Nella manovra di Mario Draghi, viene rivolta particolare attenzione al Reddito di cittadinanza.

Questa misura, volta a sostenere economicamente i cittadini italiani che versano in grave disagio economico, è uno strumento di sostegno in tutti i sensi ed ha molto a che vedere con il mercato del lavoro.

L’obiettivo finale è quello di poter aumentare l’occupazione favorendo l’incontro tra domanda e offerta, e contrastare la povertà e le disuguaglianze.

Purtroppo, finora ha  presentato più criticità che benefici e per questo motivo, costituisce il capitolo più caldo dell’argomento politiche attive.

Le modifiche per il 2022 mireranno a rendere il sussidio più efficace ma ne complicheranno l’accesso e non ci sarà più via di scampo per i furbetti.

Reddito di cittadinanza: cos'é e a chi spetta?

Il Reddito di cittadinanza ha percorso una strada ripida e tortuosa, fatta di sali e scendi infiniti, correndo sempre i rischio di venire eliminato dal giorno alla notte.

C’è chi questa cancellazione l’avrebbe voluta sin da subito ma c’è anche chi è pronto a difenderlo, proponendone una rivisitazione completa.

Mario Draghi in primis, si fa portavoce di questo restyling ma mette in chiaro che non ci si possa basare sui dati raccolti finora.

La pandemia che ha colpito l’Italia l’anno scorso ha influenzato molto l’andamento economico del Paese e la soglia di reddito dei suoi cittadini, gonfiando ancor di più il numero di quelli che, tecnicamente, vengono definiti “poveri assoluti”.

Il video di Fanpage.it offre una panoramica sulla funzione del Reddito di cittadinanza, in modo semplice: 

Grazie alla sua natura, questa forma di erogazione monetaria temporanea ha fatto fronte all’emergenza sociale, garantendo sostegno economico alle persone prive di occupazione ma in possesso di determinati requisiti, quali:

  • cittadinanza italiana o europea ( oppure permesso si soggiorno UE di lungo periodo)
  • residenza in Italia da almeno 10 anni ( di cui ultimi due in modo continuativo)
  • Isee del nucleo familiare inferiore a 9.360 euro ( se non presenti minori), patrimonio immobiliare inferiore a 30.000 euro in riferimento al nucleo familiare ( non viene contata l’abitazione principale)
  • beni mobili per un importo non superiore a 6.000 euro per nucleo composto di una persona soltanto, aumentato a 2.000 euro per ogni componente dopo il primo, 5.000 euro per ogni componente disabile, 7.500 per ogni componente disabile grave
  • reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicati per determinabile parametro di equivalenza

possesso di autoveicoli entro i 1.600 cc di cilindrata o motoveicoli entro i 250 cc, non recentemente immatricolati

Qualora il richiedente risulti disoccupato a causa di dimissioni volontarie, il beneficio non può essere percepito per i 12 mesi successivi alla data delle dimissioni.

La somma di denaro viene erogata in rate mensili di pari importo su apposita card Rdc che consente di acquistare beni indispensabili al sostentamento del nucleo familiare o pagare mutuo e affitto.

Come spiega laborability.com:

“il reddito di cittadinanza deve essere interamente speso o prelevato. Non sono ammesse forme di accumulo o risparmio, pena la riduzione del reddito di cittadinanza stesso tramite decurtazioni progressive dell’importo della rata mensile”

L’importo corrisposto può essere relativo a:

  • integrazione del reddito familiare fino a massimo 6.000 euro annui moltiplicati per il parametro della scala di euqivalenza
  • integrazione riservata alle famiglie in affitto pari a quanto ammonta il canne di affitto, per un massimo di 3.360 euro annui

Reddito di cittadinanza 2022: addio "effetto divano", tutti a lavoro!

Il Reddito di cittadinanza ha una peculiarità davvero interessate.

Per poter beneficiare dell’erogazione mensile, è previsto che il richiedente disoccupato rilasci una dichiarazione che attesti la sua immediata disponibilità.

Ciò significa che, attraverso questo Patto per il Lavoro, il soggetto si offre volontariamente disponibile ad essere assunto qualora si presenti un’offerta di lavoro.

Tale accordo consente l’inserimento sociale ma anche la riqualificazione  professionale, in modo da rientrare nel contesto lavorativo pienamente preparati.

Sfortunatamente, questo legame che si crea tra la misura e il beneficiario spesso non viene rispettato dalla parte che esprime detta volontà.

Capita spesso che, durante il periodo in cui si riceve il Reddito di cittadinanza, il percettore rifiuti una congrua offerta di lavoro o non si presenti alle attività formative.

A tal proposito, il governo ha pensato di far fronte a questo “effetto divano” cercando di reinserire nel mercato del lavoro quella grossa fetta di beneficiari che, secondo l’Anpal, sarebbero occupabili.

Nel caso in cui il rifiuto si palesi anche alla seconda offerta di lavoro, si andrebbe a scoraggiare ogni tipo di comportamento opportunista applicando una riduzione immediata dell'assegno

Sebbene questa sia un’idea che arriva dall’esecutivo, la sociologa Chiara Saraceno e la Caritas suggeriscono una manovra più leggera.

Prendendo l’esempio di Francia e Gran Bretagna si potrebbe consentire il cumulo parziale tra sussidio e reddito da lavoro ma come si è già visto, tale modalità non entusiasma il governo.

La strategia punitiva è già stata approvata, e il piano Garanzia di occupabilità dei lavoratori per il 2022 non lascerà scampo a nessuno.

