Come è stato ormai più volte sottolineato, la Legge di Bilancio 2022 (234/2021), la prima varata dal governo Draghi, ha ristrutturato completamente bonus e ammortizzatori sociali, in questo rinnovamento trova conferma la validità del bonus ISCRO anche per il biennio 2022-2023.

Tale bonus è destinato alle Partite Iva iscritte all’INPS e va costituire letteralmente quella che è la prima cassa integrazione per lavoratori autonomi. Questo perché, dimostrando la sussistenza di una serie di requisiti, ai titolari di Partita Iva in difficoltà viene assegnata una somma mensile di massimo 800 euro per un semestre intero.

Il bonus ISCRO 2021 poteva essere richiesto solo da luglio a fine ottobre, ma tale finestra di tempo così limitato era dovuta a ritardi nell’attivazione di questo contributo.

In realtà, da normativa, il bonus ISCRO può essere richiesto tutto l'anno “entro” il 31 ottobre. Tuttavia, per inoltrare le domande, che vanno presentate in via telematica, e perché la Partita Iva possa accedere al bonus ISCRO è necessario che abbia presentato la dichiarazione dei redditi relativa all’anno precedente, poiché dal fatturato dipende il diritto al contributo e su di esso avviene il calcolo dell’importo.

Insomma, tenendo conto che alle Partita Iva spetta di compilare e inviare il modello redditi PF entro un termine prestabilito dell’anno, successivo a quello del periodo d’imposta a cui si fa riferimento, il quale varia anche in base modello cartaceo o telematico, presentata la dichiarazione allora sarà possibile anche fare richiesta per il bonus ISCRO dell’anno in corso.

Vediamo quindi tutte le indicazioni utili per stabilire i requisiti, calcolare gli importi e inviare domanda di richiesta per questo bonus Partita Iva 2022 che assegna da un minimo di 1.200 euro fino ad un massimo di 4.800 euro a beneficiario.

Bonus ISCRO INPS, quali requisiti per la Partita Iva nel 2022?

Tra le tante agevolazioni falciate dalla Legge di Bilancio 2022, per fortuna si è scelto di conservare il bonus ISCRO senza però nessun potenziamento o estensione della validità.

Cioè, il tempo di attivazione sarà di altri due anni, 2022-2023, periodo in cui alle Partite Iva in possesso dei requisiti, che ora andremo ad approfondire, spetta un contributo mensile per sei mesi.

Per quanto riguarda le condizioni di accesso al bonus ISCRO diciamo subito che queste sono molto selettive e non sono state ammorbidite dalla Legge di Bilancio 2022, che si è limitata a non toccare questo contributo.

Dunque, stando alla normativa i lavoratori autonomi hanno diritto al bonus ISCRO se:

  • quando inviano richiesta la Partita Iva è aperta da almeno quattro anni;
  • sono iscritti alla Gestione Separata INPS;
  • hanno un reddito ISEE in corso di validità al momento della presentazione della richiesta uguale o inferiore a 8.145 euro all’anno;
  • non sono percettori di nessun tipo di prestazione legata al reddito, non sono ammesse neanche NASpI o Reddito di Cittadinanza;
  • dall'ultima dichiarazione dei redditi risulta una perdita di fatturato pari almeno al 50%, in confronto alla media dei tre anni che precedono.

Perché la Partita Iva possa beneficiare del bonus ISCRO tutti i requisiti appena elencati devono essere posseduti in contemporanea.

Alcune casistiche in cui la Partita Iva può perdere il Bonus ISCRO dopo averlo ottenuto

Ovviamente, come esistono delle condizioni di accesso al bonus ISCRO ci sono anche dei requisiti per il mantenimento del beneficio, poiché il contributo può essere revocato e l’INPS, quando questo accade, chiede anche la restituzione delle somme percepite, dopo che tali condizioni di decadimento si sono verificate.

Ad esempio, in nessun caso il lavoratore può chiudere la Partita Iva e continuare a percepire il bonus, così come, essendo il bonus ISCRO riservato ai soli iscritti INPS, il beneficio decade se avviene l'iscrizione ad un altro ente previdenziale. Analogamente, si viene esclusi se si inizia a percepire un qualche sostegno pubblico come disoccupazione, Reddito di Cittadinanza, etc.

