Una delle domande più comuni che interessa i creators e i brand che popolano Instagram è come uscire dallo shadowban.

In effetti, questa condizione può tradursi in un vero danno per la propria strategia di marketing digitale. Immaginate di far uscire un'importante campagna pubblicitaria e nessuno la vede. E questo è solo un esempio!

Prima di uscire dallo shadowban, però, è necessario riuscire ad accorgersene. Non sempre infatti un calo della visibilità dei propri contenuti è imputabile ad una decisione voluta dal social media.

In questo articolo, quindi, cercheremo innanzitutto di capire come fare ad accorgersene, dal momento che non arrivano comunicazioni da parte di Instagram, e soprattutto come fare a risolvere velocemente, laddove possibile.

Shadowban Instagram: 2 metodi per accorgersene

Come detto, Instagram non comunica alla pagina in questione che è stata colpita dallo shadowban (dove "shadow" significa "ombra" e "ban" invece "bannare, vietare").

Bisognerà quindi riuscire ad accorgersene utilizzando dei metodi alternativi. Ve ne presentiamo due, ma secondo noi solo il primo è davvero efficace.

  • Metodo 1. La verifica manuale.

Con questo primo metodo è necessario verificare che i contenuti che temiamo siano stati colpiti dallo shadowban siano effettivamente presenti nella sezione Esplora di Instagram.

Questo significa che, tramite un altro account personale, oppure grazie all'account di qualche amico e conoscente, si vada nella sezione Esplora e si cerchino i propri contenuti attraverso gli hashtag che sono stati usati. Il consiglio è quello di verificare nella sottosezione "Più recenti", anziché in "Popolari", in modo da avere maggiore garanzia.

Se i propri contenuti non compaiono mai, allora è quasi certo che si sia stati colpiti dal famigerato shadowban.

Il secondo metodo, come detto, è meno efficace.

  • Metodo 2. L'utilizzo di un tool di verifica esterno.

Ci sono alcuni tool esterni che permettono di capire, in modo più o meno sicuro, se il proprio account è stato shadowbanned.

In realtà, bisogna fare molta attenzione, perché molti di questi tool richiedono la registrazione dei propri dati personali.

Se avete il dubbio di essere sotto l'ombra di Instagram, il nostro consiglio è di usare il primo metodo. Usate quanti più account possibili per verificare i vostri hashtag (soprattutto quelli che vi identificano come brand e sono usati solo da voi o solo da pochi utenti). La risposta che avrete sarà piuttosto veritiera.

Cosa dice però Instagram a tal proposito?

Shadowban degli account: la (debole) risposta di Instagram

Instagram, com'è naturale che sia, è stata più volta interpellata da brand e creator a proposito dello shadowban.

La risposta è quanto mai vaga. In un post che è stato diffuso a febbraio 2022, infatti, l'account Instagram for Business ha infatti dichiarato che l'azienda è al corrente della pratica dello shadowban.

Instagram altresì suggerisce che, nel momento in cui si creano i contenuti, bisognerebbe focalizzarsi di più sul proprio obiettivo, piuttosto di concentrarsi sugli hashtag. Per l'azienda, infatti, l'unico modo per avere successo e non incorrere nello shadowban è avere degli obiettivi e sfruttarli per raggiungere il proprio target.

Secondo il social media bisogna:

  • essere ben riconoscibili a livello visivo (iniziando dal logo);
  • essere dei bravi storyteller (ricordiamo che lo storytelling è l'attività di raccontare storie per vendere):
  • essere creativi.

Insomma, per l'azienda è un problema che si risolve da solo nel momento in cui si creano dei contenuti originali e ben riconoscibili.

Sarà però davvero questa la soluzione? Per molti creators si è trattata di una risposta quanto mai dubbia.

Perché si incorre nello shadowban di Instagram? 4 motivi di penalizzazione

Le semplici regole dichiarate da Instagram nel post di febbraio in realtà non bastano a salvare i propri contenuti dallo spettro dello shadowban.

Ci sono infatti delle motivazioni che portano il social media a decidere di oscurare i contenuti di una pagina. In particolare, ve ne sono 4.

  • 1. Non seguire le linee guida della community.

Come in ogni community, anche i social media hanno le loro regole. Dunque, anche Instagram non accetta che vengano prodotti e diffusi contenuti che inneggiano alla violenza, all'odio e alla discriminazione.

Per avere un maggiore dettaglio su cosa non sia permesso pubblicare, ci si può riferire alle linee guida presenti nella sezione FAQ del sito.

Oltre ai contenuti, comunque, bisogna fare attenzione agli hashtags. A proposito di questo, in un recente articolo, vi spieghiamo passo per passo quali hashtags non usare mai. Il contenuto vi sorprenderà sicuramente.

Nonostante sia una pratica della quale sono state più volte dichiarate le conseguenze deleterie, si tratta di un uso che continua ad essere fatto.

Purtroppo, o per fortuna, l'algoritmo è in grado di comprendere chi abbia dei picchi di like e followers senza aver prodotto contenuti di qualità, e dunque è pronto a penalizzare la pagina in questione.

  • 3. Troppi follow/unfollow in poche ore.

