Le sue esibizioni, così come il suo stile estetico, dividono il pubblico tra chi lo ama e chi, invece, non lo comprende, ma senza dubbio Achille Lauro è uno dei cantanti contemporanei più in voga del momento.

Dalla sua prima apparizione al Festival di Sanremo fino alla più recente all’Eurovision Song Contest (dove ha partecipato per San Marino), vediamo quanto guadagna a performance e a quanto ammonta il patrimonio netto del cantante.

Achille Lauro: a quanto ammonta il suo patrimonio?

Achille Lauro è proprio un personaggio. È la prima cosa che in molti hanno pensato quando nel 2019 il cantante ha debuttato al Festival di Sanremo, portando un genere musicale decisamente particolare rispetto agli altri. Un testo che ancora lascia perplessi quello di “Rolls Royce”, seppure irriverente e coraggioso nella scelta dei riferimenti ad una vita di droghe ed eccessi che porta inevitabilmente verso la fine.

Eppure, anche dopo esser stato criticato dai più grandi artisti della musica italiana ed essere stato definito "pericoloso" da alcuni politici presenti in sala, Achille diventa a tutti gli effetti il cantante e cantautore contemporaneo più ascoltato e apprezzato dai giovani. La sua musica e il suo stile parlano dei cliché di una subcultura di massa che agogna una vita del genere ma fatica ad avere, dove i soldi comprano tutto e allo stesso tempo niente. Il suo modo di parlare alle generazioni è schietto e senza paura, i suoi testi posso piacere oppure non piacere; o bianco o nero, non esistono le sfumature.

La sua presenza sul palco lascia il segno e il pubblico rimane affascinato e sconvolto dall’opera che egli stesso porta a scoprire perché non si sa mai in quale modo possa venire presentata. Il suo successo si riscrive ad ogni performance e non è difficile provare a tradurre in soldoni a quanto ammonti il patrimonio netto del cantante.

Ma prima di parlare di questo aspetto, è fondamentale chiarire una cosa: Achille Lauro non parte subito dall’alto, come hanno la fortuna di fare molti cantanti della sua generazione. La sua vita è sempre stata un turbinio di eventi contrastanti, che spesso si sono trasformati in problemi concreti. Il fatto che la madre vendesse i suoi gioielli per pagare i debiti, ne è un esempio. Del riscatto di questi gioielli, avvenuto solo molti anni più tardi (precisamente con gli incassi a Sanremo), il cantante ne parla nei suoi testi rivolgendosi proprio alla donna che lo ha cresciuto e che porterà fuori a cena, pagandole anche qualche vestito in una lussuosa boutique.

Sul patrimonio netto dell’artista non si hanno certezze ma solo supposizioni. Si pensa che in totale, tra post su Instagram, sponsorizzazioni da parte delle case di moda (Gucci, MAC Cosmetics Italia, Francesco Scognamiglio) e comparse in Rai, il patrimonio del cantante raggiunga una cifra non indifferente. Soltanto con le entrate che giungono dalla produzione musicale Achille percepisce intorno ai 520 mila euro, senza tener conto degli ascolti Spotify che hanno una media di 1 milione di ascoltatori mensili, per un valore di 40 mila euro al mese.

Ovvio poi che questi incassi vadano divisi tra i diritti dei Producer e i compositori ma la percentuale spettante al cantante non dev’essere poi così ridotta, anzi. Inoltre, l’idea di fondare la No Face (etichetta del cantante) gli consente di rientrare nei diritti editoriali sulle proprie canzoni, che altrimenti andrebbero ad altri. Achille Lauro, quindi, non è solo un cantante ma anche un imprenditore con una certa conoscenza del mondo degli affari.

Che questa sia attribuibile ad una sua passione per il film “The Wolf of Wall Street” o sia un’abilità acquisita nel corso del tempo non ci è dato saperlo, ma sicuramente porta grandi benefici al suo patrimonio.

Achille Lauro: il cachet delle sue esibizioni

Finora abbiamo considerato il patrimonio netto di Achille Lauro solo dal punto di vista delle entrate “secondarie”. Ma se dovessimo rivolgere l’attenzione alle performance sul palco, davanti a milioni di persone, quanto dovremmo ancora aggiungere alla cifra finale?

Dal 2022, il cantante è diventato una figura fissa al Festival di Sanremo e, secondo recenti indiscrezioni, il cachet a lui disposto ammonterebbe a circa 48 mila euro. Questa somma non corrisponde però ad un vero e proprio guadagno bensì ad una forma di indennizzo consegnata per coprire il rimborso delle spese sostenute per partecipare.

Quindi, a conti fatti, il cantante si è esibito e si è fatto riconoscere ma non dietro compenso effettivo. Riguardo invece, i recenti avvenimenti all’Eurovision Song Contest ce ne sono di cose da dire prima fra tutte la sua esclusione dalla finale. Il cantante, giunto sul palco con la sua “Stripper” ha fatto infiammare il palazzetto ma ciò non è bastato a convincere la giuria e il televoto che non lo hanno incluso tra i finalisti.Tra vampate di fuoco, tuta di pizzo trasparente, cappello da cowboy e cavalcata su toro meccanico, Achille Lauro ha sfoggiato un pezzo esagerato e, ancor prima di mettere il piede nell’arena, ha scoccato il classico bacio sulla bocca al suo chitarrista Boss Doms.

