L’Italia, si sa, ha spesso un complicato sistema fiscale e non sempre si è in grado di stargli dietro. Si rischia, in tal modo, di non seguire le indicazioni corrette commettendo gravi errori. Il pericolo di avere problemi con il fisco, infatti, può essere più vicino di quanto in realtà si pensi.

Tra le varie tasse presenti, comunque, vi è l’IMU, ovvero l’imposta municipale unica o imposta municipale propria. Che cos’è? E a che cosa ci si riferisce quando si parla di IMU 2021? Per tale sigla si va a intendere un tributo diretto di tipo patrimoniale.

Ciò che caratterizza tale tipo di contributo è il fatto che esso vada ad applicarsi sulla parte immobiliare che compone il patrimonio appartenente al cittadino. La sua prima apparizione è avvenuta nel 2011 realizzata per iniziare il proprio lavoro a partire dal 2014 e riservata a tutte le abitazioni diverse rispetto a quella principale adoperata dalle varie famiglie.

Tale tipo di tassazione, inoltre, è valevole anche per altri tipi di proprietà quali, per esempio, i terreni agricoli. In ogni caso, è possibile pagarla in maniera rateizzata e, infatti, da qualche giorno è scaduto il termine per pagare la seconda rata dell’IMU 2021.

A parlarne con la giusta attenzione ci pensa il quotidiano Il Corriere della Sera all’interno di un proprio e dettagliato articolo. Si può, infatti, leggere i nesso che:

"Il costo medio complessivo dell’Imu su una «seconda casa», ubicata in un capoluogo di provincia, spiega Ivana Veronese - segretaria confederale Uil - sarà di 1.070 euro medi con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città." 

Naturalmente, vi sono vari casi da considerare. Questo soprattutto se si pensa al duro periodo che stiamo attraversando con una pandemia che non ha minato solo la salute pubblica, ma anche l’economia. A darci le giuste informazioni in merito ci pensa l'ANSA che chiarisce dettagli importanti:

"Le famiglie non potranno più sdoppiarsi in due case per evitare di pagare l'imposta municipale. L'esenzione sarà valida solo per un'abitazione a nucleo, anche se i coniugi risiedono in due comuni diversi."

Non resta da fare altro, quindi, di calcolare il proprio IMU per cercare di non incorrere in sanzioni amministrative varie ed eventuali. Ecco, perché, bisogna parlarne con la giusta attenzione.

Che cos’è l’IMU 2021

L’IMU, dunque, è a tutti gli effetti una tassa sulla seconda casa e, proprio per tale motivo, sono stati diversi i pareri discordanti nel corso degli anni. Dopo il licenziamento definitivo della vecchia TASI, è entrata ormai in vigore dallo scorso anno la nuova IMU, definita anche come IMU 2021. A tal proposito, il sito Idealista ci dà maggiori e preziose informazioni:

“L'Imu 2021 è un'imposta che unisce i due precedenti balzelli della IUC, in un'unica tassa. Lo scopo quello di semplificare il pagamento, garantendo allo stesso tempo un'invarianza di gettito fiscale.” 

Nonostante quello che si ci potesse aspettare, l’emergenza pandemica non ha spostato né modificato la data di scadenza del pagamento di tale contributo che è infatti rimasta fissa al 16 dicembre appena trascorso.

Possessori di seconde case o prime case di lusso, dunque, sono già stati chiamati a fare la propria parte e a pagare allo stato italiano quanto dovuto per i propri patrimoni edili. Può capitare, però, che non tutti riescano sempre a rispettare determinate scadenze, anche se governative.
  
Naturalmente, questo tipo di imposta deve essere necessariamente versata nei confronti del comune in cui è effettivamente ubicato il bene immobili di cui si sta trattando. Se si possiedono più immobili, posizionati in territori diversi, lo si deve specificare nel momento della compilazione della domanda predisposta a tale mansione.

Chi deve pagarla e chi è esente

Bisogna, dunque, soffermarsi con particolare attenzione sui soggetti che debbano o meno pagare la tassa in questione. Per primo presupposto per essere inseriti tra coloro che sono tenuti a versare tale imposta è il possedimento di un bene immobile all’interno del territorio italiano. Si legge, infatti, sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze:

“L’imposta municipale propria (IMU) è l’imposta dovuta per il possesso di fabbricati, escluse le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, di aree fabbricabili e di terreni agricoli ed è dovuta dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie), dal concessionario nel caso di concessione di aree demaniali e dal locatario in caso di leasing.” 

L’IMU è, dunque, una tassa in vigore in ogni parte d’Italia ed è quindi richiesta da ogni amministrazione comunale presente sul territorio nazionale.

Sono chiamate fuori da tale legge solo le provincie autonome di Bolzano e Trento e la regione del Friuli-Venezia-Giulia in cui è richiesto, però, a versare l’imposta municipale immobiliare (IMI)l’Imposta immobiliare semplice (IMIS).

