Sblocco cessione del credito, con il Decreto Aiuti più margine d'azione alle banche

Il Governo torna sulla cessione del credito, con misure di sicuro impatto per le banche e il settore edile. Cosa cambia rispetto al passato secondo le ultimissime novità

Image

Il recente Decreto Aiuti è stato modificato con alcuni cambiamenti che vanno a influenzare diversi sostegni e bonus erogati a cittadini e imprese. Un esempio è il credito di imposta per le imprese energivore, che secondo le novità viene ampliato al 15% ma con l'apposizione di un nuovo limite massimo per gli aiuti.

Un'altra modifica apportata riguarda da vicino la rateizzazione delle cartelle esattoriali, per cui viene portato a 120.000 il limite di importo della singola istanza per cui è possibile richiedere la rateizzazione senza documentare la situazione di difficoltà economica. A queste si aggiungono alcune modifiche interessanti per il mondo dell'edilizia, ancora una volta in riferimento ai bonus e alle agevolazioni possibili per i lavori di ristrutturazione. Vediamo in questo articolo in particolare come cambia ancora la cessione del credito, sulla base delle ultime novità.

Cessione del credito, cosa cambia con la conversione del Dl Aiuti 

La cessione del credito è una possibilità molto vantaggiosa per chi usufruisce dei bonus per l'edilizia, perché permette di trasferire il credito relativo ad un'agevolazione fiscale da un soggetto ad un altro. In questo modo per esempio il cittadino può provvedere al pagamento di determinati lavori con l'appoggio di banche e istituti di credito cedendo il credito cumulato dal bonus.

Tuttavia questa possibilità è stata al centro delle modifiche e dei dibattiti per diversi mesi, prima con l'introduzione del Decreto Antifrode, che ha tolto questa possibilità, e poi con le modifiche successive che hanno ridotto il numero dei passaggi del credito.

Secondo le ultimissime novità invece, la cessione del credito ottiene un nuovo sblocco, a seguito dei rallentamenti degli ultimi mesi. In particolare, secondo le nuove modifiche, la quarta cessione può essere effettuata verso tutti i soggetti, ad esclusione delle persone fisiche.

In questo modo si apre la nuova possibilità per questo passaggio a piccole imprese e partite Iva, allargando i possibili soggetti che possono ricevere il credito oltre alle banche e a istituti similari. Il fattore interessante è anche la retroattività di questa decisione, che di fatto può sbloccare molte situazioni rimaste sospese.

Retroattività della cessione del credito con il Decreto Aiuti

Gl istituti bancari nell'ultimo periodo hanno avuto un ruolo centrale per le agevolazioni edilizie, e alcune banche hanno accettato la cessione del credito, altre invece hanno sospeso questa possibilità proprio in concomitanza con l'arrivo dei decreti più restrittivi sui passaggi del credito.

Il Decreto Aiuti in un certo senso ripristina la possibilità, per molti casi di sospensione dei lavori o delle pratiche, di ripartire consentendo il quarto passaggio del credito anche alle Partite Iva e le imprese. La retroattività permette lo sblocco anche per quei casi precedenti alle modifiche del testo di legge.

Tuttavia la retroattività non va oltre al primo maggio 2022: la quarta cessione infatti, verso imprese o partita Iva, è possibile solamente per ristrutturazioni edilizie agevolate in cui la prima cessione del credito è avvenuta in un momento successivo a questa data.

Anche se non direttamente, questa modifica potrebbe anche sbloccare situazioni in cui il credito è rimasto fermo presso un istituto bancario, perché quest'ultimo può decidere di venderlo più facilmente. Tuttavia quella della cessione del credito non è l'unica modifica introdotta con la norma entrata in vigore.

Altre modifiche in ambito edilizia

L'ambito edile ancora una volta è stato sottoposto a modifiche, non solamente per ciò che riguarda lo sblocco della cessione del credito, ma interviene anche su altri fronti. In particolare, viene prorogato il termine per il completamento dei lavori edilizi con il Superbonus 110% sulle case unifamiliari. Si tratta di un vero e proprio salvataggio del Superbonus con una nuova proroga per le villette al 30 settembre.

Nello specifico, questo vuol dire che chi entro il 22 settembre 2022, chi ha terminato almeno il 30% dei lavori per ottenere il Superbonus 110%, può ottenere l'agevolazione sulle spese sostenute fino alla fine dell'anno. Nel 30% possono rientrare anche i costi per lavori non agevolati da questo sostegno.

Questa proroga dei termini, che prima erano previsti per fine giugno 2022, è stata introdotta per sopperire al problema della carenza delle materie prime da un lato, e dall'aumento dei prezzi dall'altro, causato dall'inflazione. Al centro dell'attenzione quindi ci sono anche i rincari sui materiali per i lavori in ambito edilizia.

Secondo il decreto, le Regioni dovranno stilare un aggiornamento straordinario dei prezzari attuali, entro la fine di luglio 2022. Si tratta di un'operazione straordinaria, per contenere i prezzi delle materie prime.

Nel frattempo, si delinea anche un ampliamento delle aree adatte all'installazione di impianti per produrre energia rinnovabile, con indicazioni specifiche sulle zone e sulla costruzione di impianti fotovoltaici e eolici, secondo le limitazioni imposte da beni sottoposti a tutela.