Bonus 200 e 150 euro, l'INPS li vuole subito indietro: duro colpo per questi pensionati

Bonus 200 euro e 150 euro sottoposti a verifica. L’INPS sta procedendo al controllo dei limiti di reddito. Ecco chi sono gli sfortunati pensionati interessati dalla restituzione.

 

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Bonus 200 euro e 150 euro sottoposti a verifica. L’INPS sta procedendo al controllo dei limiti di reddito. 

Le scadenze fiscali sono ormai chiuse ed è tempo di verifiche incrociate tra i vari enti al fine di verificare o meno la spettanza dei numerosi Bonus erogati in maniera provvisoria.

Questo è quello che sta succedendo per i Bonus 200 e 150 euro. Dunque, a restituirli non soltanto per i lavoratori che li hanno percepiti pur non avendone diritto, ma anche e soprattutto i pensionati.

Infatti l’INPS ha erogato in maniera provvisoria le somme, basandosi sui livelli di reddito disponibili nei momenti di pagamento. 

Ora, in sede di arrivo dei nuovi dati sul reddito, sta provvedendo a fare ulteriori verifiche.

Con le scadenze fiscali ormai archiviate l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha infatti acquisito i nuovi dati riferiti alle soglie di reddito di ciascun pensionato. 

In più, procedendo alle dovute verifiche potrebbe trovarsi ad aver erogato i Bonus 200 e 150 euro a pensionati che non ne avevano di fatti diritto per il superamento delle soglie di reddito indicate, che hanno quindi percepito le somme indebitamente.

Sintetizzando: l’INPS con l’acquisizione dei nuovi dati reddituali riferiti al 2021 sta procedendo ad effettuare tutte le verifiche del caso.

Ricordiamo infatti che il periodo di imposta preso a riferimento è quello del 2021 e qualora la soglia reddituale del soggetto dovesse essere superiore a quella minima individuata dalla normativa scatterà la restituzione, sia del Bonus 200 euro pagato a luglio che del Bonus 150 euro erogato ad ottobre.

I due Bonus, ormai lo sappiamo sono stati fortemente voluti dal Governo Draghi proprio per far tirare un sospiro di sollievo alle famiglie italiane sempre di più strette nella morsa del caro vita causato dalla situazione pandemica e dall’attuale crisi internazionale tra Russia e Ucraina.

Va vediamo nel dettaglio chi sono questi sfortunati pensionati e come avverrà la restituzione dei Bonus 200 euro e 150 euro all’INPS.

Bonus 200 e 150 euro, l'INPS li vuole subito indietro duro colpo per questi pensionati

I Redditi dei pensionati che hanno ricevuto i Bonus da 200 e 150 euro saranno sottoposti a verifica da parte dell’INPS: lo abbiamo già anticipato.

I due Bonus sono stati erogati in maniera provvisoria ai pensionati, sulla base dei dati in possesso dell’Istituto. Adesso arriva il momento della verifica, perché le informazioni INPS verranno integrate con quelle delle altre amministrazioni in primis con l’Agenzia delle Entrate.

Va detto che ad introdurre il Bonus da 200 euro è stato il decreto 50 del 17 maggio 2022. L’indennità una tantum di 200 euro, per come stabilito nell’articolo 32 del decreto spetta a tutti coloro che nell’anno 2021 hanno avuto un reddito annuo non superiore a 35.000 euro.

Si tratta di una soglia che tiene conto del reddito personale IRPEF del soggetto al netto di alcuni contributi assistenziali e previdenziali. Nel calcolo del reddito vengono considerati il TFR, il reddito dell’abitazione e le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata.

Stesso discorso vale per il Bonus 150 euro introdotto dal decreto n. 144/2022, il famoso decreto Aiuti ter. Tuttavia, valendo la stessa sommatoria dei redditi, per ottenere tale Bonus dall’INPS, la soglia da non superare è stata stabilita in 20.000 euro.

Quindi per non incappare nella revoca e nella restituzione immediata del contributo, i pensionati nel 2022 non devono aver percepito redditi superiori rispettivamente a 35.000 e 20.000 euro.

Nel caso di superamento di detti limiti, gli sfortunati pensionati saranno chiamati subito a restituire le somme indebitamente percepite.

Bonus 200 e 150 euro, perché l’INPS ha provveduto provvisoriamente al pagamento

Ormai tutti lo sanno, l’INPS ha provveduto all’erogazione dei Bonus 200 e 150 euro nei rispettivi mesi di luglio e ottobre 2022.

Si tratta di pagamenti avvenuti in maniera diretta, senza alcuna comunicazione dei redditi da parte dei pensionati.

L’Istituto ha infatti provveduto d’ufficio all’erogazione dei Bonus.

Se procedendo alla verifica, l’INPS accerta il superamento delle soglie reddituali 35.000 euro per il Bonus 200 euro, 20.000 per il Bonus 150 euro, l’Istituto comunicherà agli sfortunati l’indebito accredito.

Bonus 200 e 150 euro, come si procede in caso di restituzione

Se successivamente alle verifiche da parte dell’INPS si evidenzia l’indebito accredito dei Bonus 150 e 200 euro, l’Istituto di previdenza Sociale Provvederà al recuperare le somme indebitamente percepite seguendo la prassi indicata nella circolare n. 47/2018.

Detta circolare stabilisce i modi che devono seguire gli sfortunati percettori per restituire le somme percepite, ossia mediante trattenute sulle pensioni successive.

L’INPS procederà a trattenere l’importo del Bonus non dovuto effettuando la trattenuta direttamente sul cedolino di pensione indicato per il recupero.