Da alcuni giorni sul web ha iniziato a diffondersi una bufala che rivela una strana decisione in merito al Green pass: il certificato è stato abolito a partire dal 20 ottobre? L’origine di questa fake news deriva da un messaggio audio inviato su Whatsapp alla redazione Facta da un presunto segretario di un partito politico.

Il motivo dell’abolizione del Green pass sarebbe legato al fatto che i vaccini avrebbero una scadenza fissata al 20 ottobre e che, da tale giornata, sarebbero in arrivo in Italia delle nuove terapie in grado di curare il Covid-19 in sole 48 ore. Nulla di più falso. 

Quello che sappiamo – al di là del fatto che questa è una bufala bella e buona – è che il Green pass è obbligatorio per tutti i lavoratori a partire dal 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, come stabilito dal decreto approvato dal Governo lo scorso settembre. 

Vediamo, quindi, cosa c’è di vero sulla bufala del Green pass abolito dal 20 ottobre. La certificazione verde è obbligatoria? Da quando? Come funziona il referendum sul Green pass? E gli altri Paesi europei come si stanno muovendo sull’utilizzo del Green pass?

Green pass abolito o obbligatorio? Facciamo chiarezza…

In merito al Green pass si stanno sollevando moltissime voci, ma non tutte sono veritiere. Anzitutto, negli ultimi giorni si sta diffondendo sul web la notizia (falsa) dell’abolizione della certificazione verde a partire dal 20 ottobre 2021. 

In realtà, però, il Governo ha reso obbligatorio il Green pass per tutti i lavoratori a partire dal 15 ottobre 2021. Lo specifica il comunicato stampa del 16 settembre scorso:

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che introduce misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di screening.

Dunque, più che Green pass abolito, dovremmo scrivere Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori dal 15 ottobre 2021. Pubblici, privati, professionisti, autonomi: nessuno rimane escluso dall’obbligo di presentazione della certificazione verde.

Da dove deriva, quindi, la bufala sul Green pass abolito e cosa c’è di vero? Analizziamo la fake news e cerchiamo di capire cosa sta accadendo…

Green pass abolito dal 20 ottobre: la bufala si diffonde sul web

La notizia sul Green pass abolito ha iniziato a diffondersi dallo scorso luglio (il 26 luglio per la precisione), quando la redazione Facta aveva ricevuto un messaggio audio su Whatsapp da parte di una persona che si spacciava come segretario nazionale di un partito.

Facta ha specificato che nel messaggio non è stato rivelato né il nome della persona né tanto meno il nome del partito politico. Già da qui si poteva intravedere la possibilità di incorrere in una fake news.

La suddetta persona avrebbe rilasciato alcune dichiarazioni infondate che, alla luce dei fatti, si sono dimostrate false. Si parlava della scadenza dei vaccini al 20 ottobre 2021, data dalla quale sarebbero giunte in Italia cinque nuove terapie di protocollo obbligatorie per curare il Covid, convalidate dall’Unione Europea. Grazie a queste cure, le persone contagiate dal Sars-Cov-2 sarebbero guarite in tempi record: nel giro di circa 24 o 48 ore al massimo.

Al sopraggiungere imminente di tale data, quindi, anche il Green pass sarebbe stato abolito. Ma nella realtà dei fatti, ci sono diverse evidenze (al di là dell’obbligo di certificazione verde per tutti i lavoratori dal 15 ottobre 2021) che confermano che si tratta di una bufala.

Green pass abolito: cosa c’è di vero?

Analizziamo punto per punto il messaggio Whatsapp inviato alla redazione Facta.

Anzitutto la data di scadenza dei vaccini: il 20 ottobre 2021. È vero che ciascuna fialetta di vaccina ha riportata anche la data di scadenza, ma non è affatto vero che tutti i vaccini scadono allo stesso giorno. Così come è vero che molti vaccini in Italia sono arrivati alla scadenza ancora prima di essere inoculati (e non sono stati utilizzati) e molti altri sono disponibili e validi per le prossime somministrazioni.

Secondo punto: l’arrivo di cinque nuove terapie per la cura del Covid che permettono di guarire in 24-48 ore. Attualmente in Italia sono disponili ben quattro terapie a base di anticorpi monoclonali e una di un immunodepressore. Queste terapie, però, sono ancora in fase di sperimentazione e non si possono utilizzare.

Le terapie elencate e in fase di studio sono utili per affrontare il Covid-19, ma l’unica arma a disposizione per frenare l’avanzata del virus – ad oggi – è il vaccino.

Ciò significa che i vaccini proseguono, così come il Green pass rimane valido e obbligatorio per accedere a determinati luoghi pubblici, compreso il posto di lavoro a partire dal 15 ottobre.

Green pass obbligatorio: qual è la verità?

La verità, alla fine dei conti, è che il Green pass è una certificazione obbligatoria per accedere a diversi luoghi pubblici. Introdotta in Italia dal 6 agosto scorso, è stata gradualmente estesa a sempre più luoghi della vita sociale per contrastare l’avanzata del virus.

