Lavorare viaggiando, la vita dei nomadi digitali: ecco quanto si guadagna

Lo sviluppo delle tecnologie e del digitale ha cambiato il mondo del lavoro e la figura del nomade digitale si è diffusa a macchia d'olio. Lavorare viaggiando, connubio perfetto. Quanto si guadagna?

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Il mondo del lavoro è cambiato. Non solo dalla pandemia, ma anche prima stavano iniziando a svilupparsi nuove professioni e nuove attività che, qualche ventennio fa, erano del tutto sconosciuti.

La diffusione del digitale ha largamente contribuito a modificare il mondo del lavoro. Uno dei tanti vantaggi è la possibilità di lavorare da remoto o in modalità ibrida: possibilità diffuse durante la pandemia e, in molti contesti, rimaste anche dopo.

Alcuni lavori, però, possono essere eseguiti interamente da remoto, senza la presenza fisica in ufficio, neppure per un giorno. Ed ecco affacciarsi la possibilità, per alcuni professionisti, di lavorare viaggiando, diventando un vero e proprio nomade digitale (da non confondere con lo smart working).

Una definizione alquanto insolita, ma che, globalmente, sta raggiungendo cifre davvero interessati. Lavorare viaggiando ha, sicuramente, costi ben che superiori o "diversi" e la domanda più comune potrebbe essere la seguente: quanto si guadagna a lavorare viaggiando? Rispondiamo nel testo.

Lavorare viaggiando, come si diventa nomadi digitali

La diffusione del digitale e dell’online ha modificato il mondo del lavoro, dallo sviluppo di nuove professioni e attività fino alle stesse modalità di lavoro. Alcuni professionisti hanno avuto la possibilità di lavorare in maniera ibrida, sia in presenza che da casa; molti altri, invece, possono lavorare interamente da remoto, senza il bisogno di recarsi neppure un giorno in ufficio.

Chi lavora interamente da remoto è chiamato nomade digitale. Sicuramente ne avrai sentito parlare, da qualche anno a questa parte. Negli ultimi tempi, il nomadismo digitale si è notevolmente diffuso, andando a coniugare il lavoro con la passione di viaggiare. Sì, perché i nomadi digitali lavorano viaggiando.

Tradizionalmente, è piuttosto difficile coniugare il lavoro con i viaggi. I lavori che ormai possiamo definire “classici” vincolano a sostare nello stesso posto e permettono di viaggiare solo durante i periodi di ferie. Nel caso del nomadismo digitale, invece, si lavora viaggiando e, in buona parte dei casi, non si sosta per più di un mese nello stesso posto.

Non bisogna confondere il nomadismo digitale con lo smart working. Se il secondo si è reso necessario da un’esigenza legata alla pandemia, il nomadismo digitale parte dal desiderio di uno stile di vita diverso da quello convenzionale, o meglio, tradizionale. In sostanza, il nomadismo digitale non è nato da una necessità, ma dal desiderio del connubio viaggio/lavoro.

Come si diventa nomadi digitali? Non bisogna pensare che sia una prerogativa solo giovanile. È un luogo comune da sfatare immediatamente. Non bisogna neppure essere benestanti: i nomadi digitali scelgono mete e destinazioni dove esiste un buon rapporto tra qualità della vita e costi. Per diventare un nomade digitale servono, sostanzialmente, poche caratteristiche:

  • Essere padroni della tecnologia e dell’informazione;

  • Essere buoni comunicatori e ottimi collaboratori da remoto;

  • Amare viaggiare.

Quanto si guadagna?

Il nomadismo digitale si è notevolmente diffuso, soprattutto durante gli ultimi anni. Lavorare viaggiando, scoprire nuovi posti in tutto il mondo e sfruttare le potenzialità della tecnologia a 360° sono tutti gli ingredienti per intraprendere questo stile di vita.

A livello globale, i nomadi digitali hanno raggiunto la quota di 35 milioni. Un numero molto alto, anche inaspettato, fino a non molti anni fa.

Quanto guadagnano i nomadi digitali? Dipende, innanzitutto, dal tipo di lavoro che si fa. Le scelte, infatti, sono diverse: esiste un discreto ventaglio di possibilità, ma tutte richiedono la perfetta padronanza della tecnologia informatica.

Quali sono i lavori? In linea di massima, i lavori più ricercati, oltre che più comuni sono i seguenti:

  • Travel blogging;

  • Social media management;

  • Sviluppo di software;

  • Copywriting;

  • Content creation;

  • Digital marketing management;

  • E-commerce management;

  • Graphic designer.

In media, facendo una stima, i nomadi digitali possono guadagnare anche oltre 1600 euro al mese. Una cifra di tutto rispetto che permette, tranquillamente, di viaggiare lavorando e visitare sempre posti nuovi.

Affidandoci sempre alle percentuali, l’11% dei nomadi digitali dichiarano di restare nella stessa località per circa 1 o 2 mesi, il 12% per un minimo di 3 mesi e il 50% dichiara di rimanere nello stesso posto per non più di 4 settimane. La metà, quindi, asseconda ancora di più il desiderio di accostare alla vita lavorativa la scoperta di nuovi posti.

Vi chiederete a questo punto: dove vivono? In genere, i nomadi digitali risiedono in hotel o bed and breakfast. In molti altri casi, invece, sono ospiti da amici o familiari. Ma ci sono molte altre possibilità come le case vacanze o gli appartamenti in affitto, gli ostelli o i camper. Insomma, le possibilità sono tante e, chiaramente, ciascun nomade digitale valuterà le varie opzioni in base al proprio guadagno.

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