Tra contributi a fondo perduto, bonus, e sostegni, ci sono diversi aiuti e proposte interessanti che possono essere un buon aiuto per le imprese e le start-up innovative in Italia nel 2022. 

La maggior parte di questi sono stati annunciati e inseriti all’interno del PNRR, ovvero il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, da ben 191,5 miliardi di fondi.

Il piano è stato ideato per riuscire non solo a limitare i danni dovuti alla pandemia e alla precedente crisi, ma anche per portare l’Italia ad avere uno slancio migliore verso il futuro.

Non c’è da stupirsi quindi se molti dei bandi dei contributi a fondo perduto nel 2022 hanno l’intenzione di combattere problemi comuni alla Penisola, come la lenta digitalizzazione o trasformazione ecologica, la parità di genere e l’occupazione femminile, l’occupazione giovanile soprattutto degli under 36, e il divario tra nord e sud Italia.

Questo non significa che i nuovi contributi a fondo perduto interessino solo queste categorie, ma ci sono anche notizie interessanti per gli altri, legate anche ai ristori per le attività messe più in difficoltà.

Nuovi contributo a fondo perduto nel 2022

I contributi a fondo perduto sono uno dei metodi in cui spesso gli enti pubblici erogano fondi alle realtà che li richiedono.

La cosa interessante di questa modalità, a differenza di altre come il finanziamento agevolato per esempio, è che non è richiesto di restituire nulla. In questo caso però il contributo viene dato sotto forma di rimborso delle spese fatte, e sarà quindi necessario, prima di tutto, avere le prove di suddette spese.

Non tutte le spese possono essere rimborsate attraverso questi finanziamenti, ma proprio per questo è fondamentale avere una buona rendicontazione.

Questa situazione, evidentemente, non si applica quando si va a parlare delle Start-up che per poter accedere a questo tipo di fondi devono seguire un iter diverso.

Attualmente ci sono diversi finanziamenti già avviati per cui si può presentare domanda, così come ne esistono altri che si sa dovranno partire a breve.

Uno dei contributi richiedibili, per chi fa parte del mondo del turismo, è il cosiddetto "super bonus 80%” dedicato agli alberghi e le strutture ricettive. È possibile richiederlo a partire dal 28 febbraio 2022 alle ore 12,00, sul sito di Invitalia.

Se il settore alberghiero è uno dei più colpiti dalla crisi dovuta al covid-19, una realtà che in Italia è spesso in difficoltà è quella dell’agricoltura. In questo caso è giusto sottolineare come sia ancora possibile sfruttare il bando Ismea 2021 per l’imprenditorialità giovanile e femminile in campo agricolo.

Il cosiddetto bando Sabatini è, invece, un aiuto per coloro che devono acquistare dei nuovi macchinari dedicato alle micro, piccole, e medie imprese regolarmente iscritte al Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca. 

In questo caso infatti le PMI che hanno chiesto dei finanziamenti possono ricevere delle agevolazioni per l’acquisto di macchinari industriali o commerciali.

Per provare ad andare a ridurre il divario nord/sud il bando più importante attualmente in circolazione è quello di “Resto al Sud”, ideato per le regioni del Sud Italia (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia) e anche per le aree del Lazio, Marche, Umbria, nelle isole minori del Centro-Nord, nonché in quelle lagunari e lacustri.

Proposto anche questo Invitalia, per poterlo richiedere è necessario essere tra i 18 e i 55 anni di età e risiedere in una delle regioni già citate. I fondi variano dai 50.000 euro per una singola persona e possono raggiungere anche i 200.000 se si tratta di un gruppo di quattro soci.

Parlando di Bandi che apriranno a breve, invece, per le donne di tutte le età e i giovani tra i 18 e 35 anni compiuti, il 19 maggio 2022 aprirà lo sportello per poter richiedere i finanziamenti del nuovo bando ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero.

Questo bando prevede, oltre alla possibilità di accedere a finanziamenti a tasso zero, anche l’accesso a contributi a fondo perduto che possono coprire fino al 90% delle spese.

Contributi a fondo perduto e Decreto sostegni ter

I contributi a fondo perduto risultano essere molto utili, soprattutto per quelle realtà che hanno sofferto di più per via degli effetti della pandemia, che però possono anche accedere ad altri bonus legati al nuovo Decreto sostegni Ter.

Questi bonus possono rientrare anche loro nel campo dei contributi a fondo perduto, proprio perché nati per sostenere le imprese e non si tratta di prestiti da restituire, ovviamente. L’ultimo Decreto sostegni prevede fondi da circa 1,5 miliardi di euro, che sono suddivisi su diverse realtà.

  • Discoteche e sale da sale da ballo, che sono rimaste chiuse fino alla fine di gennaio 2022, segnalando quindi gravi perdite dovute anche alle mancate feste di capodanno.
  • Associazioni e società sportive.
  • Tutte le attività di commercio al dettaglio che si sono trovate ad avere un fatturato fino a 2 milioni di euro nel 2019. A seconda del fatturato si può accedere a fondi diversi.
  • Parchi tematici, giardini zoologici, parchi geologici, e simili.
  • Attività che si occupano dell’organizzazione di feste e matrimoni, gestione piscine, hotellerie, ristorazione.

