Chi è vittima di mobbing, ovvero di bullismo sul posto di lavoro, può iniziare a soffrire di ansia, stress, attacchi di panico, insonnia, depressione. La situazione, se non fermata in tempo, può diventare davvero insostenibile.

Se sei vittima di mobbing sul luogo di lavoro, dovresti contattare qualcuno di cui ti fidi: il sindacato o un avvocato del lavoro. È anche importante trovare un valido supporto psicologico. 

Se decidi di partire con un'azione legale contro il mobbing, quello che ti viene fatto sul posto di lavoro dovrebbe essere documentato nel dettaglio e anche, se è possibile, avvalendosi di testimoni oculari.

Puoi utilizzare anche registrazioni o video di quello che ti accade sul posto di lavoro, in modo tale da documentare precisamente il mobbing a cui sei sottoposto. Queste misure servono a dimostrare che sei vittima di bullismo e a punire l'autore del reato. Nel caso di azione legale, potrai anche richiedere un risarcimento per danni morali, per il dolore e la sofferenza subiti. 

Più del 60% dei dipendenti sono vittime di mobbing

Più del 60 per cento dei dipendenti ha dichiarato di essere stato vittima di mobbing sul posto di lavoro. 

Il bullismo sul posto di lavoro può verificarsi sia tra colleghi di pari livello che tra dirigenti e subordinati.

Gli esperti parlano di mobbing sul posto di lavoro quando la vittima è "aggredita" dai suoi carnefici almeno una volta alla settimana per un periodo di almeno sei mesi. L'obbiettivo che si vuole raggiungere con il mobbing è mettere all'angolo la vittima e portarlo a dimettersi. 

Il mobbing da parte di superiori nei confronti dei subordinati si chiama bossing

Il bossing è una forma speciale di mobbing. La vittima e il bullo si trovano a diversi livelli gerarchici nell'azienda. Il carnefice è un superiore, un supervisore o un dirigente, la vittima, invece, è un suo sottoposto. Questo rende ancora più difficile difendersi per la vittima di mobbing.

Il bullismo da parte dei superiori è particolarmente perfido perché il dipendente ha un rapporto di dipendenza. 

Tipici metodi di mobbing utilizzati dai supervisori sono:

  • preferire sfacciatamente gli altri dipendenti a te;
  • fare commenti sprezzanti sulla tua persona, davanti ad altri colleghi;
  • assegnarti lavori insignificanti, noiosi o demansionarti.

Come possono ricevere aiuto le vittime di mobbing?

I gruppi di auto-aiuto e gli psicoterapeuti sono un modo efficace per affrontare al meglio la situazione e i problemi psicologici che derivano dall'essere vittima di mobbing. Tuttavia dovresti parlarne anche con i tuoi colleghi e con il reparto risorse umane, per tentare di risolvere in modo extra-giudiziale la situazione. 

Le vittime di mobbing possono anche decidere di sporgere denuncia e di accusare ufficialmente il proprio carnefice. Chi è vittima di mobbing può anche licenziarsi per giusta causa, ovvero senza preavviso e con la possibilità di ricevere la Naspi. 

Devi dimostrare di essere vittima di mobbing

Il mobbing spesso è difficile da provare, ecco perché bisogna munirsi di prove (audio, video) e/o di testimoni oculari. Tuttavia, una consulenza con un avvocato specializzato può essere utile per valutare tutte le opzioni che hai.  

Come vittima di mobbing, stai affrontando una delle più grandi prove della tua vita. La paura di nuovi attacchi - prima, durante o dopo il lavoro - potrebbe iniziare a dominare la tua vita. Potresti rischiare di essere in pessime condizioni fisiche e mentali. 

Ignorare il mobbing non è la soluzione migliore, perché il mobbing da parte dei colleghi e/o del tuo superiore può compromettere seriamente la tua salute, la tua esistenza professionale, la tua libertà di azione e la tua dignità umana. Non devi sopportarlo passivamente o aspettare che il mobbing diventi insopportabile. Devi difenderti!

