Nell'ultimo Bollettino economico della Banca Centrale Europea, si legge che, nelle prossime riunioni del consiglio direttivo, sarà necessaria e opportuna un "ulteriore normalizzazione dei tassi di interesse".

Questa decisione, a quanto si legge nel bollettino consentirà al consiglio di attuare un approccio più diretto sui tassi, le cui decisioni, verranno prese step by step, in funzione dei dati economici.

L'economia sta rallentando

La BCE sottolinea nel proprio comunicato che l'economia, in tutta l'eurozona sta rallentando, questo rallentamento è dovuto a diversi fattori, in primis gli strascichi della pandemia e la guerra in Ucraina, quest'ultima viene definita un "persistente freno alla crescita", specie per le forniture energetiche russe da cui l'Europa dipende in modo significativo.

Ulteriori limitazioni alle forniture energetiche, legate al protrarsi della guerra, potrebbero, per la BCE condurre all'attivazione di razionamenti per famiglie e soprattutto imprese, ponendo un ulteriore freno alla crescita già fortemente rallentata.

Differenziali di rendimento in Europa

Nella seconda metà di Luglio, quando la BCE ha annunciato l'attivazione del TPI per frenare spread e inflazione, il differenziale sui rendimenti dei titoli di stato dell'area euro aveva ricominciato a crescere e, in alcuni paesi, è stato necessario aumentare i rendimenti dei titoli di stato per effetto di crisi politiche e altri fattori. In particolare in l'Italia, che nella seconda metà di luglio ha vissuto una profonda crisi di governo e la conseguente decisione del presidente della repubblica di sciogliere anticipatamente le camere e indire elezioni anticipate, questo ha significato una forte perdita di interesse, da parte degli investitori, per i titoli di stato emessi dal paese, rendendo necessario un notevole incremento del loro rendimento. Successivamente questo rendimento si è ridotto, ma non si è ancora stabilizzato.

Scenari come quello italiano rischiano di minare l'integrità e la stabilità dell'intera economia europea, pertanto la BCE ha optato per un approccio più diretto, con programmi mirati e decisioni prese in corso d'opera, sulla base degli ultimi dati economici.

Lotta all'inflazione e contenimento dei prezzi

Il fine ultimo della BCE è tutelare la stabilità dell'eurozona e porre un freno alla crescente inflazione causata dell'aumento generale dei prezzi, in ogni settore produttivo, per effetto diretto e indiretto dell'incremento del costo dell'energia e di numerose materie prime.

Nel tentativo di porre rimedio alla crisi, prima che questa diventi un serio rroblema per l'economia reale, la BCE ha attivato lo scudo anti spread denominato TPI.

Questo strumento annunciato a Luglio, permetterebbe alla banca centrale di acquisire, in maniera discrezionale, titoli di stato di paesi dell'eurozona.

A tal proposito, nella sola seconda metà di luglio, la BCE ha investito in titoli di stato italiani diversi miliardi, producendo acquisti netti per oltre 9,8 miliardi di euro, a fronte di una riduzione di 14,3 miliardi su quelli tedeschi.

Queste acquisizioni hanno permesso un significativo contenimento dello spread tra BTP e Bund tedeschi che, pur in modo non costante, si è portato a circa 220 punti, contro i 245 toccati all'inizio della crisi di governo e prima che venisse attivato il TPI.

TPI, PEP e OMT

Oltre all'ampiamente trattato TPI, la Banca centrale ha fatto e sta facendo tutt'ora ricorso ad altri strumenti d'emergenza, nello specifico il PEPP, il programma di acquisto per l'emergenza pandemica (Pandemic emergency purchase program) e l' OMT, un programma di acquisto titoli sul mercato secondario, risalente all'era Draghi, creato per fronteggiare la crisi economica del 2011, e ancora in funzione.