Poste Italiane: come il MEF ridurrà la sua partecipazione?

Poste Italiane in rialzo per la quarta seduta di fila, dopo un’audizione del Ministro Giorgetti: ecco cosa ha detto.

Sulla scia del timido rialzo mostrato dall’indice Ftse Mib, la seduta odierna prosegue in lieve progresso anche per Poste Italiane.

Poste Italiane sale per la quarta seduta di fila

Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di ieri con un frazionale vantaggio dello 0,09%, oggi viaggia in positivo per la quarta seduta di fila, proponendo un copione simile.

Negli ultimi minuti, Poste Italiane viene fotografato a 11,58 euro, con un rialzo dello 0,13% e oltre 500mila azioni passate di mano fino a ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 2,4 milioni.

Poste Italiane: indicazioni sulla riduzione della quota del MEF

Il titolo finisce sotto la lente sulla scia delle ultime indicazioni arrivate dal fronte politico.

Nel corso di un’audizione davanti alle Commissioni Bilancio e Trasporti di Camera e Senato, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha approfondito il tema della riduzione della partecipazione pubblica in Poste Italiane.

Gli analisti di Equita SIM hanno raccolto in una nota diffusa questa mattina le principali indicazioni emerse, evidenziando in primis che è stato ribadito che l’eventuale cessione di una partecipazione di Poste Italiane non determinerà la perdita del controllo pubblico sulla società.

L’attenzione è stata richiamata sul fatto che per Statuto nessun altro soggetto diverso dal MEF, enti pubblici o soggetti da questi controllati, possa detenere una quota superiore al 5% del capitale della società.

La cessione avverrà nel momento in cui sarà possibile massimizzare l’introito per lo Stato, cercando di conciliare le esigenze di mercato con quelle di finanza pubblica.

Complessivamente la vendita potrebbe portare la partecipazione pubblica in Poste Italiane dall’attuale 64% al 35% (quota detenuta attraverso CDP). Tuttavia è stato indicato che la cessione potrebbe avvenire anche in più fasi.

Poste Italiane: i vantaggi della cessione del MEF

In particolare, la dismissione in una prima fase potrebbe fermarsi al 51%, che ai prezzi attuali consentirebbe un incasso per lo Stato di oltre 1,5 miliardi di euro.

Come spiegato dal Ministro Giorgetti, la dismissione consentirà di accrescere ulteriormente il flottante, ampliando la compagine azionaria anche a nuovi investitori così da realizzare un prevedibile rafforzamento del titolo e un conseguente beneficio per lo Stato.

In un quadro più generale, ha evidenziato il titolare del MEF, “è opportuno considerare anche gli effetti dell’operazione sulla fiducia degli investitori istituzionali nazionali ed esteri verso l’Italia, che potrebbero risultare in un miglioramento dell’appetibilità del debito pubblico, con conseguenti effetti positivi in termini di riduzione dello spread e del costo del debito”.

Poste Italiane sotto la lente di Equita SIM

In attesa di novità, gli analisti non cambiano idea su Poste Italiane e ribadiscono la loro strategia bullish, con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 13 euro, valore che implica un potenziale di upside di oltre il 12% rispetto alle quotazioni correnti a Piazza Affari.

Davide Pantaleo
Davide Pantaleo
Davide Pantaleo da quasi un ventennio si occupa di Borsa e Finanza. Dopo aver svolto per diversi anni l'attività di promotore finanziario in Italia e all'estero, nel 2005 entra nel team di Trend-online con l'incarico di redattore.
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