I record (e il rally) di Lvmh non spingono il lusso in Borsa

Record e rally a Parigi di Lvmh non spingono il lusso in Borsa, ma il colosso francese segna nel quarto trimestre vendite rimbalzate del 51% rispetto al 2019.

Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton da record nel 2021. Il colosso francese ha comunicato risultati in decisa crescita per l’esercizio appena chiuso, allontanando i timori dello scorso autunno per una possibile frenata proprio in quella Cina che è diventata primo motore del lusso. Abbastanza per chiudere in rally del 3,23% la seduta a Parigi venerdì ma non per fare da volano al settore nel suo complesso: Burberry ha infatti guadagnato appena lo 0,03% a Londra, mentre Compagnie Financière Richemont ha perso lo 0,99% a Zurigo, nonostante settimana prima avesse comunicato risultati per il terzo trimestre (chiuso il 31 dicembre) segnati da vendite rimbalzate del 32% annuo (e del 38% rispetto al quarto trimestre 2019, prima dello scoppio della pandemia). Male anche a Tod’s, in calo dell’1,56% a Milano, e l’altro gigante francese Kering, deprezzatosi dello 0,80% a Parigi, sostanzialmente in linea con la flessione dello 0,82% del Cac 40. 

Lvmh record va in rally ma non spinge il settore del lusso in Borsa

Lvmh aveva comunicato giovedì dopo la chiusura dei mercati di avere registrato nel 2021 un balzo delle vendite del 44% al record di 64,2 miliardi di euro. La crescita è stata del 20% rispetto al 2019. A perimetro costante le vendite sono aumentate del 36% lo scorso anno e del 27% (a poco più di 20 miliardi nel solo quarto trimestre). Nel 2021 Fashion & Leather Goods, la maggiore divisione del gruppo (quella che comprende ovviamente Louis Vuitton), ha registrato una crescita organica del 47% sul 2020 e del 42% sul 2019. Nel solo quarto trimestre le vendite sono rimbalzate addirittura del 51% rispetto al pari periodo del 2019. “Dopo risultati più solidi del previsto da rivali come Burberry, Prada e Richemont le aspettative erano elevate“, ha ammesso Christopher Rossbach, gestore del World Stars Global Equity Fund citato da Reuters, sottolineando come tali aspettative non siano state deluse.

I record del 2021 di Lvmh grazie agli Usa. E ora arriva Tiffany & Co.

Bernard Arnault, fondatore, chief executive e chairman del gruppo francese (che oltre a Louis Vuitton e allo champagne Moët & Chandon controlla decine di marchi, da Fendi a Kenzo, da Bulgari alle recentemente acquisita Tiffany & Co.) del colosso francese del lusso, ha sottolineato che la solida crescita è continuata in gennaio. E secondo gli analisti, nonostante il boom della domanda in Cina, per una volta i riflettori sono puntati sugli Usa. Lvmh ha notato che la performance migliore è stata proprio negli States, che hanno generato il 26% delle vendite totali nel 2021, grazie a marchi come Vuitton e Sephora. Fattore che contribuirà a rafforzare ulteriormente il gruppo, anche in seguito all’acquisizione di Tiffany.

Arnault anticipa aumenti per Lvmh. Il marchio Hublot già li conferma

E l’inflazione? Arnault ha ammesso che Lvmh potrebbe aumentare i prezzi per proteggere i margini nell’attuale contesto inflazionistico. Conferme alle parole di Arnault sono arrivate da Ricardo Guadalupe, chief executive di Hublot, uno dei marchi di orologeria controllati da Lvmh. “Quasi tutti i nostri fornitori stanno aumentando i prezzi“, ha spiegato durante un’intervista a Bloomberg Television, notando che il costo di acciaio e titanio è in crescita mentre sono saliti tra il 10% e il 15% i prezzi dei diamanti. Per questo i listini di Hublot saranno alzati tra 3% e il 4% in aprile-maggio. (Raffaele Rovati)

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