E’ bastato far entrare Chiara Ferragni nel suo Consiglio di Amministrazione e Tod’s, azienda di lusso specializzata nella produzione di calzature, abbigliamento e accessori, ha recuperato in borsa le perdite di circa un anno.

E’ l’effetto Ferragni di cui tutti parlano, quantificabile in circa duecentocinquanta milioni di euro. L’annuncio è avvenuto lo scorso 9 aprile e nel giro di poche ore le azioni della società di moda di Diego Della Valle sono aumentate del 14%, ottenendo circa centotrenta milioni di euro di capitalizzazione di mercato in più rispetto alla chiusura del giorno precedente.

Si tratta della quarta performance in assoluto della storia borsistica di Tod’s. I rialzi sono poi proseguiti nelle giornate successive: rispetto al valore della chiusura in Borsa dell’8 aprile (giornata che ha preceduto l’annuncio relativo all’ingresso di Chiara Ferragni nel cda del gruppo di Diego Della Valle), dati di questa settimana hanno registrato un rialzo di circa il 24%. Il picco si è registrato lo scorso mercoledì, quando il titolo ha chiuso a quota 35,6 euro, con un +23,9% sulla quotazione del venerdì precedente.

Pare sia proprio vero: Chiara Ferragni è la Regina Mida del ventunesimo secolo, capace di trasformare in oro tutto ciò che tocca. E pensare che fino a non molti anni fa, quando a Chiara si chiedeva in cosa consistesse il suo lavoro, a molti piaceva ironizzare e non prendere sul serio quella realtà. 

Oggi, Chiara Ferragni è la più importante fashion blogger al mondo e una imprenditrice digitale di successo. Il suo blog - The Blonde Salad - garantisce ricavi per 6,4 milioni e un utile di quattrocento cinquanta mila euro. Il suo profilo Instagram conta 23,3 milioni di follower, oltre quarantaquattro milioni di interazioni su base mensile e un suo post può costare anche ottantamila euro

Ma chi è Chiara Ferragni e come è arrivata a tutto questo? 

Chi è Chiara Ferragni?

“Quando avevo diciassette anni, ho iniziato a scattare foto di me stessa e a pubblicarle in diversi Social così che potessi vedere le reazioni degli altri. Era una sorta di diario fotografico della mia vita quotidiana. Alcune foto erano un più artistiche, con un concetto alle spalle, altre invece ritraevano solo ciò che stavo indossando. Tutti dimostravano un certo interesse nel sapere quali marchi stessi indossando e dove li avessi acquistati, e io rispondevo con piacere a quelle domande nei commenti”.

E’ così che Chiara Ferragni racconta l’inizio di un percorso che da lì a poco tempo l’avrebbe portata al successo. Nata a Cremona il 7 maggio 1987, Chiara è riuscita a trasformare la sua passione per la moda un vero e proprio lavoro, fino a diventare quella che oggi viene riconosciuta da Forbes come la più importante fashion blogger al mondo.

Nel 2009, Chiara decide di creare un proprio spazio personale, uno spazio che tutti i suoi seguaci avrebbero potuto frequentare per accedere a una varietà di contenuti originali e accattivanti. 

L’obiettivo era quello di trasformare The Blonde Salad (questo è il nome che Chiara ha dato al suo blog, proprio perché sarebbe stato organizzato intorno al mix di ingredienti che adora masticare, e dunque la moda, la fotografia, i viaggi e il lifestyle) in una routine quotidiana. Qualcosa da consultare prima di iniziare una giornata di lavoro o di scuola, mentre si gusta la propria colazione.

A un mese dalla pubblicazione del primo post, il blog di Chiara Ferragni conta già trentamila visite giornaliere. Poco dopo, la giovane cremonese riceve il suo primo invito alla Fashion Week di Milano. Chiara si presenta come una fashion blogger. “Ma cosa significa essere una fashion blogger, Chiara? In cosa consiste il tuo lavoro?”. A chiederselo sono tanti giornalisti ed esponenti dei media italiani, che hanno deciso di approfondire il tema con delle interviste.

L’interesse per The Blonde Salad continua a crescere, fino ad attirare l’attenzione di personalità e aziende di un certo calibro. Chiara Ferragni collabora con Benetton, con la Fiat e con Yoox, partecipa a diverse settimane della moda internazionali. 

Per un po’ di tempo, questo ha rappresentato l’effettivo carburante della macchina Ferragni: il blog veniva costantemente aggiornato fino a raccogliere i principali look che Chiara ha preparato per assistere alle sfilate, fino a diventare una vera e propria icona di stile

Dal blog alla Chiara Ferragni Collection

Due anni dopo la pubblicazione del primo post sul blog, Chiara Ferragni e l’allora partner Riccardo Pozzoli (che ha sempre sostenuto la ragazza nella sua attività, tanto da aver deciso di rifiutare proposte lavorative anche abbastanza importanti per potersi dedicare completamente al blog) fondano la società The Blonde Salad, controllata al 55% da lei e al 45% da lui. 

Il blog raccoglie un numero di lettori mensili così alto da aprire le porte a una nuova forma di monetizzazione. Oltre alla vendita di banner pubblicitari su The Blonde Salad, Chiara ha iniziato a collaborare con diversi marchi, pubblicizzando prodotti di vario tipo ma che potessero essere apprezzati dai suoi seguaci e comunque in linea con i temi affrontanti. 

Chiara è inarrestabile. E’ sempre più popolare, sempre più amata e desiderata. Collabora con Burberry, con Dior Cosmetiques Italia e inizia a creare capsule collection limitate per diversi marchi di abbigliamento come Yamamay e Steve Madden. Nel 2013 Chiara trascorre gran parte del suo tempo viaggiando in Europa, Asia, Stati Uniti e Sud America per le varie collaborazioni. 

