L’Ue taglia le stime di crescita per l’Europa e per l’Italia: ecco cosa significa

L'Ue taglia le stime di crescita per l'Europa e per l'Italia e prevede un nuovo anno nero per il Vecchio Continente: ecco che cosa vuol dire.

La Commissione europea ha rivisto le previsioni di crescita per l’Italia e l’Europa e ha tagliato le stime: a causa della stagnazione dello scorso anno, non si riusciranno a raggiungere i risultati previsti dai Governo. E a pesare sulla crescita è soprattutto al frenata della Germania.

Ecco che cosa vuol dire tagliare le stime di crescita, perché sarà un alto anno nero e cosa cambia per l’Italia e l’Europa.

Ue taglia le stime di crescita per Italia ed Europa

Non è solo l’Italia a frenare, ma tutta l’Europa vivrà un altro anno nero nel 2024: l’Ue ha infatti rivisto e tagliato al ribasso le previsioni di crescita in seguito alla stagnazione dello scorso anno.

Se nella Legge di Bilancio era stata stimata una crescita del PIL (Prodotto Interno Lordo) dell’1,2%, secondo i commissari europei ci fermeremo allo 0,7%. Anche nel resto dell’Europa la stime di crescita è stata abbassata allo 0,9% previsto lo scorso novembre, rispetto all’1,3%. La crescita all’1,2% è invece prevista per il prossimo anno, nel 2025.

Per quanto riguarda l’inflazione, si stima diminuirà più rapidamente rispetto a quanto indicato nelle previsioni: passerà dal 6,3% del 2023 al 3,0% nel 2024 e al 2,5% nel 2025. Nella zona euro l’inflazione passerà dal 5,4% del 2023 al 2,7% nel 2024 e al 2,2% nel 2025.

Che cosa vuol dire tagliare le stime di crescita?

Quando parliamo di un taglio delle stime di crescita facciamo riferimento a una revisione al ribasso di quanto era stato previsto precedentemente: per esempio, nella Legge di Bilancio italiana era prevista una crescita del PIL pari all’1,2% nel 2024.

Purtroppo, però, la Commissione europea ha rivisto queste previsioni al ribasso, affermando che la crescita si fermerà allo 0,7%.

Gentiloni: “Importante capire cosa succederà nel 2026”

Paolo Gentiloni, commissario UE, ha replicato di fronte alla possibilità di adottare una manovra correttiva da parte del Governo, spiegando che “non è mai modo di agire della Commissione parlare di manovre correttive tanto meno di fronte a cambiamenti dello zero virgola di questa o quella previsione”.

in questo senso, invece, dovremmo cercare di capire che cosa succederà nel 2026 con il piano Next Generation Eu:

Questi sforzi di finanziamento comune ci sono ora, ma hanno una scadenza. E non penso che la necessità di un sostegno comune a obiettivi e progetti comuni finirà alla fine del 2026.

La ripresa della crescita

La Commissione europea ha poi spiegato che la diminuzione dell’inflazione potrebbe far crescere i salari e di conseguenza spingere i consumi ad aumentare. Si prevede poi una normalizzazione degli scambi con l’estero, dopo un anno non particolarmente brillante.

Gli imprenditori, nonostante l’erosione del margini d profitto, beneficeranno di un graduale allentamento delle condizioni di credito e della costante attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza. 

Nel corso dell’anno, quindi, dovremmo registrare una grande accelerazione dell’attività economica che ci porta a sperare in una crescita maggiore per il 2025 (stimata all’1,2%).

Laura Pellegrini
Laura Pellegrini
Redattore, classe 1998.Sono veronese di nascita e milanese d'adozione. Mi sono Laureata in Comunicazione e Società presso l'Università degli Studi di Milano e sono da sempre appassionata di giornalismo e attualità. Entrata nel mondo dell'informazione grazie a uno stage curricolare, ho svolto per due anni l'attività di redattore e social media manager. Attualmente collaboro da remoto con Trend-online, la testata grazie alla quale ho lanciato il mio primo e-book, e con altre testate per la sezione di attualità. La mia ambizione principale è quella di costruire una carriera internazionale.
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