Nel Digital Marketing la misurazione dei risultati di una nuova strategia è essenziale per capire se essa funziona o se bisogna invece ridirigersi e rimodulare le azioni da compiere a seconda delle reazioni del pubblico. Ma come fare? Attraverso i KPI

Un KPI – abbreviazione di key performance indicator – è un valore misurabile che dimostra l’efficacia di una strategia nel raggiungere gli obiettivi prefissati. I professionisti utilizzano i KPI per valutare il successo specifico di determinate azioni compiute nell’ambito di una campagna. 

Scopri come definire e sfruttare i tuoi KPI, per assicurarti il successo in tutte le tue strategie di marketing digitale!

Cos’è un KPI nel digital marketing da dove può essere raccolto? 

Un KPI – abbreviazione per key performance indicator – è una metrica quantificabile che potrai utilizzare per monitorare e valutare la performance dei tuoi sforzi in ambito di marketing digitale. Ecco qualche esempio di categoria strettamente collegati alle strategie di marketing: 

  • Crescita delle vendite
  • Ottimizzazione SEO

I KPI possono essere misurati su più piattaforme e attraverso diversi strumenti

  • I tuoi canali social, come LinkedIn, Facebook, Instagram e Twitter
  • I tuoi strumenti pubblicitari, come Google Ads o Bing Ads
  • I tuoi strumenti analitici, come Google Analytics 

Perchè dovresti tracciare i tuoi KPI nell’ambito della tua strategia di marketing digitale? 

L’obiettivo primario del definire i KPI per la tua strategia di marketing digitale è quello di andare a misurare i risultati ed eventualmente rimodulare le azioni da compiere per raggiungere meglio e più velocemente gli obiettivi prefissati. 

Ad esempio, potresti scoprire che una bella fetta di traffico – e clienti – al tuo sito web viene portata dalla SEO, mentre tu sprechi tantissime risorse in altri canali che magari non fruttano altrettanto, andando di fatto a vanificare i tuoi sforzi. 

Oggi è ormai possible misurare qualsiasi cosa, quindi è facile capire in un batter d’occhio da dove arrivano i tuoi clienti, quanto spendi per attrarli, il loro costo di acquisizione e quali strategie hanno funzionato meglio. 

Grazie a queste preziose informazioni, potrai abbandonare le piattaforme e le campagne che non fruttano concentrandoti sull’apportare migliorie a quelle che invece ti portano guadagni e visibilità, andando di fatto a ottimizzare tempo e risorse.  

Come tracciare i tuoi KPI nel marketing digitale

Tracciare i tuoi KPI ti darà accesso a informazioni preziosissime. Tuttavia, avere un database sempre aggiornato è un lavoro che richiede tempo e dedizione, che aumentano proporzionalmente al numero di piattaforme su cui operi. 

Ecco perchè dovresti utilizzare una dashboard dedicata, come ad esempio Hootsuite, Hubspot o Buffer. Grazie ad esse, potrai scegliere tra un vasto range di report di tracciamento a seconda dei dati che ti interessano.

I KPI più importanti da tracciare nel marketing digitale

Se la combinazione specifica di KPI che andrai a tracciare dipende dal tuo tipo di business e sui canali in cui investi, tantissime categorie di KPI possono applicarsi alla maggior parte delle aziende che operano in ambito digital marketing, ovvero: 

KPI per la SEO

1. Customer Lifetime Value (CLV)

Il customer lifetime value – abbreviato in CLV, misura quanto profitto genera un cliente tipico in un lasso di tempo definito: giorni, mesi, settimane o anni a seconda della tua metrica di ritenzione del cliente e il tipo di prodotto o servizio che offri. 

2- Costo per l’acquisizione del cliente

Il costo di acquisizione va a calcolare quanto spendi per ottenere un nuovo cliente. Il che va misurato tenendo conto di campagne pubblicitarie, consulenze e tutto ciò che è coinvolto nel processo di conversione da interessato a cliente. 

3. Ritorno sull’investimento (ROI)

Il ROI è un gregario di quasi tutti i KPI. Va a definire quanto profitto viene generato da una determinata azione di marketing, e quindi i guadagni netti. 

4. Percentuale di conversioni

La metrica di conversione è la percentuale di visitatori che si dimostra interessata alla tua azienda e che ha il potenziale di diventare cliente. Questo è un KPI piuttosto generale, che può applicarsi a qualsiasi altra categoria a seconda del canale prescelto. Potresti anche scegliere di tracciare solo il numero totale di conversioni, se dovesse servirti.

5. Traffico dai risultati di ricerca

La metrica sul traffico dai risultati di ricerca include il numero totale delle visite, visitatori unici, traffico organico, pagine visitate per sessione, pagine più visitate e altri KPI intermedi che vanno a tracciare il traffico derivante dai motori di ricerca. 

6. Keyword Ranking

Questo particolare KPI ti dirà a che posizione risulti sul SERP per le keyword e le frasi che utilizzi. È un valore che va costantemente monitorato, per verificare l’efficacia del tuo utilizzo delle keyword ed eventualmente trovarne di nuove e scartare quelle che non funzionano. 

