Naspi, cambia tutto dal 2023. Da gennaio importo più alto: ecco quanto aumenta

Naspi più alta da Gennaio 2023. L’erogazione della Nuova Assicurazione Sociale per l’impiego subirà un aumento dell’importo dal primo mese del nuovo anno. Ecco di quanto aumenterà l’importo erogato.

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Naspi più alta da Gennaio 2023. L’erogazione della Nuova Assicurazione Sociale per l’impiego subirà un aumento dell’importo dal primo mese del nuovo anno. Ecco di quanto aumenterà l’importo erogato.

Dicembre è iniziato da qualche giorno e sta portando con se una serie di buone notizie per le famiglie italiane.

Tra un pagamento ed un altro sono stati annunciati all’inizio di questo mese una serie di aumenti per le famiglie italiane. Non facciamo riferimento, almeno per oggi ai rincari degli ultimi mesi ma ad aumenti degli importi delle misure a sostegno dei cittadini italiani.

Da qualche giorno ormai si sta procedendo spediti verso i pagamenti di pensioni, tredicesimi e Bonus, nonché a breve inizieranno le erogazioni di Assegno Unico, Rdc e Naspi.

Ad attendere alcune famiglie italiane, come abbiamo detto, qualche buona notizia. Tra queste quello dell’aumento della Naspi.

Ma vediamo nel dettaglio le novità che interesseranno la Nuova Assicurazione Sociale per l’impiego o più semplicemente Naspi.

Naspi, cambia tutto dal 2023, da gennaio importo più alto: ecco quanto aumenta

Annunciati modifiche agli importi della Naspi a partire da Gennaio 2023. Si sa che la Naspi è stata introdotta nel 2015 con decreto legislativo del 4 marzo 2015, numero 22, nella quale si prevede l’indennità mensile di disoccupazione.

È una prestazione che spetta a coloro che hanno perso per cause non dipendenti dalla propria volontà il lavoro e che avevano sottoscritto un contratto di lavoro subordinato.

A richiedere la Naspi, quindi possono essere coloro che hanno sottoscritto contratti di lavoro subordinati come apprendisti, il personale del comparto artistico e i dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni, nonchè i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato.

La Naspi non può essere richiesta dai dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, dagli operai agricoli, i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, i lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato, quelli titolari di assegno ordinario di invalidità.

 Chi rientra in queste categorie può presentare domanda anche in maniera autonoma accedendo al sito dell’INPS con le credenziali con credenziali SPID, Carta Nazionale dei Servizi (CNS), Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Potrà, in alternativa, rivolgersi ad Centro di Assistenza Fiscale (CAF) o patronato oppure tramite servizio di contact center messo a disposizione dall’INPS. Il servizio è raggiungibile telefonando al numero verde gratuito 803 164, o da cellulare (a pagamento) tramite il numero 164 164.

Ma quando verranno introdotti i nuovi aumenti dell’importo delle Naspi e perchè?

Come per molte misure, l’aumento dell’importo partirà da gennaio 2023 ed è dovuto alla rivalutazione annuale al costo della vita del 7,3%.

Si tratta della stessa percentuale adottata per la rivalutazione delle pensioni.

Importo della Naspi a gennaio 2023: ecco quanto aumenta

Come abbiamo detto nel precedente paragrafo, l’importo della Naspi 2023 da gennaio 2023 aumenterà del 7,3%.

Con questo aumento cambiano anche le soglie Naspi per ricevere la Naspi al 75%.

Si passa da 1.250,87 euro a 1.342,18 euro la Naspi al 75 per cento. Cambia anche la cifra massima che passa da 1.360,77 a 1.460,10 euro.

Comunque per vedere approvati questi aumenti si dovrà attendere gennaio con conseguente decisione del governo.

Naspi, attenzione alle cause di sospensione e decadenza

Attenzione però. Non tutti riceveranno la Naspi e i conseguenti aumenti. Ci sono alcuni casi in cui la Naspi può essere sospesa o addirittura decadere. Si ha la sospensione se l’ex lavoratore viene rioccupato e sottoscrive un contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi oppure in caso di nuova occupazione in paesi dell'Unione Europea.

Per quanto riguarda la decadenza della disoccupazione Naspi si perde quando si inizia un’ attività lavorativa di durata superiore a sei mesi o a tempo indeterminato senza comunicazione all'INPS del reddito presunto. Altra causa di decadenza sono dovuti al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di anticipato o di vecchia oppure si acquisisce il diritto all'assegno ordinario di invalidità.