Una domanda sorge spesso spontanea quando si parla di disoccupazione: un dipendente che è costretto a dimettersi per ragioni di salute ha diritto a ricevere l’indennità di disoccupazione? In questo caso facciamo riferimento all’erogazione della NASpI, che viene effettuata dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. 

Insomma, non è raro che un lavoratore, a causa del sopraggiungere di una patologia invalidante, è costretto a rassegnare le dimissioni. Infatti, in questo caso, questi devono cessare la loro attività lavorativa. 

Ma per loro è prevista la NASpI? Rientrano nella casistica della “giusta causa”?

Per capire di cosa stiamo parlando dobbiamo ricordare che la disoccupazione non viene erogata a tutti coloro che sono senza lavoro. Infatti, la NASpI spetta esclusivamente a coloro che perdono il lavoro contro la loro volontà, come ad esempio, a causa di un licenziamento, della scadenza di un contratto determinato oppure per la giusta causa (quindi qui parliamo di dimissioni). 

Ma coloro che devono dimettersi a causa di motivi di salute non lo fanno volontariamente, ma sono obbligati. Dunque, in questo caso alla richiesta della NASpI dall’INPS, il lavoratore si sentirà dire di sì o di no? Andiamo a scoprirlo insieme in questo articolo.

Chi ha diritto a ricevere l’erogazione della NASpI?

Partiamo subito a sottolineare che non tutti possono avere accesso all’indennità di disoccupazione. 

Infatti, come abbiamo specificato poc’anzi, possono avere la NASpI solo coloro che perdono il lavoro contro la loro volontà. Dunque, le ragioni possono essere essenzialmente tre:

  • Licenziamento 
  • Scadenza del contratto
  • Dimissioni per giusta causa

Attenzione però: le dimissioni per giusta causa non sono quelle determinate da una patologia invalidante. Infatti, queste fanno rifermento a qualche violazione effettuata ai danni del lavoratore. 

Qualche esempio? Il mancato pagamento dello stipendio per un periodo superiore a due mesi, mobbing, demansionamenti e maltrattamenti. 

Insomma, come abbiamo capito, in questi casi non è nemmeno menzionato il fatto che un lavoratore con gravi patologie di salute possa dimettersi ed ottenere la NASpI. 

Ma allora come funziona? Andiamo a scoprirlo insieme. 

Licenziamento per motivi di salute: come funziona con la NASpI? 

Partiamo dalla prima casistica: il licenziamento. 

Ci teniamo a specificare che il licenziamento è una decisione del datore di lavoro, al contrario delle dimissioni, che sono una scelta del lavoratore stesso. 

Dopo aver capito questa differenza ci chiediamo: cosa accade in caso di licenziamento per gravi problemi di salute? Prima di tutto devi sapere che il datore di lavoro non può licenziare automaticamente un lavoratore perché ha dei problemi di salute. 

Infatti, questo deve verificare prima se il dipendente può essere spostato a svolgere un’altra mansione che possa consentirgli di tenere url lavoro. 

Solo se questo non è possibile il lavoratore può procedere con il licenziamento dove, però, il dipendente può richiedere la NASpI. 

Per quale motivo qui è consentito percepire la disoccupazione? Semplice: perché si tratta a tutti gli effetti di un licenziamento, quindi della perdita involontaria del proprio posto di lavoro. 

Ma cosa accade nel caso di dimissioni?

Dimissioni per motivi di salute: ho diritto ad avere la disoccupazione?

Ebbene, ora andiamo a parlare della questione cruciale di questo articolo: le dimissioni per motivi di salute. 

In questo caso, ci chiediamo se, il lavoratore che ha problematiche di salute che decide di dimettersi può effettuare (con successo, si intende) la richiesta per la NASpI. 

Ebbene, per quanto possa risultare paradossale, il dipendente che si dimette a causa di una patologia che l’ha reso invalido a svolgere la sua attività lavorativa, non ha alcun diritto a percepire la NASpI. 

Insomma, per poter ricevere l’indennità di disoccupazione, in questi casi, il lavoratore dovrà chiedere al suo datore di lavoro di essere licenziato. 

Per quale ragione? Beh, è facile da intuire: solo in questo caso lui avrà diritto a ricevere la NASpI. 

Ma per quale motivo non viene riconosciuta la giusta causa? Insomma, il lavoratore in questione, sicuramente, non ha scelto autonomamente di avere dei problemi di salute che potessero invalidare il suo operato. 

Sembrerà paradossale ma coloro che decidono di dimettersi per maltrattamenti sul lavoro ricevono l’assegno di disoccupazione, ma coloro che lo fanno per ragioni di salute non hanno lo stesso diritto. 

Tutto questo ha portato alcuni lavoratori a rimanere a casa, o ad utilizzare altri stratagemmi per essere licenziati. Insomma, sembra un circolo vizioso dal quale si uscirebbe solo attuando qualche riforma. 

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