I fattori di posizionamento SEO sono fantastici, ma a volte ci concentriamo su quelli sbagliati. E questo ci porta a uno spreco di tempo e risorse, nel contempo sprecando le opportunità di ranking offerte da altre variabili che ignoriamo 

Google utilizza oltre 1000 piccoli segnali per indicizzare le pagine. Nessuno però conosce bene esattamente tutti i segnali. Infatti, neanche Google stesso te li sa spiegare complessivamente, né tantomeno sa dirti in che modo essi sono interdipendenti.

Quindi, tutto quello che puoi fare, è puntare al successo sfruttando quelli più conosciuti e più importanti. 

La componente fondamentale di un fattore di posizionamento è quella di aiutarti a migliorare il tuo ranking sui motori di ricerca, incrementare il traffico sul tuo sito web e la visibilità generale del tuo business. 

Ma non perdiamoci in convenevoli: in questo articolo, abbiamo selezionato i 5 fattori determinanti per l’ottimizzazione sui motori di ricerca, in ordine di importanza. Potrai utilizzare queste informazioni per ottimizzare i tuoi contenuti! 

1. Crea contenuti che incontrino gli intenti di ricerca degli utenti per il posizionamento SEO 

Questa nozione è, dopotutto, il cuore della SEO. Il titolo di questo articolo e la sua descrizione ti hanno detto cosa potevi aspettarti, e ho incontrato i tuoi intenti di ricerca. Ora però devo fornirti il colntenuto che desideria. 

A differenza del marketing tradizionale, dove il messaggio viene “spinto” allo spettatore – immaginiamo le pubblicità in televisione o sui giornali – la SEO ti permette di dare all’utente esattamente cià che stava cercando, al momento giusto. 

Per far sì che cio accada, però, dovrai conoscere gli intenti di ricerca del tuo pubblico. Ecco perché qualsiasi strategia SEO comincia sempre con la ricerca keyword. Essa può prendere tantissime forme, ma in generale, si pone sempre le stesse domande: 

  • Cosa cercano di più le persone? 
  • In quanti cercano una specifica keyword? 
  • Quanta competizione ho in materia di posizionamento per questa keyword?

Una volta che conoscerai quali termini vale la pena sfruttare, potrai creare contenuti che si focalizzino proprio su quegli argomenti. 

Come sfruttare questo fattore di posizionamento? Ecco qualche articolo che potrebbe interessarti: 

Digital Marketing: come fare la ricerca keyword in 7 mosse!

Cos'è Ubersuggest? 4 modi geniali di usarlo per la SEO!

2. Creare contenuti accessibili ai crawlers di Google per il posizionamento SEO 

Tutti i tuoi sforzi saranno vani se non rendi il tuo sito web comprensibile ai crawlers di Google, ovvero i ragnetti che Google manda per scandagliare i siti web e cercare le pagine più rilevanti per ciascun intento di ricerca. 

Non c’è da sorprendersi: Google, dopotutto, è un’intelligenza artificiale, e chiede agli umani di rendere comprensibili le pagine web per un robot. Ed è nel contempo una delle più grandi sfide e opportunità per i siti web. 

Dall’assicurarsi che i tuoi robots.txt non blocchino pagine importanti o risorse, fino al fornire una struttura testuale comprensibile ai crawlers, un sito web che incontra le esigenze di Google vince già in partenza. Ecco qualche fattore tecnico da considerare: 

  • Assicurarsi che i motori di ricerca possano scoprire e scandagliare tutti gli URL importanti
  • Il contenuto on page è leggibile dai motori di ricerca
  • La struttura della pagina contenga tutti i segnali giusti per mostrare a Google la propria rilevanza e autorità 

Attenzione però: mai perdere di qualità. Se un contenuto risulta “estremamente ottimizzato” per i motori di ricerca, i crawlers di Google hanno imparato a categorizzarlo come SPAM. In questo caso, si parla di strategie SEO Black Hat, da cui dovresti tenerti alla larga. 

Ecco qualche risorsa per aiutarti a sfruttare questo fattore di posizionamento

Guida per principianti alla SEO tecnica

SEO black hat: 5 strategie da evitare assolutamente!

3. Qualità e quantità di backlink sul tuo sito web

Quando i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin hanno scritto la loro prima guida al posizionamento nel 1996, hanno avuto un’idea rivoluzionaria: invece di indicizzare le pagine a preferenza, perché non farlo a seconda dei link che ciascuna di esse riceve? 

I link, in quel momento, sono diventati voti. E voti alti. 

Oggi Google va oltre il semplice contare il numero di link che un sito web riceve. I fattori che entrano in gioco sono la popolarità di un backlink, la rilevanza, il suo posizionamento e la sua autorevolezza. Quindi, spammare link su vari siti web poco quotati non ti servirà, anzi, ti danneggerà. 

Google tiene conto anche dei link interni, anche se in misura minore. Essi non sono potenti quanto link autorevoli da siti esterni, ma giocano comunque un ruolo importante nell’architettura SEO del tuo sito web. 

Sebbene in molti speculino che il potere dei backlink stia diminuendo negli anni – fino a un completo abbandono di questo fattore da parte dei motori di ricerca – Google ha dichiarato che questa rimane una delle componenti fondamentali della SEO – dichiarazione corroborata anche da diverse altre sperimentazioni sul campo. 

Un link è molto di più di un semplice strumento di navigazione. Ogni link individuale corrisponde a un segnale che Google interpreta per il posizionamento. 