Quella ragazza alla quale molte persone hanno riso in faccia quando alla domanda “Cosa fai nella vita?” rispondeva “la fashion blogger”, nel 2014 riceve commissioni altissime (fino a cinquantamila dollari) per partecipare ad alcuni eventi, mentre nel solo primo trimestre dell’anno successivo Chiara appare sulla copertina di numeri internazionali di riviste importantissime come Vogue, Grazia, Marie Claire, Instyle e Lucky.

Facciamo un piccolo passo indietro e torniamo al 2013. Chiara e Riccardo trovano un investitore disposto a fornire loro circa cinquecento mila euro per la creazione di un nuovo business. Questo investitore è Paolo Barletta e la società prende il nome di Chiara Ferragni Collection

Inizialmente, Chiara si dedica esclusivamente alla realizzazione di scarpe. La prima collezione è costruita attorno alle Flirting Shoes, delle ballerine luccicanti e impreziosite da quello che oggi è il simbolo della collezione, ovvero un occhio e un battito di ciglia. In soli cinque mesi, la collezione genera entrate pari a cinquecento mila euro

Negli anni la collezione si espande fino a includere prodotti di vario tipo, anche di abbigliamento. Nel 2017 Chiara conta trecentocinquanta rivenditori della linea di abbigliamento e accessori da lei creati e due flagship store monomarca.

Chi è Chiara Ferragni oggi

Chiara decide di espandere il suo business e raggiungere un più elevato numero di persone. Si iscrive a Instagram nel 2014 il suo profilo conta già tre milioni di follower. Oggi, il profilo di Chiara è tra i più seguiti di Instagram

Mentre il suo profilo Social sarebbe stato utilizzato principalmente per condividere con i follower le attività quotidiane, il calendario editoriale di The Blonde Salad cambia e dedica parte dei contenuti qui condivisi a temi non strettamente correlati a Chiara. Si vuole portare il blog a una certa indipendenza, quasi come se fosse una vera e propria rivista.

In questo stesso anno, le attività di Chiara Ferragni generano un fatturato di circa otto milioni di dollari. L’anno successivo, con un fatturato di circa dieci milioni di dollari, Chiara diventa un caso di studio alla Harvard Business School

Oggi, Chiara Ferragni non solo è una delle fashion blogger più importanti al mondo, ma soprattutto un’imprenditrice digitale di successo con un patrimonio netto stimato pari a dieci milioni di dollari

Perché Diego Della Valle ha voluto Chiara Ferragni con sé 

Ritenendo sempre più importante occuparsi di impegno sociale, della solidarietà verso il prossimo e della sostenibilità nel rispetto dell’ambiente e del dialogo con le giovani generazioni, il gruppo Tod’s nomina Chiara Ferragni membro del consiglio di amministrazione”.

E’ con queste parole che Diego Della Valle ha annunciato, lo scorso venerdì 9 aprile, l’entrata di Chiara Ferragni nel Consiglio di Amministrazione di Tod’s. I motivi che giustificano una tale scelta sono diversi, ma basta dare un’occhiata ai numeri che abbiamo condiviso per poter comprendere la strategia del gruppo.

Chiara Ferragni è un vero e proprio fenomeno sociale, capace di smuovere le masse con la propria opinione, molto vicina ai più giovani. E’ anche una donna che ha fatto della sua passione per la moda il proprio business (e che business!), capace di stare al passo con le tendenze del momento e, soprattutto, creare le tendenze del momento. Il suo pubblico è diverso da quello di Tod’s, per cui può esercitare un grande impatto sul business.

“Siamo certi che la conoscenza di Chiara del mondo dei giovani, unita all’esperienza dei membri del Cda, possa costruire un gruppo di pensiero dedicato a progetti focalizzati alla solidarietà verso gli altri, con forte attenzione al mondo giovanile che, mai come in questo momento, ha bisogno di essere ascoltato”.

E a proposito di impatto, l’impatto che Chiara ha su Piazza Affari è a dir poco sorprendente. Alla fine del mese di novembre, anche le azioni delle società Aeffe e Monnalisa con le quali la Ferragni ha collaborato hanno messo a segno rally molto consistenti - rispettivamente del 17,7% e del 39,7% in appena quarantotto ore. Secondo Launchmetrics, la collaborazione con Lancôme ha generato un media impact value di 22,9 milioni. Ecco la Regina Mira di cui tutti parlano.

Ma c’è dell’altro

Dietro l’ingresso di Chiara Ferragni nel Consiglio di Amministrazione di Tod’s ci sarebbe dell’altro: la legge sulle quote di genere per la quale il 40% dei componenti degli organi delle aziende quotate deve essere di sesso femminile.

A riferirlo sono gli analisti di Equita sim: “Da un confronto con la società capiamo che la decisione risponde all’esigenza di aggiungere una componente femminile nel board per conformarsi all’aumento delle quote rosa dal 30% al 40% dei membri del cda. Non escludiamo l’opportunità che Chiara Ferragni possa supportare anche le decisioni del board su temi relativi alla comunicazione del brand e all’utilizzo dei social, contribuendo a migliorare l’appeal del marchio tra le generazioni più giovani. Sono invece da escludere collaborazioni commerciali e di prodotto”. 

Stando a quanto dichiarato dagli analisti, dunque, l’ingresso di Chiarra Ferragni nel cda di Tod’s non porterebbe ad alcuna collaborazione di prodotto, ma è fondamentale per far avvicinare il marchio alle generazioni più giovani. Chi sperava di assistere al lancio di una capsule collection firmata Chiara Ferragni, dunque, dovrebbe abbandonare le proprie aspettative.