Reddito di cittadinanza: cosa cambia dal 2022?

Mario Draghi sa bene che il Reddito di cittadinanza ha ancora qualche diffettuccio ma di certo non sta lì a farsi confondere da chi lo vuole sostenere e chi invece lo vorrebbe cancellare dalla faccia della Terra.

Anzi, è stato proprio lui  il primo a riconoscerne i limiti in fatto di riduzione della disoccupazione e a precisare quanto, al contrario, avesse inasprito le disuguaglianze sociali.

Ciò che intende fare ora è migliorarlo, renderlo più equo per tutti coloro che finora sono stati esclusi (  famiglie del Nord Italia  e famiglie straniere), innalzando le soglie del patrimonio immobiliare e abbassando quelle di coppie e single ( maggior parte dei beneficiari poveri).

Si potenzieranno il welfare territoriale e i servizi sociali a compensazione dell’equilibrio fino a quando non arriverà l’assegno universale.

Si cercherà di rendere la misura più sostenibile per le casse dello Stato senza dimenticare che è a tutti gli effetti il tassello di un mosaico più grande, fatto di misure aggiuntive con lo stesso obiettivo, ossia contribuire al benessere e al sostengo delle famiglie meno abbienti.

Per eludere ogni tipo di furbizia e accreditamento indebito del Reddito di cittadinanza si darà il via, spiega ilfattoquiotidiano.it:

“ad un rafforzamento dei controlli preventivi, mettendo a disposizione dell’Inps banche dati a cui ora non può accadere e di un taglio all’assegno in caso di rifiuto della seconda offerta di lavoro congrua.”

Cercando di distinguere chi riceve il sussidio perché ne ha bisogno economicamente da chi lo riceve perché si trova senza lavoro.

La certificazione degli aventi diritto verrà sottoposta ad esaminazione a campione e, come chiarisce open.online:

“Chi rifiuterà di seguire dei corsi di riqualificazione proposti per i centri per l’impiego potrà perdere gradualmente un parte dell’assegno.”

Tutti questi paletti riusciranno a far sì che il Reddito di cittadinanza funzioni una volta per tutte.

Reddito di cittadinanza: i pagamenti di ottobre 2021

Centrodestra e Italia viva non hanno mai amato tanto il Reddito di cittadinanza e se tempo fa ne avevano visto un rifinanziamento di ben 200 milioni, non vi lascio immaginare l’amarezza nel sapere di dover stanziare 5 volte tanto questa cifra, per poter garantire sostegno agli italiani.

Sì perché se il Reddito di cittadinanza è stato in grado di tamponare l’emergenza sociale degli ultimi anni, non ha fatto proprio tutto da solo.

Per far sì che la misura funzionasse a dovere, il costo totale dell’intero progetto è dovuto salire di 1,4 miliardi in più di quanto previsto nella Legge di Bilancio 2019, andando a pesare sulle spalle dello Stato per 8,8 miliardi di euro.

Sono cifre da capogiro ma necessarie per garantire ai nuclei beneficiari una media di 570,00 euro, almeno nel 2022.

Ad oggi, le disposizioni di pagamento della misura sono regolate da comunicazione Inps e vengono inviate a Poste Italiane circa il 27 di ogni mese.

Ciò significa che, per quanto riguarda il mese di ottobre, già dal 28 in poi si potrà ricevere la somma nella propria card Rdc ( serve qualche giorno perché l’erogazione arrivi al destinatario).

Addirittura, potrebbe arrivare il 18 ottobre per coloro che hanno provveduto a chiedere il rinnovo entro il 31 agosto scorso.

In caso di ritardo non c’è da preoccuparsi, il pagamento potrebbe slittare di qualche giorno se il 27 ha cadenza festiva.

In ogni caso, Inps farà del suo meglio per snellire la procedura di erogazione e di attribuzione del Reddito di cittadinanza, in modo tale da scongiurare ogni possibile ritardo.

Un disagio che si è già palesato tempo addietro e che, insieme alla nuove modifiche della misura e i nuovi controlli a campione del 2022, da qui in avanti non sarà più un problema.

Reddito di cittadinanza: ridotto dal 2022, per chi?

Abbiamo visto cosa cambierà in tema di Reddito di cittadinanza per il 2022 ma ancora non abbiamo parlato di chi potrebbe continuare a riceverlo, anche se in maniera ridotta

Stando a quanto traspare dalle ultime stime, per far sì che non scatti la clausola di salvaguardia serviranno ben 800 milioni di euro. 

Se questa somma di denaro non dovesse bastare , è chiaro che si dovrà ricalcolare l'intera misura e i benefici che ne conseguono, così da poter rientrare nella spesa complessiva. 

Come abbiamo già anticipato nel primo paragrafo di questo articolo, il governo ha adottato una strategia secondo la quale si dovrà distinguere la categoria di cittadini che riceve il sussidio per bisogni economici da quella dei cittadini che lo ricevono perché in disoccupazione

Ma non solo. 

Spiega money.it

"gli 800 milioni di euro -o perlomeno una parte- potrebbero essere recuperati con una maggiore severità nelle sanzioni. L'intenzione sembra essere anche quella di definire in modo più severo quelle condizioni per cui il reddito di cittadinanza decade."

Insomma, tutto mi fa pensare che in futuro ne vedremo ancora delle belle perciò vi consiglio di rimanere pronti e di non rimanere sorpresi di tutto. 

A quanto pare siamo solo agli inizi. 

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