano.it dice:

"riduzione dell'aiuto in caso di rifiuto di due offerte di lavoro: un décalage che dovrebbe scoraggiare comportamenti opportunistici destinato ad entrare in vigore l'anno prossimo".

Quindi nel 2022 ci aspettiamo un aumento dei fondi disponibili, controlli delle domande più serrati e attenti e "punizioni" per chi non accetta i lavori gli vengono assegnati fino alla perdita del diritto al reddito di cittadinanza che ricordiamo, non ha il solo scopo di sostenere economicamente ma vuole ricollocare i disoccupati all'interno del mondo del lavoro dando nuova linfa al circolo virtuoso dell'economia nazionale.