Chiusura debole ieri per Snam che dopo aver guadagnato quasi un punto percentuale il giorno prima, si è fermato poco sotto la parità.

Snam si ferma poco sotto la parità

Il titolo è stato fotografato al close a 5,024 euro, con un calo dello 0,28% e bassi volumi di scambio, vito che a fine seduta sono transitate sul mercato circa 4,4 milioni di azioni, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 5,8 milioni.

Snam non ha beneficiato delle indicazioni arrivate dal mercato obbligazionario, dove lo Spread BTP-Bund si è fermato appena sopra la parità, con un frazionale rialzo dello 0,15% a 130,3 punti base.

Gli acquisti sui BTP invece hanno favorito un calo dei tassi, con il decennale che ha riportato una flessione del 2,21% all'1,063%.

Snam: lunedì il nuovo piano. Le attese di Equita SIM

Snam intanto ieri è finito sotto la lente di Equita SIM, in vista dell'appuntamento del 29 novembre, quando sarà svelato dal gruppo il nuovo piano industriale 2021-2025.

Gli analisti della SIM milanese stimano capex per 7,9 miliardi di euro, dei quali 6,9 miliardi di euro regolati, con un incremento del 3% rispetto al piano 2020-2024, e 0,9 miliardi per la transizione energetica, rispetto ai 700 milioni di euro precedenti.

Il tasso medio annuo composto di crescita della RAB tariffaria è stimato pari al 2,8% al 2025.

Per l'Ebitda adjusted, il tasso medio annuo composto di crescita per il periodo 2020-2025 è del 2,5% a 2,45 miliardi di euro, con una riduzione dell’Allowed Wacc di 80 punti base, che potrebbe risultare anche conservativo, segnalando un probabile incremento del beta asset nel trasporto a 0,4 nel 2022.

L'utile adjusted nel 2025 è visto a 1,06 miliardi di euro, dell'1% inferiore al 2020 per l’impatto del taglio dell’Allowed Wacc.

Per il dividendo è confermato un tasso medio annuo composto di crescita del 5% fino al 2022 e del 2,5% al 2024.
Sul 2025 gli analisti di Equita SIM hanno assunto conservativamente un payout all’85% che implicherebbe un dividendo di 0,278 euro, in calo del 4%.

Snam: Equita spiega quali saranno le principali novità

Le novità, spiegando gli esperti, sono attese nell’Energy Transition con una più significativa accelerazione degli investimenti.

Nel biometano Snam ha già anticipato i ritardi nelle autorizzazioni di nuovi impianti nel corso del 2021 che potrebbero far slittare gli investimenti al 2022.

Gli analisti si attendono comunque che i capex di 220 milioni di euro in biometano al 2024 siano confermati: spostata la dead line per l’entrata in esercizio di nuovi impianti per ottenere gli incentivi dal 2022 al 2025.
Equita SIM ritengono che il focus del Piano sarà sulle iniziative nell’idrogeno.

Gli analisti si attendono delle novità sulla valorizzazione della quota del 37% di De Nora, che potrebbe beneficiare della probabile quotazione di Uhde la joint-venture con Thyssen attiva nella produzione di catodi e sistemi per l’idrogeno.

De Nora controlla il 34% di UHDE, e se fosse confermato il valore di IPO attorno a 5 miliardi di euro indicato da Bloomberg, gli analisti stimano un impatto del 3%-4% nella loro somma delle parti di Snam.

Gli esperti tratta con un premio del 25% ed uno yield interessante del 5,2%, atteso salire al 5,6% al 2023, uno dei più elevati del settore.

Non cambia in ogni caso la view cauta su Snam che per Equita SIM merita una raccomandazione "hold", con un prezzo obiettivo a 0,32 euro.