Superbonus 110, novità in vista e sblocco dei crediti: quale sarà il destino della misura

Il Superbonus 110% torna a far parlare di sé: tra poche ore si deciderà il suo destino. Ci sono infatti novità in merito allo sblocco dei crediti, che renderà reale e concreta la possibile proroga. Facciamo insieme il punto della situazione sul bonus casa più discusso e controverso.

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Il Superbonus 110% torna a far parlare di sé: tra poche ore si deciderà il suo destino. Ci sono infatti novità in merito allo sblocco dei crediti, che renderà reale e concreta la possibile proroga. Facciamo insieme il punto della situazione sul bonus casa più discusso e controverso.

Manca davvero poco per conoscere il destino del Superbonus 110, la misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle, cavallo di battaglia del vecchio Governo Conte I.

Le notizie che giungono in merito alla nota agevolazione sembrerebbero essere confortanti. Il Governo sarà infatti chiamato ad esprimersi in merito alla possibilità di apportare delle modifiche alla misura, al fine di mantenerla.

Non si parla più di una cancellazione della misura di sostegno, dunque, ma di una proroga possibile. E si torna a parlare di sblocco dei crediti attualmente “congelati”.

Facciamo quindi il punto della situazione circa le novità più interessanti che stanno per interessare il Superbonus.

Superbonus 110, novità in vista e sblocco dei crediti: quale sarà il destino della misura

La situazione più urgente da risolvere che riguarda il Superbonus è quella legata al blocco dei crediti legati alla misura. 

In molti sapranno già che, con la Circolare 23/2022 dello scorso giugno, l’Agenzia delle Entrate ha modificato i criteri di accettazione di tali crediti da parte delle banche. I nuovi criteri, purtroppo, hanno di fatto generato un’eccessiva discrezionalità, da parte dell’AdE, nella valutazione dell’effettiva liceità dei crediti. 

Insomma, a causa delle nuove disposizioni contenute nella suddetta Circolare, di fatto le banche hanno iniziato a non erogare, per evitare i vari rischi (tra cui quello concreto di un eventuale sequestro dei crediti non rispettanti i nuovi, rigidi requisiti).

La situazione, tuttavia, ha avuto ovviamente come esito quello di paralizzare e bloccare i crediti: ed è questa una delle situazioni più urgenti che il Governo sta tentando di risolvere.

Secondo le parole del Ministro Federico Freni, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia, si è ormai vicini ad un’intesa che avrà come esito lo sblocco dei crediti.

Uno sblocco che farà, finalmente, ripartire i lavori e le aziende che, a causa delle nuove regole che normano i crediti legati al Superbonus 110%, hanno subito una paralisi.

Previsti, ovviamente, adeguati controlli ed eventuali sanzioni a coloro che non hanno effettuato i dovuti accertamenti.

È ovvio, infatti, che chi ha approfittato dell’agevolazione per ordire truffe non potrà restare impunito. Ma in Parlamento si dovrà discutere, in queste ore, del destino di coloro che si sono trovati coinvolti inconsapevolmente in illeciti.

Come accennavamo in apertura, poi, il Parlamento si troverà anche a discutere circa l’eventuale proroga del Superbonus 110. Una proroga che, però, prevede delle condizioni.

Il testo originale che lo regolamenta dovrà infatti essere necessariamente modificato affinché tale proroga possa essere confermata.

Superbonus: tutti i nodi da sciogliere per assicurargli un futuro

In effetti, è ovvio che, nel caso in cui i principali nodi riguardanti la misura non verranno sciolti, la proroga prevista con la Manovra 2022 è seriamente a rischio.

Secondo la Legge di Bilancio 2022, la misura avrebbe dovuto concludersi nel 2025. Tuttavia, l’aliquota prevista non sarebbe dovuta rimanere al 110%, ma sarebbe stata soggetta ad un décalage, ossia una riduzione. Si sarebbe arrivati al 2025 con un Superbonus non più al 110%, ma al 65%, e solo per determinati lavori.

Ma, data la complessa situazione riguardante la cessione dei crediti, anche tale proroga è stata messa in forse.

Per assicurare lunga vita al Superbonus, il Governo dovrà trovare dunque un’intesa, che dovrà garantire più controlli ed un meccanismo che punisca chi non ha compiuto i dovuti controlli.

Solo un’intesa che permetta alle aziende oneste la ripresa dei lavori, e che al contempo assicuri una giusta punizione ai disonesti, potrà salvare il Superbonus.

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Superbonus, il 30/09 è vicino: cosa fare in caso di SAL inferiore al 30%

Mentre attendiamo novità in merito alle nuove introduzioni che riguarderanno il Superbonus, ricordiamo ai lettori interessati che è ancora valida la famosa scadenza del 30 settembre 2022

Una scadenza ormai vicina, che riguarda le abitazioni unifamiliari.

Infatti, per poter godere dei benefici del Superbonus fino al prossimo 31 dicembre, bisognerà attestare uno stato di avanzamento dei lavori (SAL) pari ad almeno il 30%.

In altre parole, potranno fruire del Superbonus solamente coloro che dimostreranno di aver compiuto, entro il 30 settembre, almeno il 30% dei lavori.

Ma cosa accadrà a chi non riuscirà a completare almeno il 30% dei lavori?

In questo caso, si potranno agevolare al 110% le spese sostenute entro la data del 30 giugno 2022. Quelle effettuate a partire dal 1° luglio, invece, andranno agganciate ad altri bonus edilizi attualmente attivi. Ovviamente, a patto che se ne rispettino i relativi requisiti di accesso.

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