Ecco qualche risorsa aggiuntiva per approfondire la questione backlink: 

Il backlink per la SEO link building: cos'è e come si usa!

Fare link building con i dofollow e i nofollow link! 

Trova le tue fonti e analizza i backlink con Ubersuggest

(Vedi? In questo momento sto utilizzando una strategia di link building interna, ma senza fare spam: ogni link è rilevante al tuo intento di ricerca!)

4. Soddisfa l’user intent per il posizionamento SEO 

Questo potrebbe sembrarti un fattore molto simile al primo, tuttavia ci sono delle sottili differenze. Non è abbastanza trovare e utilizzare le keyword giuste. Ciò che Google vuole sapere è se il tuo contenuto è ciò che l’utente sta davvero cercando. 

Google non vuole solo fornire le risposte giuste ai suoi utenti: vuole dargli le migliori, e insieme ad esse, anche l’esperienza di navigazione migliore, quella che soddisfi l’utente nell’interezza senza bisogno di ulteriori ricerche.

La SEO prende queste informazioni in maniere diverse: tempo trascorso sulla pagina, il numero di volte in cui un utente torna ai risultati di ricerca, etc. Ma tutto si riduce a una semplice domanda: l’utente ha trovato esattamente quello che cercava senza bisogno di perdere altro tempo? 

Se l’utente deve tornare indietro, modificare la sua ricerca o passare più tempo sui risultati da altri siti web, questo potrebbe tradursi nel fatto che il tuo sito web non offre l’esperienza giusta e le informazioni che prometti. E a Google questo non piace. 

Ecco qualche risorsa aggiuntiva per assicurarti che i tuoi contenuti soddisfino davvero l’utente: 

SEO: studia l'intento di ricerca con Answer The Public!

Creare e ottimizzare articoli su WordPress in 2 mosse veloci

5. Mai replicare i contenuti: potrebbe impattare sul posizionamento SEO

Se il tuo contenuto è copiato parola per parola da altri siti, perché Google dovrebbe indicizzarti al meglio, considerando che l’hai pubblicato dopo? 

In alter parole, se il tuo contenuto non offre una valore unico all’utente, Google non ti penalizzerà, ma ti renderà molto più difficile il lavoro di posizionamento ai primi posti dei motori di ricerca. Se il tuo contenuto è copiato o duplicato succederanno due cose: 

I crawlers di Google filtreranno tutti i contenuti duplicati, e sapranno che il tuo è uno di quelli. Quindi, ti escluderanno a prescindere. 

Il contenuto duplicato non soddisferà un’esigenza unica dell’utente: Google sceglierà il contenuto pubblicato prima per premiare chi si distingue davvero dalla massa.  

Il contenuto duplicato prende solitamente due forme. Il primo, è una copia palese da parte di un altro sito o pagina. Anche senza copiare parola per parola, i crawlers di Google sapranno che hai parafrasato. 

Il secondo tipo di contenuto duplicato è quando ti trovi a replicare il tuo stesso contenuto con piccole modifiche. 

Il contenuto che copia direttamente testi e immagini da altri siti è naturalmente plagio, ed è anche scorretto dal punto di vista etico. Ma dovresti anche considerare i problemi creati dai tuoi contenuti originali. 

Ecco qualche risorsa che potrebbe aiutarti a creare contenuti davvero originali, per evitare di cadere in questa trappola: 

12 idee di marketing dei contenuti per piccole imprese

6 segreti sulla creazione di contenuti da non perdere

7 step per una strategia vincente per i contenuti del blog

6. Expertise, autorevolezza e credibilità per il posizionamento SEO

Puoi impiegare tutto il tempo che vuoi a trovare le parole chiave giuste, costruire la tua strategia di backlink e magari anche soddisfare l’intento dell’utente. Ma il tuo sito è davvero credibile agli occhi degli utenti de di Google? 

Agli albori, era molto facile fregare i motori di ricerca, e pagine di bassissima qualità spesso comparivano ai primi risultati di ricerca perché ottimizzate a puntino. Per evitare ciò, Google ha introdotto Panda nel suo algoritmo, che aiuta a discernere tra pagine di qualità e pagine terribili.

Secondo le linee guida di Google, le qualità principali che definiscono un contenuto di qualità sono expertise, autorevolezza e credibilità. È proprio su questi tre criteri che Google basa il continuo aggiornamento del proprio algoritmo.

Ecco qualche risorsa per aiutarti a comprendere meglio i criteri: 

Google EAT: cos'è e perché è importante per la SEO!

Vuoi conquistare Google con la SEO? Migliora il tuo EAT!

In conclusione: il posizionamento SEO non deve guidare tutte le tue scelte

Il problema di tantissimi professionisti del marketing oggi è che seguono un procedimento inverso per posizionarsi: prima ottimizzano il contenuto e poi lo creano, ed ormai Google ha svelato l’inganno tramite il suo algoritmo. 

I tre step da seguire sono prima di tutto:

L’identificazione delle parole chiave in un determinato settore (come ad esempio, nell’edilizia, va fortissimo il bonus 110%)

Stesura di un contenuto dettagliato e rilevante sull’argomento

Ottimizzazione solo consecutiva per i motori di ricerca 

In tantissimi invece scelgono di creare contenuti fatti apposta per l’algoritmo di Google, dimenticandosi dell’utente. E oggi, questa strategia non funziona più.