Lavorare in smart working all’estero: come scegliere i Paesi migliori

Lavorare in smart working all’estero può essere il sogno di ogni lavoratore digitale, ma per farlo bene bisogna seguire dei consigli: ecco i migliori paesi per lavorare in smart working all’estero.

Palma Spiaggia Oceano indiano barca

In molti credono sia possibile lavorare da casa in qualunque posto del mondo, ma questo può funzionare soltanto in teoria: la realtà non è così.

Per scegliere i paesi migliori in cui trasferirsi e lavorare in smart working, bisogna considerare una serie di fattori imprescindibili rispetto all'attività che si deve svolgere. Inoltre bisogna valutare che, se si lavora in smart working all'estero, ci possono essere molti vantaggi, ma anche diversi svantaggi.

Vediamo dunque come fare per scegliere le migliori nazioni per lavorare in smart working all'estero, e quali sono i 5 migliori paesi per i remote workers.

Come scegliere i paesi migliori per lavorare in smart working all’estero

Gli elementi principali a cui prestare attenzione prima di decidere la propria destinazione sono innanzitutto il costo della vita che trasferirsi in quel paese comporta, le attività che è possibile fare nel tempo libero e poi la vivibilità in rapporto al clima di quella zona geografica.

Oltre a questi primi tre punti, bisogna soffermarsi anche su altri elementi, che possono essere individuati in quelli che seguono:

  • L'imposizione fiscale e le agevolazioni economiche offerte dallo stato, per trarre il massimo profitto dalla propria attività;

  • La possibilità di ottenere un visto per la propria condizione di nomade digitale;

  • Servizi pubblici offerti, come i punti di connessione internet veloce per lavoratori e i mezzi di trasporto;

  • Stimoli culturali per essere ispirati nella propria attività lavorativa;

Infine, il punto forse più importante di tutti è quello che riguarda gli spazi di coworking. Questi luoghi permettono di creare una rete di relazioni lavorative, ma anche di lavorare con profitto e sentirsi meno soli.

Lavorare in smart working all'estero: i 5 paesi migliori

Spagna

Se si vuole rimanere in Europa, la Spagna è una delle nazioni preferite dei freelancers per lavorare in smart working all’estero. In questa splendida nazione è stato creato uno speciale visto, che può essere richiesto da qualsiasi nomade digitale, a patto che abbia un reddito minimo di 26.000 euro all’anno.

La durata del visto è di un anno, ma è rinnovabile per due anni di fila. Nei periodi in cui si ottiene il visto per lavorare in smart working, tutti i guadagni del proprio lavoro devono venire da attività svolte all’esterno della nazione spagnola.

Tra le mete spagnole preferite da chi lavora in smart working ci sono le isole Canarie e Barcellona.

Portogallo

In Portogallo è possibile lavorare in smart working soggiornando in bellissime località di mare. Le viste sull'oceano mozzafiato che regala questa nazione europea sono impagabili, e il costo della vita è persino inferiore alla media europea.

Tutto l’anno si gode di un clima tiepido, i servizi pubblici sono di elevata qualità, e gli spazi di coworking molto diffusi.

Sul territorio portoghese, il posto migliore per stabilirsi e lavorare in smart working è l’isola di Madeira, in cui è presente il primo villaggio in Europa interamente dedicato ai nomadi digitali.

Basti pensare che, da febbraio a giugno 2021, nell’isola portoghese è stato lanciato un progetto denominato “Digital Nomads Madeira”, con la creazione di 100 workstations gratuite con connessione web offerta dalle 8 del mattino alle 22.

In Portogallo, se si è nomadi digitali si può avere lo status di residente abituale, e in questa maniera si può lavorare in smart working da qualunque posto nel globo.

Estonia

Altra nazione europea ideale per lavorare in smart working all’estero è l’Estonia, sebbene sia più fredda della media in Europa per via della sua latitudine.

In Estonia si può ottenere l’e-residency, ed è stato il primo paese ad introdurre l’iniziativa per la residenza digitale attraverso il quale imprenditori provenienti dall’estero possono fondare la propria impresa nell’Unione Europea.

Questo paese vanta un livello di digitalizzazione tra i più alti d’Europa, e ha dato la possibilità a molte aziende di nascere e ottenere gran successo, come ad esempio Hotmail e Skype.

In questa nazione lavorare in smart working è semplice e bello, perché sono presenti moltissimi spazi di coworking.

Il costo della vita dell’Estonia è medio-basso, ma non mancano le bellezze naturalistiche per le escursioni, o le attrazioni turistiche di prim’ordine per chi vuole divertirsi.

Come in Spagna, in Estonia si può ottenere l’Estonia Digital Nomad Visa, il Visto di un anno per lavorare in smart working per una nazione estera.

Il requisito essenziale per ottenerlo è dimostrare di aver prodotto guadagni pari ad almeno 3.500 euro durante i sei mesi antecedenti la richiesta di visto.

Mauritius

Se si sta pensando a un luogo fuori dall’Unione Europea per lavorare in smart working all’estero, uno dei paesi migliori è sicuramente la repubblica delle Mauritius.

In questo stato insulare dell’Africa del Sud, con un clima eccezionale e delle spiagge stupende, lavorare in smart working sarà un vero piacere.

Anche qui è possibile ottenere il Visto per nomadi digitali, denominato in questo caso “Premium Travel Visa”.

Anche in questo caso si può lavorare in smart working per un anno, ma è possibile prorogare il visto ed estenderlo persino a tutta la propria famiglia.

In questa nazione, Port Louis è sicuramente il posto più attrattivo per i remote workers, dal momento che le infrastrutture di rete sono quelle più all’avanguardia di tutto il continente, e gli spazi di coworking abbondano.

Indonesia

Infine, ma non per ultima, per lavorare in smart working all’estero non si può fare a meno di proporre l’Indonesia.

Bali è l’isola indonesiana che offre le migliori occasioni per chi vuole lavorare all’estero da remoto.

Il costo della vita in Bali è 13 volte inferiore rispetto a quello di San Francisco, e la sua natura è di una bellezza mozzafiato.

Inoltre, dal punto di vista culturale, in Bali si trovano tantissimi spunti, e fare smart working nell’isola è facilitato dai servizi offerti. Gli spazi di coworking sono molto diffusi, e se si è da soli si può facilmente creare una fitta rete di relazioni sociali e lavorative che permettono di godersi appieno il proprio lavoro.

La connessione internet offerta in quest’isola è ottimale, sia nei luoghi di ristoro, sia all’interno delle abitazioni.

E il costo della vita molto basso permette di prendere una camera in affitto a soli 10 euro a notte, mentre mangiare su una spiaggia in ristorante, costa solo 3 euro.

Anche qui esiste un visto per lavoratori in smart working: il “Single entry Visa” dura 60 giorni ed è rinnovabile, e permette di rinnovarlo per altri 30 giorni e quattro volte di fila.

Se poi si intende soggiornarvi per più tempo, si può prendere in considerazione il “Multiple Entry Visa”, valido per un anno e 60 giorni.

Al momento del rinnovo di quest'ultimo Visto c’è bisogno dell’approvazione da parte della direzione generale per l’immigrazione della capitale Jakarta.

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