7. Backlinks

I backlink sono una componente fondamentale per la SEO. Questo KPI ti mostrerà quanti siti web rimandano al tuo, e – in combinazione con gli altri KPI SEO – potrai verificare come essi impattano sul tuo traffico generale e sul tuo posizionamento. 

8. Autorità del sito web

L’autorità del tuo sito web si traduce nella credibilità che esso ha per i motori di ricerca. Ovvero, quanto Google pensa che il tuo contenuto sia rilevante e interessante agli intenti di ricerca. L’autorità di una pagina, nello specifico, è la stessa metrica ma specifica per una pagina. 

9. Bounce Rate

Quando un visitatore capita su una pagina del tuo sito web e se ne va subito, fa un “bounce”. Tracciare il numero di volte in cui succede potrebbe portarti ad apportare delle migliorie alla tua landing page per convincere i tuoi potenziali clienti a rimanere di più. 

KPI per i Social Media 

1. Likes, commenti e condivisioni

I likes, i commenti e le condivisioni sono la linfa vitale dei social network. Se la tua strategia di marketing include queste piattaforme, questi KPI ti aiuteranno a capire quanta visibilità ti sta dando ciascun canale. 

2. Percentuale di crescita del tuo following

Avrai bisogno di una crescita – seppur lenta – costante di nuovi followers per poter generare nuove leads e clienti. Questo KPI ti aiuterà a capire se stai crescendo, e in caso contrario, rimodulare la strategia di conseguenza. 

3. Traffico sui social media

La metrica di traffico sui social media copre più o meno le stesse componenti rispetto a quella di traffico SEO, ma è specifica per queste piattaforme. 

4. Conversioni sui social media

Come per il traffico sui tuoi canali, vorrai anche tracciare il numero totale di conversioni e – nello specifico – la percentuale di conversioni per ciascun canale, così da capire dove stai andando più forte. 

KPI per l’e-mail marketing

1. Percentuale di iscrizione alla newsletter

Questa metrica di aiuterà a capire in che percentuale i visitatori del tuo sito web si iscrivono alla tua newsletter. 

2. Percentuale di apertura

La percentuale di apertura va a indicare quante persone che ricevono una tua e-mail effettivamente la aprono. Il che ti può aiutare a capire se gli oggetti delle tue mail funzionano o no. 

3. Click-Through Rate (CTR)

Se nella tua newsletter vuoi includere link a pagine esterne – come ad esempio prodotti, servizi o un articolo in particolare – potrai tracciare quante persone effettivamente cliccano sul link e misurare l’engagement con le tue attività di e-mail marketing. 

4. Bounce Rate Email

La percentuale di bounce va a riferirsi a tutte quelle mail che non raggiungono in primo luogo il destinatario. 

5. Annullamento dell’iscrizione

Ogni newsletter deve tassativamente dare la possibilità all’utente di annullare l’iscrizione. Questo specifico KPI va a raccogliere il numero delle persone che annullano l’iscrizione alla tua newsletter, così da verificare quali messaggi funzionano e quali invece portano le persone a disiscriversi.  

Come scegliere i KPI giusti per la tua strategia

Scegliere i KPI giusti per una strategia di marketing digitale richiede un approccio personalizzato a seconda del tipo di strategia, settore e business. I migliori KPI per una startup potrebbero non essere quelli giusti per un’azienda già ben consolidata e viceversa. 

Per scegliere i KPI giusti, dovrai prendere in considerazione i tuoi obiettivi e lavorare a ritroso per capire quali fanno per te a seconda dei tuoi processi aziendali e di come essi reagiscono alle azioni compiute dal pubblico sui tuoi canali online. 

A prescindere da quali KPI sceglierai di tracciare, essi dovranno essere SMART, ovvero: 

  • Specifici, ovvero che si riferiscono a un determinato obiettivo
  • Misurabili, ovvero che possano produrre un risultato quantificabile
  • Raggiungibili, ovvero che non siano sproporzionatamente ambiziosi rispetto a ciò che puoi davvero raggiungere
  • Rilevanti, ovvero che siano riferiti a obiettivi utili all’azienda a 360°
  • Posizionati in una timeline precisa, così da sapere quando sarà possibile estrapolare i risultati

In altri termini, il KPI dovrà tradursi in un risultato specifico che un professionista potrà misurare, il cui outcome potrà essere identificato una volta raggiunto, rilevante per gli obiettivi generali aziendali e con una scadenza ben definita.

Cosa puoi evitare di tracciare con i KPI

La facilità con cui oggi possiamo tracciare i nostri KPI – dai siti web agli e-commerce alla SEO – potrebbe portarci a raccogliere una mole di dati gigantesca che però non ci serve a niente, andando di fatto a sprecare tempo e risorse. 

Nel decidere quali KPI misurare, considera se l’informazione che otterrai ti servirà per apportare migliorie alla tua strategia. In caso contrario stiamo parlando di vanity metric, un dato inutile che non vale la pena tracciare. 

Ad esempio, potresti essere tentato di tenere traccia dei likes su Facebook o dei followers su Twitter anche se non stai attivamente svolgendo una campagna volta ad incrementare questa metrica. Non hai un obiettivo ben preciso, e quindi non ti serve.