Per l’IMU 2021, però, erano state previste alcune particolari esenzioni in cui rientrano alcuni immobili a seguito della Legge di Bilancio del 2020 che aveva considerato come abitazioni principali, per esempio, i fabbricati di civile abitazione usati come dimore sociali, la casa familiare in cui alloggiano i genitori affidatari con la prole, le unità immobiliari destinate agli studenti assegnatari e molte altre.

Inoltre sono esentati dal pagamento dell’IMU 2021 anche tutti coloro che sono stati sfortunatamente colpiti da sismi importanti quali, per esempio, nella regione Lombardia e in quella del Veneto colpite molto duramente dai terremoti avvenuti il 20 e il 29 maggio 2012. 

Per il medesimo motivo sono stati chiamati fuori dal pagamento anche alcuni comuni della regione Campania. Si sta parlando di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio colpiti duramente nel 2017, per la precisione il 21 agosto, da un forte terremoto nell’isola di Ischia.

Come si calcola

Calcolare l’IMU, dunque, risulta essere indispensabile per non incorrere in sanzioni di vario genere e per essere in regola con i pagamenti dovuti allo stato italiano. Alcuni comuni mettono a disposizione un sito apposito in grado di aiutare gli utenti nel calcolo delle varie rate. 

Inoltre, sul portale appartenente all’Agenzia delle Entrate è possibile la consultazione delle rendite catastali inserendo alcuni dati quali il codice fiscale, gli identificativi catastali e la provincia di ubicazione dell’immobile oggetto della tassazione.

Ci sono, inoltre, delle avvertenze di cui bisogna tenere conto. Per pagare l’IMU 2021 bisogna compilare il modello F24 e, in particolare, si deve utilizzare la sezione contrassegnata come “IMU e altri tributi locali”.

L’interno della casella “codice ente/codice comune” deve essere riempita con il codice di quattro caratteri corrispondente al comune in cui gli immobili di riferimento sono collocati. Vi sono, poi, altre caselle che dovranno essere sbarrate a seconda delle situazioni come, per esempio, quella “Acc.” che sta a indicare se il pagamento effettuato è relativo all’acconto che si voglia versare.

Altri elementi di cui non bisogna dimenticarsi durante la compilazione sono il codice fiscale, il domicilio fiscale e i dati anagrafici. Inoltre, non bisogna dimenticare che sul sito dell’Agenzia delle Entrate, presso gli agenti di riscossione, gli uffici postali e le banche è sempre possibile ritrovare il catalogo integrale con codici e causali utili a tale scopo.

Scadenze 2021

Le scadenze per questo anno sono già passate. Infatti, come si è già visto in precedenza, il 16 dicembre è stata la data ultima per poter effettuare il pagamento dovuto

Data la situazione pandemica, però, può capitare di non essere stati in grado di portare in porto tale pagamento entro la data stabilita. Che cosa fare in questi casi? Si può tranquillamente accedere al ravvedimento operoso

Tale operazione consiste nel versare la somma dovuta con l’aggiunta di una piccola forma di sanzione e, naturalmente, con gli interessi moratori del caso. Questo, però, può avvenire fino al momento in cui non siano state avanzate le verifiche del caso da parte dell’amministrazione comunale.

Si hanno, infatti, circa 14 giorni di tempo per saldare il debito andando incontro a sanzioni ridotte allo 0,1% per ogni giorno in più partendo dalla data di scadenza finale. Se, invece, il pagamento dovesse essere fatto in tempi molto più lunghi, come per esempio un anno, allora si avranno le sanzioni ridotte al 4,29% per ogni giorno di ritardo.

La suddivisione in rate

Non è improbabile, in ogni caso, di non avere nell’immediato l’intera cifra richiesta dallo stato. In tal caso si può procedere con la rateizzazione della somma da dover versare al proprio comune di riferimento.

La Legge di Bilancio 2020, infatti, ha deliberato anche per questa occasione affermando che si può arrivare a suddividere il corrispettivo fino a 72 rate mensili a patto che il soggetto in questione versi in condizioni di difficoltà tali da non poter fare altrimenti.

Ecco perché se si deve dare la somma di 100 euro non vi sarà alcuna rateizzazione, mentre per le somme dai 101 euro fino a 500 euro, per esempio, si potrà avere una suddivisione di massimo quattro rate da corrispondere in altrettanti mesi.

Per arrivare alle 72 rate mensili, quindi, si deve avere un debito di una certa consistenza. Infatti, per chi deve corrispondere oltre i 20.000 euro sarà possibile effettuare saldi da frammentare da 37 fino a 72 rate mensili.

Quindi, per tutti coloro che hanno affrontato, o vivono tuttora, un momento di importanti difficoltà finanziarie non vi è alcun problema. Vi è la possibilità concreta e ufficiale di dividere anche cifre abbastanza importanti in piccoli tributi mensili più facili e snelli da gestire. Il comune di referenza, infatti, non potrà far altro che accettare tali istanze.

In questo modo, quindi, si dà a tutti la possibilità di uscire da una situazione incresciosa come è quella di essere in credito con lo stato. Un'opportunità importante per poter stare al passo con le tasse e il fisco e non incorrere in sanzioni amministrative di varia natura.