ENI sale ancora. Possibile operazione nel Regno Unito

ENI anche oggi in positivo, aiutato non solo dal petrolio, ma anche dalle ultime news.

Anche quest’ultima seduta della settimana è vissuta con il segno più da ENI che guadagna terreno per la seconda giornata di fila.

ENI in rialzo anche oggi

Il titolo, dopo aver archiviato la sessione di ieri con un frazionale rialzo dello 0,14%, sale anche oggi e peraltro in maniera più decisa.

Mentre scriviamo, ENI viene fotografato a 14,656 euro, con un progresso dello 0,59% e oltre 4,3 milioni di azioni passate di mano fino a ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a oltre 10 milioni.

ENI sale al traino del petrolio

Il titolo mostra più forza relativa del Ftse Mib, beneficiando degli spunti positivi offerti dal petrolio che, dopo il calo della vigilia, è tornato a guadagnare terreno oggi, presentandosi negli ultimi minuti a 82,55 dollari, con un rialzo dell’1,47%.

ENI: potenziale fusione attività upstream in UK con Ithaca Energy

ENI intanto guadagna terreno anche sulla scia delle ultime novità, da cui si apprende che la società starebbe creando un altro satellite nell’upstream dopo quelli di Var Energi e Azule, rispettivamente in Norvegia e in Angola.

L’accordo in esclusiva con Ithaca Energy riguarda la possibile fusione delle attività upstream nel Regno Unito che includono i campi provenienti da Neptune nel paese ed escludono la CCS per una produzione complessiva di 40-45mila barili equivalenti al giorno (il 2,5% dei volumi upstream di Eni) di cui circa il 70% gas e riserve 2P per circa 100 milioni di barili equivalenti.

I campi principali di ENI nel Regno Unito riguardano Elgin Franklin (EF WI 21.9% e Glenelg WI 8% operato da TotalEnergies), J-Area (Jade WI 7%, altre aree WI 33%, operato da Harbour Energy), Cygnus (WI 38.75% operato da Eni) e Seagull (WI 35% operato da BP).

Ithaca Energy è un operatore indipendente quotato nel Regno Unito, con una capitalizzazione di mercato di 1,5 miliardi di euro di sterline e 70mila barili equivalenti giornalieri di produzione nel 2023.

Lo scorso anno Ithaca Energy ha registrato un Ebitda di 1,7 miliardi di dollari, un utile netto adjusted di 370 milioni e un debito netto di 572 miliardi di dollari.

L’esito dell’accordo è atteso in 4 settimane per ottenere l’approvazione degli azionisti di classe 1.

Successivamente all’operazione, il gruppo israeliano Delek continuerà a detenere oltre il 50% dei diritti di voto, mentre ENI si prevede deterrà il 38%-39% del capitale azionario post conferimento.

La produzione di Ithaca Energy salirebbe a circa 100mila barili equivalenti al giorno post operazione, circa il 50% gas, con riserve 2P + risorse 2C pari a 650 milioni di barili equivalenti.

L’accordo renderebbe Ithaca uno dei maggiori produttori indipendenti nel Mare del Nord e potrebbe stimolare ulteriori consolidamenti dato che l’area è in una fase di declino.

ENI: il commento di Equita SIM

Gli analisti di Equita SIM ritengono che l’operazione, che è parte della strategia satellitare di Eni con l’obiettivo di ottimizzare il portafoglio upstream, possa aggiungere valore al titolo, non solo tramite le sinergie provenienti dalla fusione.

Gli asset di ENI sarebbero valutati implicitamente a 1-1,1 miliardi di euro sulla base della capitalizzazione di mercato di Ithaca, un valore che gli esperti ritengono coerente con le riserve di ENI oggetto dell’operazione, ma decisamente superiore a quello implicito di mercato del titolo ENI.

Non cambia intanto la strategia di Equita SIM, che sul titolo mantiene una view bullish, con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 19,5 euro.

Davide Pantaleo
Davide Pantaleo
Davide Pantaleo da quasi un ventennio si occupa di Borsa e Finanza. Dopo aver svolto per diversi anni l'attività di promotore finanziario in Italia e all'estero, nel 2005 entra nel team di Trend-online con l'incarico di redattore.
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