Per quel che riguarda l’organizzazione dei matrimoni poi esiste anche quello che è già stato definito “bonus wedding”, o bonus matrimoni. Si tratta di un bonus, sempre a fondo perduto, dedicato agli operatori del settore che si sono trovati di fronte a delle perdite nel loro settore.

Questo significa che a poterlo richiedere non sono le coppie, ma proprio chi lavora in questo ambiente e si tratta di una misura di sostegno che può essere fornita direttamente dall’agenzia delle entrate.

Per poterlo richiedere è necessario essere un’impresa che opera nel settore dell’organizzazione di eventi che si è trovata di fronte a un abbassamento del proprio fatturato nel 2020 di minimo il 30%.

A chi altri interessano i nuovi contributi a fondo perduto?

Come abbiamo visto ci sono diversi contributi a fondo perduto che possono essere interessanti per persone e realtà di diverso tipo, dai giovani alle imprese legate al mondo dell’agricoltura, o che si trovano al sud Italia.

Una delle realtà che però ha più sofferto per la pandemia è quella dell’imprenditorialità femminile, che già aveva i suoi problemi prima dell’arrivo del Covid-19.

Per poter provare a dare una mano in questo senso è stato pubblicato il primo febbraio nella gazzetta ufficiale il decreto che riguarda il Fondo Impresa Donna 2022, che prevede contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

Si suddivide in due parti, con dei contributi a fondo perduto dedicati alle nuove imprese, e degli incentivi per imprese già nate, che variano a seconda dell’anzianità della realtà stessa.

In questo secondo caso una percentuale dei finanziamenti sarà comunque a fondo perduto, mentre un’altra sarà un finanziamento agevolato a tasso zero.

Fondo Impresa Donna si rivolge in particolare a quattro categorie principali.

  • Imprese in cui la titolare è donna.
  • Società di capitale con quote e CDA che sia almeno 2/3 in mano di donne.
  • Cooperative o società con minimo il 60% di socie donne.
  • Lavoratrici autonome che apriranno la partita IVA entro 60 giorni dalla comunicazione positiva della valutazione della domanda.

I contributi a fondo perduto per le start up

Attualmente è aperto il bando per Smart&Start Italia di Invitalia. Si tratta di un incentivo ideato per aiutare la nascita di start-up innovative in tutta Italia, con l’intenzione, quindi, di stimolare il contesto italiano ed evitare l’allontanamento delle persone dalla Penisola, in cerca di luoghi migliori dove aprire una start-up.

Non si tratta di un contributo a fondo perduto, ma di un finanziamento da restituire nel corso di 10 anni, con la prima rata da pagare 12 mesi dopo che è stato approvato.

Se la start-up viene istituita in determinati luoghi, ovvero nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, oppure è localizzata nel cratere sismico del centro Italia il 30% del prestito è a fondo perduto. In questi casi non bisognerà restituirne il 100% quindi, ma il 70%.

Non esistono graduatorie, ma i vari progetti vengono valutati per data di arrivo, entro 60 giorni dall'invio.

Lo possono richiedere:

  • Start-up innovative nate da non più di 60 giorni dall’invio della richiesta.
  • Team di persone fisiche intenzionate a costruire una start-up in Italia, anche se residenti all’estero se italiani, o se stranieri in possesso dello “Start-up Visa”.
  • Imprese straniere che si impegnano a costruire almeno una sede in territorio italiano.

Come si fa a fare domanda

Le modalità per fare domanda cambiano a seconda dell’ente che eroga i fondi, e sono specificate sui diversi bandi.

Gli enti pubblici in questione fanno capo allo stato italiano o all’europa e all’interno dei bandi pubblicati inseriranno tutti i requisiti necessari, come succede anche per altre situazioni. 

Visto che da qualche anno ormai per poter partecipare ai bandi pubblici è richiesta la creazione di un account attraverso il Codice SPID, uno dei passi è sicuramente quello di munirsi di questo codice di identità digitale.

Lo SPID è infatti necessario per poter creare e accedere al proprio account di Invitalia, oltre a dover anche essere in possesso, in questo caso, di una PEC.

Ma se questo è un passaggio breve, l’altra cosa importante da fare per poter presentare domanda e inviare la documentazione richiesta, in via telematica, sarà più lunga e importante.

Si tratta infatti della creazione di un business plan solido ed esaustivo, che presenti con precisione il proprio modello aziendale e gli obiettivi previsti. Una volta inviata tutta la documentazione le domande verranno analizzate e valutate, proprio per questo è importante avere un business plan il più inattaccabile possibile.

In generale altri dettagli importanti che renderanno più facile vedere l’approvazione della propria richiesta sono le seguenti.

  • Avere un’impresa solida e con obiettivi precisi, che viene presentata attraverso il business plan.
  • Non avere controversie con la pubblica amministrazione.

Nel caso in cui si parlasse di start-up il business plan diventa ancora più importante per dimostrare la solidità della propria idea, proprio perché non si potranno presentare dati sui precedenti anni a sostegno delle capacità della propria azienda.