L’indennità 200 euro per lavoratori dipendenti privati ha iniziato ad essere versata nelle buste paga del mese di luglio, ma non per tutti gli aventi diritto. Chi ancora non ha ricevuto il sostegno? A cosa è dovuto questo ritardo? Scopriamolo subito insieme. 

Indennità 200 euro per lavoratori dipendenti privati: la scadenza per l’autodichiarazione

L'indennità una tantum 200 euro è sicuramente il sussidio economico più discusso dell'ultimo periodo. È già stato percepito da alcuni pensionati ad inizio luglio, mentre altri, a causa di qualche ritardo dell'istituto nazionale per la previdenza sociale lo riceveranno a partire da domani 1° agosto, sui trattamenti pensionistici del nuovo mese.

Oltre che i pensionati, hanno beneficiato dell'indennità anche alcuni percettori di reddito di cittadinanza, che hanno ricevuto l'accredito a partire dal 29 luglio e nella giornata del 30 luglio e i lavoratori domestici che hanno presentato la domanda all’INPS alla fine del mese di giugno 2022.

L'indennità 200 euro, però, è stata versata in alcune buste paga del mese di luglio, ma solo a determinati lavoratori dipendenti del settore privato. Prima di procedere a capire il perché ad alcuni è arrivata, mentre altri la stanno ancora attendendo, ricordiamo che il governo ha distinto le categorie dei lavoratori della pubblica amministrazione e quelli privati.

I primi, infatti, hanno ricevuto o riceveranno il sostegno introdotto dal decreto aiuti uno in maniera del tutto automatica, mediante un passaggio di dati tra INPS e il Ministero dell’Economia e della Finanza, mentre i secondi dovranno provvedere alla consegna di un’autodichiarazione al datore di lavoro.

Innanzitutto, questo documento serve a dichiarare che il lavoratore abbia redditi non superiori a 35 mila euro, poi servirà a chiarire che:

  • il lavoratore dipendente privato abbia beneficiato nel primo semestre 2022 dello sgravio contributivo dello 0,8% previsto dalla legge di bilancio;

  • all'interno del nucleo familiare del lavoratore non ci siano altri percettori della misura, quali beneficiari di reddito di cittadinanza o trattamenti pensionistici e assistenziali.

Ma c'è una scadenza per la consegna di questa autodichiarazione al proprio datore di lavoro ai fini di ottenere l’indennità 200 euro? Scopriamolo subito.

Il lavoratore dipendente entro quando deve consegnare l’autodichiarazione?

Secondo gli ultimi aggiornamenti, ai fini della percezione dell’indennità 200 euro, il lavoratore dipendente del settore privato non ha una vera e proprio termine da rispettare per la consegna dell’autodichiarazione al proprio datore di lavoro. Questo perché nella normativa (decreto-legge Aiuti uno) non è stata fissata alcuna data di scadenza per presentare i documenti.

Sembra scontato, però, che se il lavoratore non prevede alla riconsegna del certificato non può percepire l’indennità 200 euro. Secondo il Sole 24 Ore, però, il lavoratore potrebbe provvedere alla consegna dell’autodichiarazione a paghe chiuse, ma entro la data del 31 agosto 2022, data ultima per la trasmissione dell’uniemens di competenza di luglio. Secondo il quotidiano economico, infatti, chi non ha provveduto a inviare il modulo compilato entro il 31 luglio potrà farlo entro il 31 agosto, poiché in questo caso sarà ancora possibile effettuare la riapertura del Lul e il versamento del sostegno

Questo, però, trova complicazioni quando lo stesso datore di lavoro, oltre all’eventualità di aver inviato il flusso, ha certamente inviato il pagamento dei contributi mediante il modello F24. In questo caso in particolare, il credito potrà emergere confrontando il saldo dell’uniemens, contenente il recupero dell’indennità 200 euro versata in ritardo, con quanto effettivamente corrisposto all’INPS e potrà essere riscosso unicamente secondo le regole previste dal medesimo ente previdenziale. 

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Indennità 200 euro, a chi arriva in ritardo

Abbiamo visto quanto sia importante essere celeri nella consegna dell’autodichiarazione, se si rientra nella categoria dei lavoratori dipendenti privati, sia per ricevere quanto prima l’indennità 200 euro, che per non creare problemi alla propria impresa. 

Vediamo, ora, chi dovrà attendere ancora qualche mese per percepire il sussidio economico una tantum.

  • Innanzitutto, i titolari di indennità di disoccupazione, come la disoccupazione agricola, Naspi e Dis-Coll (già titolari della misura all’entrata in vigore del Decreto Aiuti uno) potranno beneficiare dell’indennità 200 euro solamente nel mese di ottobre 2022. 

  • Insieme a questa categoria troviamo anche i vecchi percettori delle Indennità una tantum Covid-19 del 2021, previste rispettivamente dai Decreti-Legge sostegni del 21 marzo e del 25 maggio. 

  • Infine, dovranno attendere fino al mese di ottobre anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti in possesso di Partita Iva. Per costoro, in realtà, la faccenda sull’indennità 200 euro si complica poiché, a differenza di quanto stabilito dalla normativa, non è stato ancora pubblicato un decreto attuativo che stabilisca tempi e modalità di erogazione. 

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