Opzione Donna

Introdotta in via sperimentale nel nostro ordinamento con la Legge 243/2004 - per il periodo 2008-2015 - la cosiddetta “Opzione donna” è una particolare fattispecie di pensione anticipata riservata alle lavoratrici dipendenti e autonome che abbiano maturato determinati requisiti e calcolata esclusivamente secondo le regole di computo del sistema contributivo, con conseguente rinuncia – per le lavoratrici che avevano già maturato una anzianità prima del 31/12/1995 – di una quota di pensione calcolata con il sistema retributivo (cosiddetto “sistema misto”). 

L’Opzione donna è stata poi rinnovata con il DL. 4/2019 (convertito in Legge 28 marzo 2019, n. 26) mantenendo nel complesso l’impianto originario ma aggiornando leggermente i requisiti per averne diritto:

•un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome);

•un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni.

Una volta maturati questi due requisiti, la decorrenza prevista per il ricevimento dell’assegno pensionistico non è automatica e immediata, ma scatta in base al meccanismo delle cosiddette finestre mobili e cioè dopo che siano trascorsi:

•12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti (generalmente l’Inps);

•18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

Durante il periodo di attesa (12/18 mesi) è comunque consentito continuare a lavorare.

Per le sole lavoratrici del comparto scuola e dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM), al ricorrere dei requisiti, è consentito conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre e dal 1° novembre.

E’ importante precisare che, per il conseguimento della pensione, è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma.

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

 

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