Come si determinano gli importi che spettano alla Partita Iva di bonus ISCRO 2022? 

Per quanto riguarda gli importi, questo bonus Partita Iva, andando esso a caratterizzarsi come una CIG, assegna un contributo mensile per un semestre nella misura variabile dai 200 agli 800 euro al mese.

La cifra da assegnare a ciascun beneficiario mensilmente viene determinata in base al presupposto che l'obiettivo del bonus ISCRO è quello di compensare la Partita Iva dell’ultimo semestre di perdite. In pratica, esso restituisce ai beneficiari il 25% del fatturato medio relativo a sei mesi di lavoro.

Facciamo un esempio pratico perché è un calcolo in realtà molto semplice. Se la Partita Iva nell’ultima dichiarazione dei redditi ha dimostrato, ad esempio, un fatturato di 3.000 euro in un anno. Prima di tutto ci serve il fatturato ottenuto in media per soli sei mesi di lavoro, perciò si divide per due il fatturato annuo, in questo caso otteniamo 1.500 euro. La somma mensile di bonus ISCRO è pari al 25% di 1.500 euro, cioè 375 euro.

Si presti attenzione al fatto che, a prescindere dal risultato di questo calcolo, la somma mensile non potrà mai essere inferiore a 200 euro o superiore a 800 euro. Cioè l’importo complessivo assegnato alla singola Partita Iva dal bonus ISCRO varia da un minimo di 1.200 euro ad un massimo di 4.800 euro.

Quando si può inviare la domanda di richiesta per il bonus ISCRO 2022? 

Per quanto riguarda modalità e tempistica della domanda di richiesta per il bonus ISCRO 2022, esso è gestito dall’INPS che ha abolito le procedure cartacee, perciò la richiesta dovrà essere inviata tramite il portale web o con l’ausilio di CAF e Patronati.

Il regolamento di questo incentivo stabilisce che ogni anno sia possibile l’invio delle domande entro il 31 ottobre. Tuttavia, per poter richiedere e il bonus per l’anno in corso al lavoratore autonomo viene richiesto di aver presentato la dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, poiché su di essa avviene il calcolo degli importi e la verifica della sussistenza dei requisiti.

Nell’arco del triennio di attivazione previsto, 2021-2023, la Partita Iva potrà richiedere solo una volta il bonus, cioè ricevere il contributo per un massimo di sei mesi complessivi nei tre anni. 

Le istruzioni per lo svolgimento della procedura telematica di richiesta del bonus ISCRO sulla piattaforma INPS sono descritte, con l’ausilio di indicazioni visive, dal video YouTube di jbdtube di cui vi consigliamo la visione:

  

Bonus ISCRO e aumento dell’aliquota contributiva per le Partite Iva della Gestione Separata INPS

Fintanto che sarà in vigore il bonus ISCRO, tutte le Partite IVA iscritte all’INPS avranno però anche un aumento delle tasse da pagare all’ente proprio per finanziare questo contributo.

Questo perché è stata introdotta un’aliquota aggiuntiva pari allo 0,51% per il 2022 e il 2023 che va a costituire la dotazione utile per l'erogazione del bonus ISCRO ai beneficiari.

Quindi, per questo ed il prossimo anno il totale complessivo dei contributi dovuti all’INPS è del 26,23%.

Questo aumento in vigore già dall’anno scorso, seppur in misura ridotta e pari allo 0,26%, ha attirato molti malumori e per due motivi. Prima di tutto l’aumento è generalizzato, mentre il bonus ISCRO è iper selettivo. Cioè, tutte le Partite Iva iscritte all’INPS hanno avuto un aumento delle tasse da pagare a partire dal 2021, ma poche possono accedere al nuovo contributivo.

In secondo luogo, il bonus ISCRO 2021 ha subito ritardi di attivazione, con l’invio delle domande concesso solo da luglio ad ottobre, mentre l’aumento delle tasse è stato, come sempre, puntualissimo!