Nonostante non ci sia niente di male in questa pratica perché magari si sta semplicemente cancellando gli account inattivi o gli account fake, l'algoritmo riconosce questa attività come sospetta.

In effetti, per Instagram, troppe attività di follow/unfollow non sono ben viste nell'arco di poche ore, perché sembra che sia stato un bot a compierle. Se è necessario intraprendere un'attività di questo tipo è meglio spalmarla nell'arco di più giorni. Pena lo shadowban.

  • 4. Utilizzare sempre gli stessi hashtags.

Di per sé, nemmeno questa è un'attività che arreca danni. Il fatto è che l'algoritmo la riconosce come una mancanza di creatività. Oltretutto non è possibile che tutti i contenuti siano rappresentati dagli stessi hashtags.

Dunque, se si vuole evitare di incorrere nell'ombra del social media, è necessario organizzare i propri hashtags al meglio (vi spieghiamo come fare in questa guida).

5 modi per uscire dallo shadowban di Instagram

Ci sono svariati modi con cui è possibile tentare di uscire dallo shadowban (l'ultima parola, come si sa, ce l'ha sempre Instagram).

  • 1. Cancellare gli hashtags incriminati.

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, molti dei problemi che comportano lo shadowban sono legati agli hashtags.

Un suggerimento potrebbe essere quello di identificare gli hashtags vietati, cancellarli, uscire da Instagram e poi rientrare.

Nostro personale suggerimento è quello di cancellare tutti gli hashtags degli ultimi 10 post, onde evitare che qualcosa sia scappato al controllo e che quindi non si sia risolto il problema (come dicevamo nell'articolo, ci sono hashtags bannati che sono davvero insospettabili).

  • 2. Disattivare le app esterne ad Instagram (ma collegate all'account).

Molti dei creators di Instagram utilizzano delle applicazioni non autorizzate dal social media per monitorare l'andamento del profilo.

Il consiglio è quello di uscire da questi account oppure semplicemente cambiare loro la password.

  • 3. Mettere in shadowban lo stesso shadowban.

Uno dei suggerimenti più validi è quello di smettere di pubblicare contenuti per almeno 3 giorni. Si tratta di uno dei suggerimenti più validi.

Si smette di pubblicare per 3 giorni, poi si ritorna e si pubblica un'immagine ma senza hashtags. Nei giorni successivi si pubblicano altri 2 o 3 post, sempre senza hashtags.

A seguire, si torna a pubblicare ma usando pochissime parole chiave.

  • 4. Contattare l'assistenza del social media.

Un altro dei metodi consiste nel provare a contattare il servizio di assistenza di Instagram.

Basta entrare nel proprio profilo, cliccare in alto a destra nel menù ad hamburger, poi su Impostazioni e, infine, Assistenza.

Da lì è possibile segnalare il problema con il proprio account descrivendo la situazione. Bisognerà attendere i tempi tecnici del social media per la risposta.

  • 5. Disattivare temporaneamente il proprio account.

Soluzioni estreme per estremi problemi. Facendo attenzione a non eliminare la pagina, ma soltanto a disattivarla, basterà fare login su Instagram web e cliccare in alto a destra sull'icona del profilo. Da lì, scegliendo menù, si clicca su Disabilita temporaneamente il mio account, e si indica una qualsiasi ragione.

Passato qualche giorno si potrà rientrare e verificare che il problema sia effettivamente risolto.

Provando uno dei questi metodi, o una combinazione di essi, si dovrebbe essere in grado di risolvere velocemente il problema dello shadowban di Instagram.

Quanto può durare lo Shadowban di Instagram

In realtà, dal momento che non c'è un vero e proprio manuale di istruzioni allo shadowban, non si sa esattamente nemmeno quanto possa durare.

Ad alcuni è durato poche ore, ad altri pochi giorni. Infine, ci sono utenti che sono rimasti in ombra anche 15 giorni.

Per questa ragione, la cosa fondamentale è riuscire ad accorgersene in tempo, in modo da poter agire tempestivamente. La speranza è infatti quella che, agendo in tempi brevi, si possa anche uscire dallo shadowban velocemente.

Traiamo le nostre conclusioni: 3 consigli per evitare penalizzazioni

In ogni caso, si sappia che non sempre un calo della visibiltà è dettato dallo shadowban di Instagram. In alcuni casi si tratta di problemi legati alla connessione, al social media stesso che è down, e ad altre motivazioni.

Se Instagram non va, infatti, è sempre bene seguire le linee guida fornite e non allarmarsi preventivamente.

Talvolta, invece, può davvero accadere che, anche in buona fede, si sia commesso un qualche errore che va contro le linee guida del social network.

Dunque, ecco 3 consigli che potrebbero fare al caso vostro:

  • documentarsi preventivamente sugli hashtags da non usare;
  • non fare follow/unfollow, scambio likes, comprare followers e likes;
  • pubblicare con costanza e secondo una strategia mirata.

Infatti, come dice il social media stesso, la cosa migliore è agire con costanza e seguendo la propria strategia. Per riuscire a costruire al meglio la vostra strategia, vi consigliamo di approfondire questi consigli sul piano editoriale, utili per Instagram, ma non soltanto.