Le conseguenze del mobbing, sul lavoro e fuori

Il mobbing che si subisce sul luogo di lavoro, non ha conseguenze solo sul lavoro e  sull'atmosfera pesante che si crea in azienda, ma ovviamente le ha anche nella vita privata della vittima. Sono numerose le vittime di mobbing che crollano psicologicamente, che si ammalano di depressione, che hanno un esaurimento nervoso e che non hanno più stima di loro stesse. 

Altre conseguenze del mobbing possono includere problemi respiratori, disturbi del sonno, mal di testa costante, disturbi alimentari, aritmia cardiaca. A causa di queste nefaste conseguenze del mobbing, le vittime spesso ricorrono ad alcol e/o pillole per tentare di stare meglio, entrando in una dipendenza che non li aiuterà affatto. 

Per tutti questi motivi elencati, è importante reagire tempestivamente al mobbing. Se il capo scopre che un dipendente è vittima di mobbing, deve essere coinvolto immediatamente dalla vittima, ed è suo dovere risolvere la situazione: con un avvertimento, con il trasferimento o con il licenziamento del carnefice.

Ovvio che non devi certo aspettare che il capo intervenga prima di difenderti dal mobbing. Se il carnefice ti vedrà forte o attorniato da amici e alleati, presumibilmente gli attacchi termineranno prima del tempo. 

Spesso la minaccia di intraprendere un'azione legale contro il bullo, è sufficiente a far terminare il mobbing.

Se anche questo non basta, la vittima non può far altro che contattare il capo e/o denunciare il bullo. 

Sì è vero, potresti pensare anche di dimetterti, ma ricorda che questo è l'obbiettivo di chi ti fa mobbing. Soprattutto quando il bullo è il tuo stesso capo e quindi si concretizza il cosiddetto "bossing".  È ovvio che se trovi un lavoro migliore in un'azienda migliore, ti conviene dimetterti e andare a lavorare in un ambiente più sano.

Consigli utili se sei vittima di mobbing

1) Tieni un diario sugli atti di mobbing di cui sei vittima, scrivendo nei dettagli chi è il carnefice, chi osserva passivamente, chi ti difende, come si svolge il mobbing e come influisce sulla tua salute. 

Non abbiate paura di mettere tutto per iscritto. 

2) Cerca alleati, internamente ed esternamente. Sebbene il mobbing sia un fenomeno corale, ci saranno sempre dei colleghi dalla tua parte; cerca il loro supporto. Parla con il tuo supervisore e/o la direzione delle risorse umane o la direzione. Non tenere segreto il mobbing che stai subendo. 

Parlane anche in famiglia, con gli amici, con il partner. Hai bisogno di suddividere il tuo carico emotivo. Crea una rete che ti aiuti contro il bullismo e ti informi sulle opzioni che hai, come le opzioni legali. 

Non restare inerme, ma combatti contro il mobbing che ricevi e metti la parola fine!

Sii proattivo. Metti fine al bullismo che subisci! Questo può essere fatto in diversi modi:

  • Cerca di discutere con chi ti fa mobbing, preferibilmente in presenza di testimoni;
  • Difenditi verbalmente, pretendendo rispetto dall'altra parte e dicendo che non accetterai più atteggiamenti del genere;
  • Impara a dire di no, alle richieste umilianti che ti vengono fatte da chi ti fa mobbing;
  • Reagisci, anche simbolicamente, ai gesti di bullismo contro di te. Per esempio, se urlano, tu puoi coprirti le orecchie o scrivere un biglietto con la frase "Non sono sordo".
  • Scoraggia il bullo, ridendo di lui e del suo attacco. 
  • Cerca di contrattaccare e di snervare chi ti fa mobbing;
  • Porta altri colleghi dalla tua parte e dimostra di essere supportato;
  • Isola il bullo. Rendi pubblici i suoi abusi all'interno dell'azienda e richiedi ai vertici di prendere una chiara posizione contro il mobbing;
  • Minaccia chi ti fa mobbing di conseguenze legali.  

Usa l'esperienza del mobbing per rafforzarti

In un periodo così difficile, prenditi ancora più cura di te stesso. Fai meditazione, esercizio fisico, esercizi di rilassamento, oppure concentrati in un hobby che aumenti la tua autostima

Ammetti a te stesso quali debolezze il bullo che ti fa mobbing ha sfruttato per mettere in atto le sue azioni di bullismo e pensa a come trasformare queste debolezze in punti di forza.