Proroga del superbonus 110% fino al 2023, pare siano queste le intenzioni del Governo. Lo ha fatto presente il Ministro Giovannini, durante le interrogazioni alla Camera. 

Giovannini ha rammentato durante l'interrogazione parlamentare, che il Governo ha inserito nel disegno per il bilancio 2022, una proroga del super ecobonus fino a giugno del 2023. 

Nell'ambito dell'applicazione del Pnrr il superbonus ha una parte fondamentale per incrementare l'efficienza energetica degli edifici, molti dei quali costruiti nel secolo scorso. 

Le risorse complessive messe in campo per il superbonus grazie al Pnrr, superano i 18 miliardi di euro e la misura è stata estesa fino a giugno 2023 per le case degli istituti popolari. 

Quali sono le scadenze del Superbonus

Il 30 giugno 2022 scade il superbonus per le case unifamiliari. Se per quella data i lavori saranno stati completati almeno al 60%, il bonus potrà essere prorogato fino a fine 2022.

Il 31 dicembre 2022, invece, scade il superbonus per per i condomini e le case popolari, le quali però potranno usufruire dell'agevolazione fino al 30 giugno 2023. Ma se per giugno 2023 avranno effettuato già il 60% dei lavori, la scadenza sarà prorogata a fine 2023.

Quando il decreto Semplificazioni è stato convertito in legge dal parlamento si è stabilito che i lavori sottoposti al bonus 110% rappresentino interventi di manutenzione straordinaria.

Per ottenere il Superbonus è necessario rilasciare la CILA

Uno degli aspetti più importante di cui tenere conto se si vuole usufruire del superbonus è ricordarsi di rilasciare al proprio comune la CILA (Comunicazione inizio lavori). In questo documento un tecnico specializzato, architetto, geomatra o ingegnere attesterà che i lavori sono conformi ai regolamenti urbanistici ed edilizi vigenti in quel comune. Questa dichiarazione sarà rilasciata sotto la sua responsabilità. 

I motivi per cui si può decadere dal Superbonus

  • Mancata presentazione della CILA;
  • Lavori difformi da quelli indicati nella CILA;
  • Assenza dei dati necessari a compilare la CILA; 
  • Nell'ipotesi nel documento ci siano affermazioni false;

Non si decade dal superbonus per errori meramente formali che nulla hanno a che fare con i lavori. 

Le difformità urbanistiche sono causa di esclusione dal Superbonus

Le difformità urbanistiche possono essere una delle cause di esclusione dal bonus. Ci si chiede però se la realizzazione dei lavori per eliminare queste difformità possa permettere l'accesso alla misura.

Una spiegazione ce la dà la guida sugli “Incentivi fiscali sismabonus ed ecobonus elaborata dal dipartimento Casa Italia.

Per godere del superbonus è indispensabile attenersi al regolamento urbanistico ed edilizio del proprio comune. Se i lavori che si vogliono iniziare sono volti ad eliminare le difformità urbanistiche, è preclusa ogni agevolazione sulle spese sostenute, compreso il superbonus.

Questo è chiaramente espresso nella guida per gli incentivi fiscali citata prima. 

Nel caso in cui siano comprovate delle difformità  rispetto all’ultimo titolo edilizio, il comune potrà sospendere i lavori e ordinare il ripristino alla situazione precedente. 

Nel caso in cui non si sia attuata una conformità urbanistico-edilizia dell’immobile prima di accedere al superbonus, il contribuente dovrà sanare la difformità quanto prima, per non essere colpito da un provvedimento di sospensione da parte del proprio comune.

Se ci sono varianti durante i lavori, saranno comunicati come integrazione della CILA.

Superbonus: quando è indispensabile presentare la SAL

Presentare la SAL (Stato Avanzamento Lavori) è indispensabile solo quando si vuole godere delle agevolazioni fiscali nelle forme alternative descritte dal decreto Semplificazioni, ovvero la cessione del credito o lo sconto fattura e non per chi, invece, si avvarrà del superbonus nella formula classica, cioè come una detrazione fiscale nell'arco di cinque anni.

Grazie a questa modalità, si potrà godere del credito maturato senza attendere necessariamente la fine dei lavori. Ovviamente proporzionalmente ai lavori già eseguiti.  

Il contribuente potrà in questo modo riscuotere il bonus ogni volta che consegnerà la documentazione di avanzamento dei lavori. 

Secondo il Decreto Rilancio, le SAL che si potranno presentare, però, non potranno essere più di due per ogni intervento. Ogni dichiarazione presentata dovrà contenere all'interno un resoconto dettagliato di almeno il 30% del lavoro che è stato già svolto. 

Chi utilizzerà la SAL e dunque usufruirà del superbonus grazie allo sconto in fattura o la cessione del credito, si solito lo farà seguendo tre frazionamenti:

  • La prima Sal quando sarà stato eseguito il 30% dei lavori;
  • La seconda Sal quando sarà stato eseguito l'altro 30% dei lavori;
  • E l'ultima SAL per la percentuale maggiore, del 40% a fine lavori. 

Questo è quello che si fa di solito, ma nulla vieta al contribuente di cambiare le percentuali, l'importante è che sia stato effettuato già il 30% dei lavori previsti.