Questo gesto ha mandato in fibrillazione il pubblico e quello in sala stampa ma gli è anche costato qualche critica su Twitter. “L’ennesimo pezzo camuffato” o “Forse è tempo che ti dedichi di più alla scrittura dei tuoi brani”, queste sono solo alcune delle frasi comparse sul suo profilo durante l’esibizione e tutte puntano il dito verso il mood, la dinamica e l’attitudine delle canzoni troppo simili rispetto a quelle del passato. 

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Chi é davvero Achille Lauro e perché ha scelto questo nome?

Achille Lauro ha uno stile molto marcato e un’identità altrettanto inconsueta per essere un uomo di 32 anni. Eppure, i capelli biondo platino, i tatuaggi sul viso e lo sguardo penetrante gli conferiscono un’aura di superiorità e mistero mai vista prima. Il nome artistico scelto per rappresentarsi contribuisce a donargli originalità. Sì perché Achille Lauro non è il vero nome dell’artista ma uno pseudonimo di pura invenzione, scelto per via dell’omonimia con il celebre armatore partenopeo che tutti gli affiliavano in giovane età.

Il vero Lauro de Marinis nasce a Verona nel 1990 e la sua infanzia non è sempre serena come quella di tutti gli altri bambini anche se questo non vuol dire che provenisse da un ambiente familiare poco equilibrato. 

La madre era una donna dedita alla famiglia, la classica donna che avrebbe fatto di tutto pur di non abbandonarli mentre il padre, docente universitario e magistrato della Corte di Cassazione avrebbe sempre voluto che il figlio seguisse le sue orme. 

La fase dell'adolescenza è stata disseminata da aspri conflitti tra padre e figlio e le forti imcompresioni tra i due hanno fatto sì che  si allontanassero. Soltanto quando si trasferisce a Roma, Lauro inizia a crescere e a maturare una consapevolezza del mondo tutta sua e negli anni, i rapporti con il padre si ricuciono un poco alla volta. 

Il dolore e i pensieri si concentrano nelle canzoni che scrive e produce con il fratello, già produttore per la crew “Quarto Blocco”. Si addentra nel poco underground e nel  trap per poi approdare in televisione con “Pechino Express” e “Terrurismo”, un cortometraggio del regista Vito Cea dove la produzione del cantante vince il premio MaTiff per i giovani produttori.

Negli anni successivi partecipa a programmi come "X-Factor" e "Celebrity Hunted" ed entra nel mondo degli NFT. Con il successo ai Festival di Sanremo e “Una voce per San Marino” l’artista conquista il podio in men che non si dica, spazzando le critiche sotto al tappeto e indossando la versione migliore di sé stesso.

Gli stili e i look più iconici di Achille Lauro

Achille Lauro è conosciuto non solo per il contenuto delle sue canzoni ma anche per lo stile eclettico della sua musica. In più occasioni ha avuto modo di confermare la sua lontananza dal genere rap e hip hop che tutti gli altri artisti di strada continuano a seguire, dichiarando di preferire di gran lunga il samba trap e il pop rock.

Per quanto concerne lo stile estetico portato sul palco, lo stesso artista non vede eccentricità ma un forte desiderio di apparire, di interpretare e di essere interpretato.

In ogni abito indossato c’è un messaggio di libertà e di emancipazione e le parrucche e il make up calcato sono solo elementi di contorno di un’arte che tanti non riescono ancora a comprendere. Essere chi si vuole e amare chi si è non è una cosa facile, lo stesso Achille Lauro lo sa bene ma fa di tutto pur di poterci riuscire.

Durante il suo debutto a Sanremo veste un completo da adulto mentre l’anno dopo decide di alzare la posta in gioco indossando una cappa di velluto nero con ricami dorati.

Nelle prime note della canzone si sbottona il tutto e rivela una tutina effetto nude ricoperta di cristalli, dalla forte potenza evocativa.

Achille altro si spoglia delle convenzioni rimanendo senza scarpe e senza veli di fronte a tutta l’Italia.

Durante la serata dedicata alla cover degli artisti più famosi della storia della musica, sceglie di vestire i panni di David Bowie indossando un completo verde smeraldo, stivali con la zeppa e trucco eccessivo sugli occhi. I capelli tinti di arancione contrastano con il tutto e l’idea della mascolinità tossica viene presa a calci, ancora una volta.

Il percorso artistico del cantante non finisce qui, perché nella quarta serata del Festival porta sul palco la divina Marchesa Luisa Casati Stampa in una tunica nera trasparente ed un copricapo di piume nere.

A fine serata, lascia il posto ad Elisabetta I Tudor indossando una blusa di chiffon e un make up fatto di perle mentre nell’edizione del 2021 porta in scena l’alieno glam rock con perizoma di metallo e capelli turchini.

Insomma, di idee e di trasformazioni il cantante ne ha proposte e realizzate tantissime ma ancora non possiamo dire di essere giunti alla fine. La trasformazione artistica è solo all’inizio e il successo che ne deriverà sarà sicuramente incontrovertibile.