Novità riforma del Fisco: multe e sanzioni ridotte, ma solo in alcuni casi. Cosa cambia

Chi può avere delle sanzioni ridotte a seguito della riforma del Fisco? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Arrivano finalmente novità più concrete in merito alla Riforma che andrà a coinvolgere il sistema fiscale.

Il 21 febbraio, infatti il Consiglio dei Ministri ha approvato il nono decreto attuativo della delega fiscale, in particolare per quanto riguarda il meccanismo che di fatto modifica il sistema delle sanzioni tributarie.

Tra le novità legate alla riforma del fisco, c’è quindi un rafforzamento del ravvedimento operoso, mediante il quale è possibile andare a regolarizzare la propria posizione irregolare, attraverso il pagamento di sanzioni ridotte.

Ma chi potrà effettivamente fare riferimento alle sanzioni ridotte approvate attraverso il nono decreto attuativo della delega fiscale? 

In questo articolo andiamo a vedere nel dettaglio come funziona e chi potrà godere delle sanzioni ridotte.

Sanzioni ridotte con la riforma del Fisco: le novità

Il decreto attuativo approvato in data 21 febbraio dal Consiglio dei ministri va di fatto a prevedere una serie di novità in merito alla riforma fiscale.

Attraverso le nuove disposizioni, se un contribuente raggiunge un accordo con il Fisco per andare a sanare la propria posizione, lo Stato dovrà provvedere ad una sanzione meno punitiva.

Questo significa che quei contribuenti che richiederanno un accordo e procederanno con il pagamento delle sanzioni, non finiranno sotto processo.

Ma non è finita qui, tra le novità legate alla riforma del Fisco vi è anche il perseguimento di un ulteriore obiettivo, ovvero quello di andare ad evitare il cosiddetto “bis in idem”.

Significa che il contribuente chiamato a rispondere davanti ad un giudice per lo stesso reato a cui ha già risposto davanti al tribunale.

Viene invece confermata la pena della reclusione da sei mesi fino ad un massimo di due anni.

Tale pena potrebbe coinvolgere quei contribuenti che non versano le somme dovute per un importo annuo superiore a cinquantamila euro, utilizzando in compensazione dei crediti di cui non ha diritto effettivo.

Come funziona per le sanzioni ridotte

Come abbiamo anticipato, tra le novità sicuramente più importanti delle riforma del Fisco approvata in Consiglio dei Ministri vi è quello delle sanzioni ridotte.

A questo proposito, saranno attuate delle sanzioni tributarie ridotte anche in caso di reddito dichiarato inferiore a quello effettivamente accertato.

Lo stesso vale anche nei casi di un’imposta inferiore rispetto a quella dovuta dal contribuente oppure alla fruizione di un credito superiore rispetto a quello spettante.

Nelle situazioni appena citate sarà applicata una sanzione amministrativa del 70% della maggior imposta dovuta o della differenza del credito che è stato utilizzato, con un importo minimo della sanzione fissato a 150 euro.

Inoltre, sarà applicata la medesima sanzione anche nei casi in cui in dichiarazione sono state inserite delle detrazioni d’imposta non spettanti oppure deduzioni dall’importo imponibile non spettanti.

Va detto che, fino ad ora la sanzione prevista andava da un minimo del 90% fino ad un massimo del 180%. Dunque, la riduzione della sanzione amministrativa del 70% risulta essere piuttosto rilevante per molti contribuenti.

Ne abbiamo parlato anche in questo articolo: Nuovo condono 2023: multe e sanzioni ridotte in tutti questi casi.

Sanzioni ridotte per chi evade per “sopravvivenza”

Tra le altre novità che sono state approvate sulla riforma fiscale recentemente approvata in sede di Consiglio dei ministri, vi è sicuramente quella legata alla difesa di quei contribuenti che non pagano perché dichiarano essere in difficoltà economiche.

Questo riguarda quei casi in cui l’attività del contribuente è in crisi, e viene accertato che è stato dichiarato tutto nel rispetto della legge.

Si parla, quindi, di evasione per “sopravvivenza”, ovvero quei casi in cui appunto non si riescono a pagare le tasse, in quanto il contribuente vive una condizione di crisi e di difficoltà finanziaria. Su questo la riforma del fisco prevede l’impunibilità.

Inoltre, nei casi in cui il denaro è volto a saldare le fatture dei fornitori oppure perché la Pubblica amministrazione (in veste di cliente) non ha pagato l’importo dovuto, scompare la sanzione penale, ma resta quella amministrativa.

Va detto che, anche nelle situazioni di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap, sarà applicata una sanzione ridotta del 120% e non più del 240%.

Se ti interessa il tema della riforma del fisco, e vuoi approfondire tutte le novità su questo argomento, ti consigliamo la lettura di questo articolo: Agenzia delle Entrate, scattano controlli per il 2020: chi rischia e come evitare le multe

Viviana Vitale
Viviana Vitale
Aspirante giornalista e social media manager freelance, classe 1995. Le mie più grandi passioni sono la scrittura e il marketing digitale. Sono state proprio queste a portarmi oggi a far parte del team di redattori di Trend-online e a collaborare come professionista della comunicazione con varie aziende italiane.
Seguici
161,688FansLike
5,188FollowersFollow
773FollowersFollow
10,800FollowersFollow

Mailing list

Registrati alla nostra newsletter

Leggi anche
News Correlate