Il Green pass è obbligatorio per andare al cinema, a teatro, allo stadio, per vedere gli spettacoli all’aperto, per partecipare a concerti, eventi, mostre, sagre, per entrare nei musei. Obbligo di certificazione verde anche per accedere ai concorsi pubblici, così come per consumare all’interno di bar e ristoranti.

Occorre possedere il Green pass anche per andare in piscina al chiuso, in palestre, nei centri termali e persino per andare in Università. A scuola, invece, l’obbligo riguarda solo insegnanti e personale amministrativo, compresi i genitori che desiderano entrare negli istituti.

Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, il Green pass è obbligatorio per salire sugli aerei, sulle navi, sui traghetti (ad eccezione dello Stretto di Messina), sui treni ad Alta Velocità (Freccia o Italo) e Intercity. Non serve presentare la certificazione, invece, per accedere a bus urbani, metropolitane, tram, filobus, treni regionali.

Con l’ultimo decreto approvato dal Governo, infine, il Green pass è obbligatorio anche per tutti i lavoratori dal 15 ottobre 2021: dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi, studi professionali. Nessuno resta escluso.

Green pass: cosa rischia chi non ce l’ha?

A partire dal 15 ottobre, i lavoratori che si presentano sul posto di lavoro privi di Green pass rischiano di essere allontanati fino a quando non si presenteranno con una certificazione valida.

La sospensione non determina il licenziamento, ma nelle piccole aziende (con meno di 15 dipendenti) il lavoratore privo di Green pass potrebbe essere sostituito. 

Sin dal primo giorno di assenza ingiustificata, comunque, il lavoratore perde il diritto allo stipendio. La sanzione che si applica al lavoratore privo di Green pass è variabile da un minimo di 600 euro fino a 1.500 euro. Il datore di lavoro che non effettua i dovuti controlli, invece, rischia una sanzione da 400 euro minimi a 1.000 euro massimi.

Referendum sul Green pass: le novità

Se il Green pass abolito è una bufala accertata, è reale invece la raccolta firme per il referendum sull’abolizione del Green pass. Dopo il successo della raccolta firme per il referendum sulla cannabis, si prova a raggiungere l’obiettivo di 500 mila firme anche per la certificazione verde.

Secondo i promotori del referendum, come riporta l’articolo del Corriere della Sera:

la certificazione verde costituisce un palese strumento di discriminazione che collide con i principi fondamentali del nostro ordinamento giuridico.

Il Green pass, inoltre, porterebbe all’esclusione dalla società delle persone che sono prive di certificazione verde, oltre a impattare su diversi articoli della Costituzione del diritto internazionale.

Sul sito web del referendum sul Green pass è possibile firmare per la sua abolizione sia digitalmente (direttamente online) sia fisicamente (presso uno degli stand dedicati nelle maggiori piazze italiane).

I quesiti sono quattro, ognuno volto ad abrogare un differente decreto legge che regola l’utilizzo del Green pass. Il primo riguarda il decreto del 22 aprile 2021, il secondo quello del 23 luglio 2021, il terzo quello del 6 agosto 2021, e il quarto è quello del 16 settembre scorso.

Per poter indire il referendum per abrogare una legge, o parte di essa, è necessario raccogliere 500 mila firme di cittadini (entro il 30 ottobre 2021), oppure la proposta da parte di 5 Consigli regionali.

Green pass: quali sono le regole in Europa?

Mentre in Italia continuano a sussegursi i cortei No Green pass, che cosa sta accadendo nel resto dell’Europa? I Paesi hanno adottato regole diverse: nel Regno Unito, per esempio, il Green pass è stato bocciato e non verrà utilizzato.

In Danimarca tutte le restrizioni contro il Covid-19 sono state abolite e non è obbligatorio possedere il Green pass. Il motivo? Un elevata percentuale di cittadini over 12 che si sono vaccinati (più dell’80%). Anche la Svezia ha eliminato le restrizioni, ma richiede il Green pass per i viaggiatori.

È vero che l’Italia ha introdotto regole molto strette sul Green pass, ma anche la Svizzera ci segue di pari passo. Dal 13 settembre, infatti, la certificazione verde è obbligatoria per tutti i cittadini con più di 16 anni. Anche la Francia ha reso obbligatorio il Green pass ovunque, ma ha eliminato le mascherine.

La Germania esclude l’introduzione dell’obbligo vaccinale, ma prevede l’utilizzo esteso del Green pass derivante da vaccinazione, test Covid o guarigione. Stesso discorso anche per l’Austria, con obbligo di Green pass per accedere a molti luoghi della vita sociale.

Nelle tre Repubbliche Baltiche – Lituania, Lettonia ed Estonia – si può accedere a certi luoghi pubblici solo con Green pass, mentre in Portogallo la certificazione è obbligatoria in altrettanti luoghi pubblici. La Grecia ha adottato il Green pass anche per ristoranti e bar: non vale il tampone negativo.

Il Belgio e la Spagna non prevedono l’obbligo del Green pass, ma per entrare nei Paesi occorre mostrare la certificazione verde.