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Gli emergenti con gli Etf lasciano le tasche piene PRIMO PIANO, clicca qui per leggere la rassegna di Morningstar , 21.02.2008 17:40  Iscriviti GRATIS ai segnali Buy/Sell in Email e SMS! Spendere meno è già un buon sistema per guadagnare. Il principio, valido in economia domestica, trova applicazione anche sui mercati finanziari. Soprattutto in un momento come questo, caratterizzato da una forte volatilità che si trasforma in una discesa costante dei mercati. Lo sa bene chi in questo periodo sta investendo sui mercati emergenti, un comparto che negli anni scorsi ha regalato tanto agli investitori e che in futuro, secondo gli analisti, riprenderà a marciare di buon passo.
Ma nel frattempo la situazione langue come si è accorto chi ha un fondo di investimento specializzato sui Paesi in via di sviluppo. La maggior parte degli strumenti raccolti nella categoria Morningstar Azionari Paesi Emergenti da inizio anno ha avuto una performance negativa. Per cercare di limitare le spese, consigliano gli analisti, una soluzione è quella di rivolgersi a un Etf. E’ vero che questi strumenti replicano fedelmente gli indici di riferimento (e quelli degli emergenti in questo momento non brillano). Ma, almeno hanno caratteristiche (come l’assenza di commisioni di entrata uscita e performance) che permettono di risparmiare un po’ in attesa di tempi migliori. Vediamo alcuni esempi di Etf che hanno un portafoglio diversificato su tutte le aree emergenti.
L’Etf db x-trackers Msci Emerging Market Index è un comparto di una Sicav di diritto lussemburghese gestito da DB Platinum Advisor del gruppo Deutsche Bank. Il fondo ha l’obiettivo classico di questo tipo di strumenti di replicare l’andamento dell’indice di riferimento grazie due elementi tipici degli Etf: la gestione passiva e il meccanismo denominato creation/redempion in kind. Letteralmente significa “creazione/rimborso in natura” e indica un sistema che attraverso continue operazioni di arbitraggio consentite ad
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